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Anche il Cersaie si arrende al Covid, appuntamento al 2021

La principale fiera dedicata a ceramica e arredobagno rinuncia all’edizione di novembre. A rischio la partecipazione internazionale, fattore vitale per una filiera che esporta l’85% della produzione

di Giovanna Mancini

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(IMAGOECONOMICA)

La principale fiera dedicata a ceramica e arredobagno rinuncia all’edizione di novembre. A rischio la partecipazione internazionale, fattore vitale per una filiera che esporta l’85% della produzione


2' di lettura

E così anche il Cersaie, la fiera dedicata al mondo della ceramica e del design, rinuncia all’edizione del 2020 e dà appuntamento all’anno prossimo, con date già fissate dal 27 settembre al 1° ottobre 2021. Del resto gli organizzatori lo avevano detto subito, un mese fa, annunciando il rinvio da settembre a novembre: il salone si sarebbe fatto a condizione di poter garantire non soltanto la sicurezza di espositori e visitatori, ma anche una qualità e un livello di internazionalità conforme all’investimento e agli sforzi che le aziende e i professionisti devono mettere in campo per partecipare.

A rischio la partecipazione internazionale
Condzioni che, evidentemente, non ci sono: meglio dunque rimandare. «Cersaie ha verificato, con il massimo impegno, le possibilità di realizzare una manifestazione fieristica di livello internazionale, ma ha dovuto riconoscere che le condizioni generali, legate all'emergenza Covid 19, non permettono di attuare una edizione adeguata agli standard qualitativi raggiunti», spiegano gli organizzatori (Confindustria Ceramica) in una nota.

Il problema sarebbe stato soprattutto sul fronte internazionale, con il rischio di troppe defezioni dall’estero, inacettabili per una filiera che proprio nell’export ha la sua leva principale di sviluppo. La sola industria delle piastrelle - che vale 5,4 miliardi e ha in Emilia Romagna il suo cuore - realizza all’estero l’85% del fatturato e proprio per questo il Cersaie ha nella proiezione internazionale uno dei suoi punti di forza.

Un terzo degli espositori – provenienti da 40 Paesi – sono esteri; oltre il 47% delle presenze nel 2019 – circa 50.000 visite – sono state internazionali. È vero che l’andamento della pandemia sembra andare verso un miglioramento e i Paesi stanno lentamente riaprendo i confini, ma «da parte di tanti espositori e visitatori professionali si sono ricevute indicazioni che la situazione mondiale non consente ancora i livelli di investimento e programmazione richiesti», spiegano gli organizzatori.

Calendario di eventi verso il 2021
Al lavoro, dunque, sull’edizione 2021, con un programma di eventi - virtuali e fisici - che accompagnerà le aziende in questi 15 mesi. Lunedì 28 settembre si terrà, a Sassuolo, la presentazione dei ‘Cafè della Stampa', mentre a Bologna il 9 novembre il Palazzo dei Congressi ospiterà un convegno dedicato alla salubrità della ceramica nella progettazione degli spazi residenziali ed architettonici. Molte anche le iniziative online su tematiche di attualità per il mondo della ceramica e dell’arredobagno, cuore del Cersaie.

Prosegue, in vista della prossima edizione 2021, la costruzione del Contract Hall, lo spazio nel Padiglione 18 dove creare in fiera relazioni tra il mondo della ceramica e nuove merceologie – quali cucine, outdoor, wellness, finiture d'interni ed esterni, illuminotecnica e domotica –, che farà da cornice ad Archincont(r)act, l'area destinata a qualificati studi di architettura di livello mondiale.

Cersaie 2021 è al lavoro anche sul fornte digitale: affiancare ad una rinnovata fiera fisica una esperienza digitale immersiva per valorizzare ed ampliare la partecipazione degli espositori e dei visitatori.


Riproduzione riservata ©
  • Giovanna ManciniRedattore ordinario

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Industria del design e arredo, made in Italy, cronaca di Milano, consumi, industria del commercio, e-commerce

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