ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùOccupazione

Cig, licenziamenti, decreto dignità: i tre fronti caldi del governo sul lavoro

Domani attesa una decisione sulla norma che autorizza Inps a sbloccare le autorizzazioni degli ammortizzatori. Pressing dei sindacati per prorogare il blocco dei licenziamenti. Verso correttivi al decreto dignità per liberalizzare i contratti a termine

di Claudio Tucci

Lavoro, Bonomi sui licenziamenti: "Draghi ha trovato una saggia mediazione"

3' di lettura

La settimana che sta per entrare si annuncia particolarmente calda sul fronte lavoro. Domani è atteso un nuovo faccia a facci tra i tecnici del governo e la Ragioneria generale dello Stato per sbloccare la partita sulla cassa integrazione, dopo che l’Inps da una settimana ha congelato le autorizzazioni degli ammortizzatori sociali Covid-19, per via del superamento del “plafond” a disposizione. I sindacati, e una fetta della maggioranza, premono poi sul premier, Mario Draghi, per rivedere la mediazione sui licenziamenti. E si sta facendo strada all’interno della maggioranza anche l’idea di modificare il decreto dignità per rendere più semplice l’utilizzo dei contratti a termine, fondamentali in questa fase di prima ripartenza.

Allo studio una soluzione per sbloccare la Cig

Ma procediamo con ordine. Il problema Cig è sorto il 28 maggio, quando l’Istituto guidato dall’economista Pasquale Tridico ha congelato le autorizzazioni per le richieste presentate dalle imprese per ottenere l’assegno ordinario del Fondo di integrazione salariale (Fis), destinato al terziario e alle pmi. Da qualche giorno sono finite in stand by anche le domande presentate per utilizzare la cig ordinaria e in deroga, sempre con la causale emergenza Covid-19. Dunque anche le imprese del commercio, della manifattura, delle costruzioni si sono viste congelare le richieste di autorizzazione all’uso dell’ammortizzatore sociale emergenziale. Lo scorso venerdì in Cdm, fuori sacco - secondo quanto ha spiegato l’ufficio stampa del ministero del Lavoro -, «è stata accolta la proposta del ministro Andrea Orlando previa una puntuale definizione da parte del ministero dell’Economia». Nel comunicato finale di Palazzo Chigi non c’è tuttavia traccia della norma, che viene confermata dalle fonti ministeriali. La bozza di disposizione oggetto di approfondimento tecnico in queste ore consentirebbe all’Inps di autorizzare le ore di Cig molto al di sopra del 100% delle risorse stanziate, considerato che poi la Cig effettivamente utilizzata è più bassa. Ma al momento la versione ufficiale della norma non c’è.

Loading...

Sindacati in pressing per allungare blocco dei licenziamenti

Da giorni invece è partito il pressing dei sindacati (e di una fetta della maggioranza) per correggere la mediazione, confluita nel decreto Sostegni bis, sui licenziamenti. La norma, messa a punto direttamente dai tecnici di palazzo Chigi, dopo aver corretto una prima ipotesi di norma scritta da Andrea Orlano, prevede che dal 1° luglio le imprese possano utilizzare la cig ordinaria scontata (senza pagare le addizionali fino a fine anno). In cambio non possono licenziare finché utilizzano l’ammortizzatore scontato. Per i sindacati la soluzione trovata è insoddisfacente e in coro chiedono di prorogare il blocco generalizzato dei licenziamenti fino a fine ottobre, come attualmente in vigore per il terziario e le piccole imprese. Le aziende sono contrarie a nuove proroghe, e insistono invece sul governo, e in particolare sul ministro del Lavoro, Andrea Orlando, per mettere in campo misure di accompagnamento alla fine degli interventi emergenziali. A cominciare da riforma degli ammortizzatori e dal decollo delle politiche attive e della formazione.

Verso correttivi al decreto dignità

Il terzo fronte caldo sul lavoro è il decreto dignità che ha ingessato i contratti a termine, somministrazione inclusa, e solo parzialmente mitigato dai recenti decreti emergenziali. Il punto è che nei prossimi mesi la ripartenza non sgombererà del tutto il campo dall’incertezza e per questo dalla Lega a Fi chiedono all’esecutivo di allentare i vincoli sulla flessibilità buona. E comunque di incentivare le imprese ad assumere. La partita è delicata, visto che il provvedimento è una sorta di “bandiera” del M5S. E il Pd, per ora, non si pronuncia ufficialmente. A livello parlamentare, si stanno ipotizzando una serie di correttivi, primo fra tutti quello di affidare alla contrattazione le causali (oggi rigidamente fissate dalla legge).

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti