L’ipotesi

Cingolani: riduzione dei costi in bolletta per «non far odiare» la transizione ecologica

Il ministro al G20: bisogna evitare che i cittadini si risentano verso il cambio di paradigma. Ma non esiste soluzione unica

di Alb.Ma.

G20, approvato il comunicato sull’Ambiente

2' di lettura

Napoli - Misure di compensazione per evitare un «risentimento» contro la transizione ecologica. Ad esempio su qualcosa di quotidiano, come le bollette dell'elettricità. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha risposto così in conferenza stampa alla domanda su una delle incognite del fenomeno che dà il nome al suo dicastero: i possibili costi indiretti della transizione sui cittadini europei, argomento tutt'altro che estraneo al dibattito che si è animato nella Ue con le ultime misure a favore dell'ambiente.

La Commissione ha alzato il sipario da poco su Fit for 55, un pacchetto senza precedenti di misure congegnate per centrare l'obiettivo di un taglio del 55% delle emissioni entro il 2030. Il rischio che i costi immediati del cambio di paradigma possano ripercuotersi su alcune categorie è percepito, ha sottolineato Cingolani, a maggior ragione se si considera che l'Europa è fra le «prime della classe» nel processo di decarbonizzazione.

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Il rischio dell’effetto boomerang

Ma rischia di subire la concorrenza al ribasso di altri player, con un effetto boomerang rispetto alle sue stesse ambizioni: ridurre la sua quota di emissioni, salvo trovarsi svantaggiata rispetto ad altri Paesi. «L'Europa fa investimenti ingenti per decarbonizzare - ha spiegato Cingolani - ma produce solo il 9% della Co2. Ha un'ottima leadership nello sforzo, ma non basta. Se altri Paesi non aderiscono, le loro emissioni compensano i nostri tagli, il sistema salta, e noi intanto ci siamo svenati». Da qui la proposta, ventilata anche ieri, di trovare delle misure che mitighino i costi immediati della transizione.

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Come evitare i rancori contro la transizione ecologica

In un'intervista rilasciata all'agenzia Bloomberg, Cingolani aveva già fatto cenno all'ipotesi di intervenire sui costi dell'elettricità. Ieri, rispondendo a una domanda del Sole 24 Ore, ha ribadito il concetto. Penso, ha detto, a «forme di detassazioni e misure varie, strutturali, per esempio sul costo delle bollette. Dobbiamo far sì che la gente non si ‘risenta’ contro la transizione ecologica». Detto questo, un piano effettivo per la compensazione delle ricadute (momentanee) della transizione ecologica non è facile da concepire nell'immediato.

L'importante è evitare un effetto «gilet jaunes», le rivolte scoppiate in Francia per l'aumento dei prezzi del carburante e sfociato in una protesta più generale contro la presidenza Macron e l'establishment politico. La ricerca di una sintesi, però, dovrà essere soppesata nel tempo, di pari passi con la stessa transizione ecologica. «È qualcosa che dobbiamo guardare giorno per giorno. Non credo a chi dice di avere la verità in tasca».

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