nata da un progetto di fine anni 70

Classe C: la Mercedes “compatta” che attirò i clienti degli altri marchi

Meccanica di assoluta eccellenza, motori modernissimi e aerodinamica curata consentivano ottime prestazioni con consumi contenuti

di Vittorio Falzoni Gallerani

4' di lettura

È verso la fine degli anni 70 del secolo scorso che l’embrione di quella che diventerà la Classe C (Compact) della Mercedes Benz comincia a svilupparsi: è quando l’Ufficio Ricerca e Sviluppo della Casa di Stoccarda pensa, per la prima volta, di allargare verso il basso il proprio bacino di utenza. A quel punto la Classe A non era presente neppure nell’immaginazione dei seriosi tecnici colà impiegati e quindi, a tale scopo, si pensa di proporre una classica berlina a tre volumi come da tradizione, solo più piccola.

Ci si rese conto ben presto che questo prudente approccio all’operazione fu quello giusto poiché, quando la 190 (progetto W201) fu presentata, nell’autunno 1982, si ebbe la conferma che la tipica clientela Mercedes era stata sufficientemente scossa già così: origine di tale sconcerto, oltre allo scarso spazio interno, la linea; Bruno Sacco per lei esasperò, infatti, la purezza del disegno della Classe S W126 nata nel 1979 (forse la più bella berlina Mercedes di tutti i tempi) e lo fece nel modo più inaspettato per una vettura di questo Marchio: abolendo in toto le parti lucide tranne, ovviamente, la calandra.

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Non il migliore disegno dello stilista italo tedesco, e con qualche economia di troppo nell’allestimento, la vettura faticò un poco ad imporsi presso i tradizionali clienti Mercedes ma centrò in pieno, invece, l’obiettivo di conquista di acquirenti provenienti da altre Case. Le frecce al suo arco, peraltro, non erano poche: in primis una parte meccanica di assoluta eccellenza: motori modernissimi ed aerodinamica curata consentivano ottime prestazioni con consumi contenuti, mentre un raffinatissimo retrotreno multilink provvedeva a fornire nello stesso tempo una tenuta di strada impeccabile ed un buon confort di marcia.

Contribuendo significativamente, oltre tutto, alla nascita di una nuova famiglia di vetture a quattro porte con caratteristiche sportive, che diventò una dinastia, con la versione 2.3-16 (valvole) da 185 CV, nata nel 1983 da una collaborazione con la Cosworth: 63 CV in più della berlina normale con immutata sicurezza di marcia.

Della Mercedes Benz 190 e derivate se ne costruirono poco meno di 1.900.000 esemplari: un successo strepitoso, quindi, che si rinnovò con la prima Classe C vera e propria (progetto W202) che nasce nella primavera del 1993; a quel punto, negli uffici preposti, si aveva invece piena coscienza che presto la Mercedes avrebbe abbassato ancora, e di molto, la soglia di accesso ai suoi prodotti e si approfittò, quindi, per elevare decisamente il tono di questo modello.

Fin da subito, per esempio, venne offerto un motore da 2.8 litri a sei cilindri sulla versione normale, mentre la versione sportiva, ora giustamente chiamata AMG, raggiunse inizialmente i 3,6 litri e 280 CV per poi concludere con un V8 da 5,5 litri e 347 CV: tutto un altro mondo, insomma.

Nuova anche la Familiare, presentata nell’Aprile del 1995: un elegantissimo e riuscito compromesso tra la spaziosità della corrispondente Classe E ed una molto maggiore agilità. Del 1996 l'idea di applicare un compressore volumetrico ai quattro cilindri a benzina da 2 e 2,3 litri dando vita a versioni molto performanti anche se non particolarmente raffinate; altra primizia nel 1997, questa volta mondiale, l’adozione del Diesel a iniezione diretta Common Rail: un quattro cilindri dal consumo irrisorio e che, oggi sappiamo, rappresentò la prima incarnazione del concetto alla base del futuro di questa motorizzazione; ebbe però il torto di accelerare l’abbandono del 2,5 litri turbo a cinque cilindri ad iniezione con pre camera: uno dei motori più piacevoli della storia dell’auto soprattutto se abbinato, come avveniva quasi sempre, al cambio automatico

Nel 2001 altro salto di qualità, anche se meno accentuato del precedente, con la W203 caratterizzata dalla doppia fanaleria anteriore, vista per la prima volta sulla Classe E W210 del 1995, qui però tendente a fondersi in un unico faro; da menzionare la riduzione a 3,2 litri della cubatura delle versioni AMG, che tornarono al sei cilindri, ma questa volta assistito dal compressore volumetrico che riportava la cavalleria attorno ai 350 CV come con il precedente V8 aspirato.

Per giungere ai nostri giorni, con la presentazione della nuova W206, occorrerebbe poi transitare attraverso le sempre più grandi ed elettronicamente assistite W204 del 2007 e la W205 del 2014 ma sono vetture che, oggi, non rientrano tra quelle che noi trattiamo di solito in queste righe e quindi non ci resta che concludere, come facciamo di solito, segnalando, le versioni delle Classe C interessanti dal punto di vista collezionistico.

Trascurando le versioni Evo della 190-16V già entrate nella stratosfera delle quotazioni (la Evo II è già stabilmente oltre i duecentomila Euro), ci pare che puntare su di una più umile 190 2.3-16 sia la scelta dell’intenditore giudizioso mentre, con un orizzonte temporale più ampio, sono da considerare tutte le versioni AMG, con preferenza nostra per le W202 con il motore aspirato; ma è questione di gusti....

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