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Clima e ambiente, il semaforo dei gestori di Lgim per mille aziende quotate

Il gruppo di asset management britannico (1,4 trilioni di euro in gestione) ha reso pubblici i rating climatici delle società in cui ha investito. Il giudizio? Rosso, giallo o verde

di Vitaliano D'Angerio

Clima, l'Atlantico mai cosi' caldo da 3.000 anni

Il gruppo di asset management britannico (1,4 trilioni di euro in gestione) ha reso pubblici i rating climatici delle società in cui ha investito. Il giudizio? Rosso, giallo o verde


2' di lettura

Tutto in trasparenza. Legal & General (Lgim) gestisce mille e 400 miliardi di euro. È uno dei più grandi asset manager al mondo e, quando esce dal capitale di un’azienda quotata, la cosa non passa inosservata. Il gruppo britannico sta stressando molto il concetto di sostenibilità nelle società in cui investe, con un particolare focus sul cambiamento climatico. Nel Climate Impact Pledge, la “pagella” che ogni anno consegna alle aziende, vengono indicati i leader e i ritardatari. Stavolta però è stato deciso di fare un passo ulteriore ovvero di mettere in trasparenza sul proprio sito web i rating climatici di mille aziende presenti nei settori chiave, responsabili di oltre il 60% delle emissioni di gas serra provenienti da società quotate.

Il semaforo dei rating

C’è un semaforo che indica le aree critiche e quelle invece dove il rating è massimo. «Le aziende il cui punteggio sarà inferiore agli standard minimi di Lgim – viene spiegato in una nota del gruppo –, ad esempio quelle che mancano di una disclosure completa sulle emissioni o delle principali certificazioni di sostenibilità - saranno soggette a voto contrario e alla possibilità di disinvestimento da fondi selezionati».

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Un avvertimento di un certo peso anche alla luce della classifica redatta dalla società di analisi indipendente e no-profit Majority Action: quest’ultima ha analizzato le 36 principali risoluzioni contro il climate change presentate nel mondo nel 2020 dagli azionisti dei più importanti gruppi quotati. Ne è emerso che fra i 12 asset manager più grandi al mondo, soltanto due avevano sempre appoggiato le risoluzioni green: Pimco e Lgim.

Exxon e gli altri

Fra le “battaglie” più note di Legal & General c’è quella contro il gigante petrolifero americano Exxon: il gruppo di asset management britannico ha votato contro e disinvestito da ExxonMobil, vendendo le azioni inserite nella gamma di fondi Future World.

Nella lista dei “ritardatari” (exclusion list) di Lgim resteranno, oltre a ExxonMobil, anche: Hormel, Kroger, Sysco, Rosneft Oil, Kepco, Loblaw, MetLife, Japan Post Holdings e China Construction Bank.

Gli impegni europei

Sul fronte oil&gas, vengono evidenziati gli impegni dei gruppi europei. «Tutte le major petrolifere europee hanno annunciato obiettivi di zero emissioni nette – viene rilevato nel report Lgim –. Questi includono non solo le loro operazioni, ma anche l’uso dei loro prodotti (di gran lunga la più grande fonte di emissioni per l’industria), con Bp che pianifica di ridurre in modo significativo la produzione di petrolio e gas, ampiamente in linea con gli obiettivi climatici globali».

Un cambiamento notevole da parte di un settore che in anni recenti aveva ben altri obiettivi.

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