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Cloud ibrido e multicloud, connettività e servizi: la ricetta vincente per la trasformazione digitale

5' di lettura

Nel cammino verso la trasformazione digitale è oggi molto probabile che si ricorra al cloud. Le soluzioni di computing nella nuvola hanno rappresentato una risposta efficace a molti dei problemi di operatività emersi in modo evidente sia nel periodo di lockdown imposto dalla pandemia di Covid 19 sia nella fase di ripartenza verso la nuova normalità. Non è quindi un caso che, come confermano i dati dell'Osservatorio Cloud Transformation 2020 del Politecnico di Milano, il cloud sia un mercato in forte crescita, con un giro d'affari salito del 21% rispetto al 2019 a complessivi 3,3 miliardi di euro. Detto che la componente SaaS (Software as a Service) si conferma la voce di spesa principale, con oltre un miliardo di euro di investimenti e un incremento anno su anno del 46%, gli esperti concordano sul fatto che la vera sfida legata all'adozione di questa tecnologia sia arrivata al momento decisivo, e per una ragione molto semplice. Per costruire una visione di lungo periodo, è cruciale sfruttare ora la nuova consapevolezza maturata dalle aziende circa le capacità del cloud per la memorizzazione e la protezione dei dati e per la fruizione delle applicazioni aziendali in ogni sito lavorativo. Remoto, domestico o mobile che sia.

Con la progressiva maturazione dei processi di digitalizzazione, si va affermando sempre più la tendenza verso un approccio al cloud “ibrido” - che prevede un utilizzo contemporaneo di piattaforme pubbliche e private in abbinamento a tecnologie “on premise” - e ai sistemi multicloud, che contemplano invece il ricorso simultaneo a più servizi cloud pubblici erogati da diversi fornitori, il tutto orchestrato all'interno di un'infrastruttura comune, per erogare servizi migliorandone le prestazioni e realizzando una gestione più efficiente dell'IT. In relazione al fatto che la trasformazione digitale in atto richiede il supporto di architetture informatiche flessibili, scalabili e sicure, multicloud e cloud ibrido assumono una valenza sempre più strategica in azienda, garantendo un corretto rapporto tra prestazioni e costi e l'accesso a un pool condiviso di risorse (di calcolo, di rete, di memorizzazione) da utilizzare in modo completamente fluido, senza doversi preoccupare delle modalità di erogazione sottostanti. Per molti addetti ai lavori, in particolare, il multicloud è una scelta necessaria per sostenere approcci di business più innovativi e soddisfare esigenze infrastrutturali e applicative strategiche, nel segno di maggiore scalabilità e ottimizzazione dei costi. L'aspetto chiave di questo modello è la capacità di connettere i servizi di diversi provider, gestendoli in modo centralizzato e capitalizzando le loro caratteristiche distintive per utilizzarli in modo sinergico all'insegna della massima agilità, flessibilità e continuità operativa.
Le indubbie potenzialità del multicloud si accompagnano però a una complessità gestionale che trova corrispondenza nei dati dell'Osservatorio Cloud Transformation, secondo cui solo un quarto delle aziende italiane che utilizzano più di un fornitore cloud (il 77% del totale) è in grado di orchestrare questi servizi in modo sinergico all'interno di un'architettura unica, con livelli di servizio trasversali.

In uno scenario evolutivo che vede il multicloud come uno degli approcci vincenti, le aziende sono chiamate a indirizzare bisogni nuovi e ad affrontare una complessità operativa che comprende la necessità di gestire le proprie soluzioni distribuite tra le piattaforme dei diversi provider, di monitorarne prestazioni e costi e di garantire connettività ad alte prestazioni per l'accesso sicuro a tutti i dati sensibili. Per questo motivo è importante potersi affidare a operatori che siano in grado - per dimensione, presenza sul mercato internazionale e avanguardia tecnologica - di farsi carico di tutti gli aspetti associati all'utilizzo del cloud e dei servizi di connettività ad esso legati. Sparkle è fra i primi dieci provider al mondo in questo campo e fornisce una soluzione semplice e affidabile a tutte le imprese che vogliono approcciare il computing nella nuvola, fornendo sia la connettività sia l'intera gestione del cloud e aiutando i propri clienti ad affrontare la complessità del percorso di migrazione e di trasformazione.

Gli asset che la società può mettere in campo sono un'infrastruttura di rete globale che si estende per oltre 600.000 km tra Europa, Africa, le Americhe e l'Asia con 170 PoP (Point of Presence) nel mondo; una suite di servizi IaaS, PaaS e SaaS flessibili e scalabili; ampie sinergie con le “factory” del Gruppo TIM (Noovle per il cloud, Olivetti per l'Internet of things e Telsy per la cybersecurity) per offrire soluzioni digitali integrate a imprese e pubbliche amministrazioni con esigenze di connettività su scala internazionale. Cloud Connect, più in dettaglio, è la soluzione che collega la rete nazionale o internazionale di un cliente ai servizi cloud dei principali provider (Microsoft Azure, AWS, Google) o ai servizi di backup e data recovery residenti nel data center di Catania, utilizzando una rete privata veloce e sicura. Sparkle, che si avvale dell'infrastruttura di TIM in Italia e di una capillare rete di comunicazione all'estero, è quindi in grado di fornire connessioni da poche decine di megabyte a decine e centinaia di gigabyte (10, 100G) in ogni parte del mondo, rispondendo a una precisa tendenza che caratterizza l'utenza aziendale: più è elevato il grado di esternalizzazione dei servizi informatici di un'impresa, tanto più si rende necessario avere accesso ai propri dati e alle proprie applicazioni senza soluzione di continuità e con la totale affidabilità di trasmissione da e verso i cloud provider. Gli aspetti di sicurezza e di latenza sono infatti di rilevante importanza se si considera la natura di alcune tipologie di dati distribuite attraverso la nuvola, basti pensare alle informazioni di carattere finanziario o sanitario, che richiedono assoluta integrità e rapidità di transazione. Per rispondere a questa esigenza, Cloud Connect si basa interamente su connessioni private e su reti VPN dedicate e completamente alternative a Internet, garantendo ai propri clienti una qualità del servizio e una customer experience costruita in oltre 20 anni di esperienza sul campo.

L'offerta di Sparkle in ambito cloud non si ferma però alla sola connettività ma comprende anche soluzioni multicloud chiavi in mano, che si articolano in un portafoglio integrato di servizi as a service (IaaS, PaaS e SaaS) resi disponibili grazie alla collaborazione con Amazon Web Services e con Google Cloud: Sparkle assicura così ai propri clienti la possibilità di estendere la propria infrastruttura on premise con il vasto catalogo di servizi cloud pubblici delle multinazionali americane, a tutto vantaggio della scalabilità e della flessibilità necessaria per affrontare senza timore il percorso di trasformazione digitale.
Integrano l'offerta soluzioni come il Backup as a Service ed il Disaster Recovery as a Service, in grado di offrire servizi “pay-as-you-go” per il data recovery erogabili sia on premises che tramite il Data Center di Sparkle a Catania.
E per soddisfare pienamente i bisogni di digitalizzazione delle aziende, Sparkle fornisce un set di strumenti a valore aggiunto di automazione, gestione e monitoraggio delle prestazioni e dei consumi, per consentire di controllare meglio i costi di gestione dell'It e di gestire l'intero processo di automazione del cloud attraverso un pannello di controllo user-friendly.

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