NELLE COMMISSIONI TRIBUTARIE

Commercialisti in sciopero: ecco l’impatto sulle liti fiscali in corso

Ma per le controversie fino a 3mila euro il contribuente può stare in giudizio da solo

di Luigi Lovecchio


Commercialisti, le ragioni dello sciopero contro gli Isa

2' di lettura

L’annunciata astensione sindacale da parte dei commercialisti, con riferimento alle udienze che si terranno tra il 30 settembre e il 7 ottobre , non ha precedenti. Occorre dunque individuare la disciplina applicabile, tenendo conto sia del Codice di autoregolamentazione dei commercialisti sia delle disposizioni specifiche del processo davanti alle Commissioni tributarie.

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Cominciando da queste ultime, va ricordato che, ai sensi dell’articolo 12, Dlgs 546/1992, per controversie nelle quali l’ammontare delle imposte in discussione non supera i 3mila euro, il contribuente può stare in giudizio da solo. Se si rientra in questa tipologia, dunque, e il ricorso è stato sottoscritto direttamente dal soggetto passivo, l’astensione dei professionisti non dovrebbe causare alcun effetto sulla causa in corso, che sarà pertanto decisa regolarmente.

Occorre ricordare come il medesimo articolo 12 disponga altresì che i ricorsi sottoscritti personalmente dal soggetto passivo, aventi ad oggetto somme superiori al suddetto importo, non sono per ciò stesso dichiarati inammissibili. In tale eventualità, il giudice, d’ufficio o su segnalazione delle parti, ordina al contribuente di dotarsi di un difensore tecnico, entro il termine stabilito in un’ordinanza. Se, però, il giudice non si accorge del difetto di assistenza tecnica, anche in questo caso la controversia sarà decisa ed eventuali doglianze saranno eccepite in sede di appello.

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    Inoltre, l’udienza pubblica non è obbligatoria nel processo tributario, sebbene questa sia la regola di gran lunga più frequente. Allo scopo, è richiesta la notifica di un’apposita istanza di trattazione entro i 10 giorni liberi che precedono l’udienza. In difetto, la causa è discussa in camera di consiglio, senza la presenza delle parti. Poiché nel comunicato stampa delle organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo sciopero è espressamente riferito alla partecipazione alle udienze, laddove si fosse decisa la trattazione in camera di consiglio, la causa andrà in decisione.

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    Il Codice di autoregolamentazione del diritto allo sciopero dei dottori commercialisti, approvato dalla commissione di garanzia il 28 luglio 2014, regola l’astensione alle udienze nell’articolo 4. Viene in particolare stabilito che l’adesione allo sciopero deve essere: a) dichiarata in udienza, personalmente o tramite sostituto, da designarsi con le modalità ordinarie (di norma, lettera su carta intestata); b) in alternativa (senz’altro preferibile), comunicata per iscritto entro due giorni prima dell’udienza. Medesima comunicazione deve essere data ad eventuali altri professionisti coinvolti nella trattazione della controversia. Se si rispettano queste formalità, l’astensione è considerata «legittimo impedimento», anche nel caso in cui non tutti i professionisti interessati abbiano aderito alla protesta.

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