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Company Culture, un nuovo podcast per ri-costruire il modo di fare impresa

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3' di lettura

Il lavoro si è rotto. In un momento di grande crisi come quello che stiamo vivendo non si corre solo il rischio di una forte ondata di disoccupazione, ma anche quello di una nuova fuga di talenti. Direzione? Sicuramente imprese all’estero, ma anche quelle che in Italia hanno mostrato o mostreranno reale attenzione alle persone.

Per questo Il Sole 24 Ore ha deciso di capire meglio come funzionano le aziende che funzionano, quelle cioè in cui i lavoratori sono a proprio agio tra smart working, ambienti inclusivi, premi di produttività reali, una crescente attenzione al wellbeing. Da qui nasce Company Culture, il cui claim è “Persone e Valori fanno impresa”. A condurlo Alessandro Rimassa, esperto di future of work e già co-fondatore della Talent Garden Innovation School, direttore del centro ricerche di IED e autore di numerosi libri su giovani e lavoro, tra cui il best seller Generazione Mille Euro.

«Le imprese che meglio si sono comportate durante la crisi Covid-19 sono state quelle che hanno scelto una comunicazione trasparente e continua con le proprie persone, che hanno cioè scelto di costruire o rinforzare la relazione di fiducia. Ed è qui che si gioca la partita oggi: le persone, specie le nuove generazioni, non cercano un lavoro e basta, cercano un lavoro che abbia un significato, senso di appartenenza rispetto ai valori propri e dell'impresa, flessibilità in termini di orari e luoghi di lavoro».

Il podcast, 6 gli episodi di questa prima serie disponibili dal 4 gugno, ogni giovedì, nella sezione Podcast del sito e su tutte le maggiori piattaforme di podcasting tra cui Spotify, Spreaker e Apple Podcast, indaga in maniera concreta come funzionano le aziende che stanno facendo delle persone il loro asset principale: «Persone, non dipendenti, così credo sia opportuno definire chi lavora per far crescere le imprese. Infatti, nonostante la disoccupazione alta, per i più bravi c'è un mercato del lavoro fiorente, ricco di opportunità: il rischio, concreto, per le imprese che scelgono di non essere people-centered è quello di perdere i lavoratori più validi, il che significa frenare la crescita del business».

Rimassa lega il concetto di produttività aziendale e personale alla “felicità” delle persone: un collaboratore più sereno e meglio considerato dal proprio manager risulterà più produttivo e, di conseguenza, concorrerà al risultato dell'impresa. Per questo il concetto di company culture, cultura aziendale, è centrale per costruire ambienti di lavoro che facilitino le relazioni professionali e la realizzazione personale. La company culture definisce valori e comportamenti dell'azienda e delle sue persone e include diversi elementi, tra cui l'ambiente di lavoro, la missione dell'azienda, l'etica, le aspettative e gli obiettivi: non è solo un fattore utile per attirare giovani e talenti, ma diventa parte del modo di prendere decisioni e di fare business.

Nel podcast “Company Culture - Persone e Valori fanno Impresa”, Rimassa presenta storie internazionali a cui ispirarsi, libri da leggere per approfondire le tematiche trattate e dialoga con direttori HR di grandi corporation e responsabili people o fondatori di startup e PMI. Un viaggio che, nel corso dei 6 episodi di questa prima serie, include: le storie di N26, Netflix, Basecamp, Microsoft, Spotify e Salesforce; la presentazione dei libri Brave New Work, Agile Company, The HR Change Toolkit, Powerful, Corporate Rebels e Rivoluzione OKR-Measure What Matters; i dialoghi con Gianfranco Chimirri di Unilever, Rosa Santamaria Maurizio di American Express, Marco Russomando di Illimity Bank, Amelia Parente di Roche, Clemente Perrone di Sirti, Giancarlo Campri di Gruppo Hera, Betty Pagnin di OneDay, Eleonora Nardini di Mail Up, Luca Cresi Ferrari di Marketers, Fabio Salvi di Flixbus, Silvia Bolzoni di Zeta Service e Alessandro Raguseo di R-Everse.

Un buon e utile ascolto per chi vuole ripensare il modo di fare impresa: «Diventare people-centered significa interpretare la leadership, la gerarchia e l'organizzazione in una maniera nuova e non più procrastinabile - avvisa Alessandro Rimassa -, scegliere di non seguire questa strada oggi compromette il futuro delle aziende». Non possiamo permettercelo.

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