Il conflitto in Medio Oriente

Centinaia di razzi su Israele e raid sulla Striscia di Gaza, aumentano le vittime

Previsto un vertice urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu

Articolo aggiornato mercoledì 12 maggio alle ore 14,19

Israele chiama i riservisti: "Gli attacchi continueranno"

7' di lettura

Si fa sempre più forte la tensione fra Hamas e Israele. L’organizzazione che governa de facto la striscia di Gaza ha detto, per voce del suo leader Ismail Haniyeh, che ha parlato in televisione, di essere pronta affrontare un'intensificazione degli attacchi israeliani nella Striscia. «Se Israele vuole un'escalation, la resistenza è pronta, se vuole fermarsi siamo pronti anche noi», ha detto Haniyeh, invitando le forze di sicurezza israeliane a ritirarsi dalla Spianata delle Moschee a Gerusalemme.

Ma gli attacchi non si fermano da entrambe le parti. In una terza salva di razzi sparati da Gaza nelle ultime ore verso ampie zone nel centro di Israele, Hamas ha cercato di colpire fra l'altro l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, riferisce Haaretz. Le sirene di allarme sono risuonate verso le 6 locali (le 5 in Italia) a Tel Aviv e nelle località vicine, costringendo la popolazione a correre nelle stanze protette. Altri attacchi sono stati segnalati nel sud di Israele: l'ala militare di Hamas, Brigate Ezzedin al-Kassam, afferma nel proprio sito di aver lanciato 15 razzi in direzione di Dimona (dove si trova anche la centrale nucleare israeliana), ma il portavoce militare israeliano riferisce che sirene di allarme sono risuonate nella zona desertica di Beer Sheva, circa 50 chilometri da Dimona.

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La Jihad islamica, il secondo più grande gruppo armato palestinese nella Striscia di Gaza, ha rivendicato il lancio di 100 razzi dall'enclave palestinese nel territorio israeliano. Un uomo e una ragazza sono morti oggi nella città israeliana di Lod mentre erano in un'auto colpita da un razzo sparato dalla Striscia. La giovane è morta sul colpo, mentre il 40enne è deceduto in ospedale.

Netanyahu: non siamo che all’inizio

Queste nuove morti portano a cinque il numero delle persone uccise in Israele dai razzi lanciati da lunedì sera dai gruppi armati di Gaza. Intanto il premier israeliano Netanyahu ha annunciato uno stato di emergenza speciale a Lod, inviando nella città guardie di frontiera dalla Giudea e dalla Samaria. «Ho ordinato di usare la mano dura con i trasgressori della legge e dell'ordine e di concentrare le forze sul terreno per riportare la pace e l'ordine a Lod e in tutte le parti del Paese il prima possibile», ha scritto il premier via Twitter.

La reazione israeliana nella Striscia non si è fatta attendere. Il bilancio aggiornato dei palestinesi rimasti uccisi a Gaza nei ripetuti attacchi israeliani è di 53 persone, compresi 14 bambini e minori, e tre donne. Lo ha reso noto il ministero della sanità di Hamas. Il numero complessivo dei feriti è di almeno 320. L’esercito israeliano ha colpito, tra questi, diversi dirigenti militari e dell’intelligence delle formazioni islamiche di Gaza. Le operazioni continueranno fino a quando necessario e Israele non è pronto a un «cessate il fuoco», ha chiarito il ministro della Difesa Benny Gantz. L’uccisione dei comandanti di Hamas «non è che l’inizio», ha sottolineato Netanyahu.

I combattimenti fra Israele e Hamas hanno elevato la tensione anche in Cisgiordania. Secondo la agenzia di stampa ufficiale Wafa, nel campo profughi al-Fawar (Hebron) ci sono stati scontri fra gli abitanti e reparti dell'esercito, e un giovane è rimasto ucciso. Poche ore prime, al posto di blocco di Zaatra (Nablus) un altro palestinese era stato colpito a morte dal fuoco di militari.

L’escalation di lunedì

Il tutto dopo una giornata che ha visto l’intensificarsi degli atti, da una parte e dall’altra. Dalla Striscia sono partiti centinaia di razzi verso il territorio israeliano: secondo Hamas, 130 sono stati diretti verso Tel Aviv. Alcuni sono arrivati alla periferia della città: una donna è rimasta uccisa nella cittadina vicina di di Rishon Lezion, secondo quanto riferito dall'organizzazione umanitaria Zaka. Otto invece le persone ferite a seguito di altri lanci di razzi. Quattro nella cittadina di Holon e quattro a Givatayim, sobborgo di Tel Aviv. Da parte israeliana, diversi raid aerei hanno colpito Gaza; colpiti anche palazzi residenziali, tra cui un edificio di almeno 12 piani, la Hanadi Tower. Lo riferiscono i media israeliani e un video pubblicato su Twitter; la struttura è collassata a terra. Secondo fonti israeliane, prima dell'attacco i residenti erano stati avvisati più volte di lasciare il palazzo. «Nel palazzo - secondo il portavoce militare Hidai Zilberman - c'erano comandi di organizzazioni terroristiche». Non si hanno altre notizie al momento.

Dopo il primo giorno di violenze, con il lancio di oltre 100 razzi da Hamas e la rappresaglia israeliana, il conflitto è proseguito l’11 maggio con ritmi ancora più intensi. La Iron Dome, il sistema israeliano di protezione dagli attacchi missilistici, è finito sotto stress per i razzi lanciati da Gaza: 630 in totale, di cui 400 arrivati nel territorio israeliano e 200 neutralizzati dal sistema di difesa missilistico. Il bilancio è di almeno 28 vittime palestinesi, inclusi 10 bambini e una donna, mentre sul fronte israeliano si contano tre vittime nella città meridionale di Askelon e, in serata, come scritto sopra, una alla periferia di Tel Aviv. Il premier Benjiamin Netanyahu ha replicato alle uccisioni decidendo di «aumentare la forza e l’intensità» degli attacchi aerei contro Gaza.

Il sistema di intercettazione anti missili dell'Iron Dome è entrato spesso in azione, mentre l’esercito israeliano ha ucciso un membro dei servizi segreti palestinesi in Cisgiordania. L’aeroporto di Tel Aviv ha momentaneamente sospeso il traffico aereo, deviandolo su Cipro. I razzi lanciati sull’area sono stati rivendicati dalla Jihad islamica.

Durante un bombardamento di Hamas contro Holon, area urbana a sud di Tel Aviv, sono rimaste ferite alcune persone e nelle immediate vicinanze è stato colpito anche un bus che però era vuoto. Una donna è rimasta uccisa nel massiccio lancio di razzi sulla periferia di Tel Aviv da parte di Hamas e della Jihad Islamica. La donna, colpita direttamente da uno degli ordigni, è stata uccisa nella cittadina di Rishon Lezion, secondo quanto riferito dall'organizzazione umanitaria Zaka. Otto invece le persone ferite a seguito dei lanci di razzi: quattro nella cittadina di Holon e quattro a Givatayim, sobborgo di Tel Aviv.

Netanyahu: intensificheremo gli attacchi

L’Egitto ha provato a mediare per un cessate il fuoco fra le parti, senza successo. L’esercito militare ha rinforzato la sua presenza ai confini con Gaza e il ministero della Difesa ha ordinato la mobilitazione di circa 5mila soldati della riserva. Israele «intensificherà ulteriormente la potenza ed il ritmo degli attacchi» contro la Striscia di Gaza, ha dichiarato il primo ministro, Benjamin Netanyahu.

«Siamo nel mezzo di una campagna» militare, ha dichiarato Netanyahu, citato dal Times of Israel. «Il nostro obiettivo è di colpire duramente Hamas, indebolirlo e fargli rimpiangere la sua decisione» di lanciare missili contro Israele, ha detto il ministro della Difesa israeliano Benny Gantz, parlando con i giornalisti vicino ad una batteria di missili del sistema di difesa Iron Dome nel sud d'Israele.

Chiamata «Guardiano dei muri», l'operazione militare in corso durerà diversi giorni con le forze aeree, terrestri e navali israeliane che bombarderanno obiettivi di Hamas e la Jihad islamica. «Ogni bomba ha il suo indirizzo. Continueremo nelle prossime ore e i prossimi giorni. E' difficile dire quanto tempo ci vorrà», ha rimarcato Netanyahu, citato da Times of Israel.

Hamas: nostri missili possono aggirare Iron Dome

Nella Striscia è tornata l'atmosfera cupa delle guerre del 2012 e del 2014, mentre Hamas e la Jihad hanno esaltato la loro Operazione Spada di Gerusalemme - con un chiaro riferimento agli scontri sulla Spianata delle Moschee - che ha visto la cittadina costiera di Ashdod colpita da una gragnuola di 40 razzi Grad. Su Ashkelon poi Hamas ha rivendicato il tiro dei muovi missili Sijeel, in grado a suo dire di evitare l'intercettamento dell'Iron Dome: «E' una risposta - ha spiegato Hammed a-Rakeb, un dirigente di Hamas - ad attacchi lanciati in precedenza da Israele contro appartamenti dove si trovavano comandanti militari». Non a caso, visto che come ammesso dallo stesso Netanyahu e da Kochavi Israele vuole colpire innanzi tutto l'elite di comando dei bracci militari delle fazioni palestinesi.

La miccia degli scontri

L’attacco di Gaza è iniziato, il 10 maggio, dopo che le proteste per lo sfratto di alcune famiglie di residenti arabi a Gerusalemme Est è culminato in violenze delle forze di polizia israeliane costate centinaia di feriti fra i palestinesi. Ad oggi Israele e Hamas hanno combattuto tre guerre, da quando il gruppo di militanti ha preso il controllo di Gaza nel 2007. L’intensità del conflitto ha raggiunto picchi che non si toccavano dai tempi degli scontri del 2014.

Casa Bianca rilancia soluzione due Stati Israele-Palestina

Gli Usa continuano a sostenere la soluzione dei due Stati nel conflitto israelo-palestinese: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, ribadendo che l'amministrazione condanna l'escalation delle violenze in Israele.

Gerusalemme: Khamenei, Israele capisce solo con la forza

«I sionisti capiscono solo il linguaggio della forza» e «i palestinesi devono costringere il regime sionista a fermare le sue atrocità, aumentando il proprio potere e rafforzando la resistenza». Lo ha detto la Guida suprema iraniana Ali Khamenei in un discorso in video collegamento con alcuni studenti universitari, citato da media locali.

Trump attacca Biden, con lui mondo più instabile

Donald Trump cerca di mettere all'angolo Joe Biden sull'escalation del conflitto israelo-palestinese. “Quando ero in carica eravamo conosciuti come la Presidenza della pace, perché gli avversari di Israele sapevano che gli Usa stavano fortemente con Israele e che ci sarebbe stata una rapida punizione se Israele fosse stata attaccata”, scrive nel suo blog “From the desk of Donald Trump”. “Sotto Biden il mondo sta diventando più violento e più instabile perché la sua debolezza e la mancanza di supporto a Israele sta causando nuovi attacchi contro i nostri alleati”, prosegue. “L'America deve sempre stare con Israele e rendere chiaro che i palestinesi devono mettere fine alla violenza, al terrore, al lancio di razzi”, aggiunge, rammaricandosi che “incredibilmente i democratici continuano a stare con la pazza anti americana Ilhan Omar ed altri, che attaccano selvaggiamente Israele mentre sono sotto assalto terroristico”.

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