Il libro

Coraggio, passione (e solitudine) delle 21 Costituenti

di Adriana Castagnoli

3' di lettura

Dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946 la democrazia uscì nella forma di Stato repubblicano, votato a suffragio universale femminile e maschile per la prima volta nella storia del Paese. Contestualmente venne eletta l’Assemblea costituente incaricata di redigere la Costituzione.

La Carta oltre a disegnare una repubblica parlamentare assai articolata, stabiliva princìpi generali innovativi per il Paese non soltanto sul piano dei diritti politici del cittadino, ma anche di quelli sociali, di solidarietà, di tutela della persona, dell’ambiente e del lavoro. L’attuazione della Costituzione avrebbe richiesto l’abolizione di codici e leggi ereditati dal periodo fascista, ma ciò non avvenne.

Loading...

Quella italiana era una democrazia bloccata e incompiuta.
Nello scenario internazionale, il mutamento determinato dalla guerra fredda e dalla contrapposizione ideologica Est-Ovest congelò l’alternanza democratica delle forze politiche al governo poiché l’Italia esibiva il più importante partito comunista dell’Europa occidentale.
La democrazia restò incompiuta a causa del retaggio di norme
e di un sistema di valori che la limitavano, anche laddove non vi erano vincoli politici esterni a imbrigliarla.

Fu il caso delle donne, rimaste cittadine di serie B anche se la loro partecipazione alle prime elezioni del dopoguerra superò quella degli uomini. Il voto alle donne era stato concesso il 1 febbraio 1945. L’Italia non era il solo Paese europeo ad averlo accordato in ritardo rispetto alle richieste dei movimenti per il suffragio, ma fu uno degli ultimi poiché occorsero 74 anni dalla prima richiesta di estensione del voto presentata al Parlamento del Regno Unito nel 1871.

Il voto alle donne era stato a lungo ostaggio di codici e leggi che sancivano la loro minorità anche a democrazia conquistata. Nonché di stereotipi e di pregiudizi trasversali ai diversi partiti sul ruolo delle donne nella società e all’interno della famiglia. L’antropologia del Paese le confinava al ruolo di “spose e madri” che, in una società patriarcale, ne impediva l’emancipazione dall’autorità del marito e ne limitava il ruolo economico
e nel mondo del lavoro.

Le storie delle 21 italiane elette il 2 giugno 1946 all’Assemblea costituente, ricostruite da Eliana Di Caro con agile stile narrativo e corredate da una raccolta di storia orale, sono vicende di coraggio, di passione e, sovente, di solitudine innanzitutto all’interno dei partiti d’appartenenza.
Nove comuniste, nove democristiane, due socialiste, una del Fronte dell’Uomo Qualunque; quattordici laureate; geograficamente rappresentavano l’intera penisola.

Fra le battaglie più impegnative per le Costituenti, vi furono l’accesso delle donne alla Magistratura e il diritto di famiglia. Malgrado il loro impegno si dovette attendere il 1963 perché i tempi fossero maturi per aprire le porte della Magistratura, e di altri percorsi sino ad allora preclusi, alle donne. E soltanto nel1975 si riuscì ad approvare la riforma del diritto di famiglia. La legge n. 151 diede infine sostanza e concretezza, come osserva Di Caro, a quei «princìpi messi nero su bianco nel ’46 ma che ancora non trovavano attuazione nella società, in cui i ruoli dell’uomo e della donna all’interno del nucleo familiare erano regolati dal Codice civile del 1942». Si chiusero i capitoli della “potestà maritale” e della “Patria podestà” divenuta “genitoriale”. In un passaggio vennero riequilibrate le norme relative al lavoro nelle imprese familiari, al cui interno le donne informalmente esercitavano ruoli imprenditoriali e di responsabilità, sul «diritto a partecipare agli utili e a prendere decisioni nella gestione».

Ma la democrazia italiana è rimasta incompiuta. Secondo il Global Gender Gap Report 2021, la posizione delle donne italiane è arretrata rispetto al 2006: per partecipazione al lavoro, opportunità economiche, istruzione, salute e sopravvivenza. La legittimazione è migliorata soltanto a livello politico. Un dato che fa riflettere.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti