gli usa: scambio informazioni vitale

Corea del Sud: stop al patto col Giappone sull’intelligence

La Corea del Sud non estenderà il patto sullo scambio di informazioni militari con il Giappone, non ritenendolo più in linea con gli «interessi nazionali». È una specie di rappresaglia dopo la decisione del governo nipponico di restringere l’export verso Seul di tre materiali essenziali per l’economia coreana


Nuove nuove tensioni tra Giappone e Corea del Sud

2' di lettura

La Corea del Sud non estenderà il patto sullo scambio di informazioni militari con il Giappone, non ritenendolo più in linea con gli «interessi nazionali». Lo ha reso noto l’Ufficio della Presidenza di Seul, ampliando lo scontro diplomatico-commerciale con Tokyo fino a portarlo a livelli mai raggiunti negli ultimi anni, nonostante la persistente minaccia della Corea del Nord.

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È sorto un movimento che promuove il boicottaggio di merci e servizi giapponesi, amplificato dai social media, appoggiato da molte autorità locali e cavalcato da alcuni politici che si spingono persino a invocare l’astensione dalle Olimpiadi di Tokyo. I più scalmanati arrivano a imbrattare di kimchi le Toyota di passaggio, mentre si registra un calo del 18% delle partenze di turisti verso il Giappone nella prima parte di agosto e arrivano segnali di diminuzione dell'afflusso di acquirenti nei negozi Uniqlo e di minori consumi di birre Asahi, Sapporo e Kirin.

La questione ha radici nel peso della storia (risalente fino all’invasione giapponese a fine Cinquecento), ma ha cominciato a esplodere agli inizi di luglio per una iniziativa che i coreani - come espresso dallo stesso presidente Moon Jae-in - hanno interpretato come un tentativo di danneggiare la loro economia per umiliare la nazione: il governo giapponese, subito dopo il G-20 di Osaka, ha annunciato l’introduzione di restrizioni all’export verso la Corea del Sud di tre materiali (poliammide fluorurata, fotoresist e fluoruro di idrogeno) essenziali per l’industria dei semiconduttori e display, di cui i gruppi di Seul sono leader globali.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, attraverso il portavoce del Pentagono Dave Eastburn, incoraggiano Giappone e Corea del Sud a «ricomporre le divergenze», affermando che «noi tutti siamo più forti e il Nordest asiatico è più sicuro quando Usa, Giappone e Corea del Sud lavorano insieme con solidarietà e amicizia. Lo scambio di intelligence è vitale per lo sviluppo delle nostre comuni politiche e strategie di difesa».

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