Innovazione

Così la Traditional di Hogan cambia (dopo 35 anni) per essere sostenibile

Un modello mai uscito di scena dal 1986, che ha cambiato pellami o colori, ma la scarpa è rimasta la stessa. Adesso innova nel progetto delle 3R del gruppo marchigiano: riciclare, riutilizzare e ridurre

di Giulia Crivelli

2' di lettura

Si chiama Traditional ma si inserisce nel cambiamento più importante che sta interessando l’industria della moda e, ci si augura, il mondo intero, la sostenibilità. Parliamo della più classica delle sneaker Hogan, creata nel 1986, quando il marchio del gruppo Tod’s si affacciava sul mercato con un prodotto che allora in pochi sapevano definire e che oggi chiamiamo sneaker (di lusso). «Dal 1986 a oggi la Traditional non è mai uscita di scena, come molti altri modelli iconici di Hogan, a partire dalla Interactive – spiega Andrea Della Valle –. A ogni stagione cambiava i pellami o i colori, ma la scarpa era esattamente la stessa. Serviva un piccolo grande cambiamento e non poteva che essere all’interno del nostro progetto 3R, presentato in febbraio e che segnerà il futuro a breve, medio e lungo termine di Hogan».

Ispirazione cricket

La più semplice (e riconoscibile) delle sneaker Hogan è tradizionale di nome e di fatto: «Ci ispirammo alle calzature da cricket, che nella loro essenzialità e funzionalità dicono molto su uno dei tratti che caratterizza gli inglesi, inventori di questo sport, l’understatement – aggiunge il presidente di Hogan –. La nuova Traditional non rompe con il passato, ma abbraccia i principi dell’economia circolare». Le tre “erre” del progetto di Hogan stanno per riciclare, riutilizzare e ridurre e sono il risultato di ricerche in corso da anni nel gruppo marchigiano e che interessano ovviamente pure i marchi Tod’s e Fay e si applicano ai prodotti ma anche ai processi.

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La trasparenza necessaria sulla sostenibilità

«La sostenibilità è un viaggio, al momento niente è riciclato o riciclabile al 100% e Hogan e il gruppo Tod’s saranno sempre trasparenti su questo - spiega Della Valle –. Ai consumatori vogliamo raccontare sempre la verità e renderli partecipi di questo viaggio verso modi di produrre e acquistare rispettano l’ambiente».

Il traino dell’Asia sulla ripresa

I dati complessivi del primo semestre hanno contribuito molto al clima positivo che si respira a Milano per una settimana della moda tornata fortemente in presenza e Hogan conferma il trend di ripresa: il fatturato del periodo gennaio-giugno è cresciuto del 38% superando gli 80 milioni. «Siamo avviati verso i livelli pre Covid, grazie al traino dell’Asia – conclude Della Valle –. Ma sono convinto che l’accelerazione sul digitale abbia comunque trasformato tutti, persone e aziende. Anzi, spero che abbia migliorato la qualità della vita e del lavoro».

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