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Covid: mascherine obbligatorie fino al 15 giugno in trasporti, cinema e ospedali. Al lavoro protocolli sindacati-imprese

Approvato in commissione alla Camera l’emendamento al decreto Riaperture inserito anche in una ordinanza del ministro alla Salute Roberto Speranza firmata in serata

di Andrea Gagliardi

Aggiornato il 29 aprile 2022, ore 15.19

Covid, fermi al plateau ma segni che curva puo' salire

4' di lettura

La mascherina Ffp2 resterà obbligatoria fino al 15 giugno a bordo di tutti i mezzi di trasporto pubblico locale e a lunga percorrenza (treni, aerei, metropolitane, tram, bus ecc) e andrà indossata per gli spettacoli e gli eventi sportivi al chiuso. Resta dunque la Ffp2 anche in cinema, teatri, sale da concerto e palazzetti dello sport. Lo prevede un emendamento al decreto Riaperture approvato in commissione alla Camera inserito in una ordinanza “ponte” del ministro alla Salute Roberto Speranza che, a partire dal 1° maggio, resterà in vigore fino alla conversione in legge del decreto. Nel testo non si fa riferimento al lavoro, sia pubblico che privato, dove varranno i protocolli tra imprese e sindacati. Ma si specifica che «è comunque raccomandato di indossare dispositivi di protezione delle vie respiratorie in tutti i luoghi al chiuso pubblici o aperti al pubblico».

Mascherina obbligatoria anche negli ospedali e a scuola

Prorogato fino al 15 giugno anche l’obbligo di mascherina al chiuso per i visitatori delle strutture sanitarie e socio-sanitarie, dagli ospedali alle residenze sanitarie, dagli hospice alle strutture riabilitative. Non si prevedono misure per negozi, supermercati, ristoranti, bar, stadi e spettacoli all’aperto. Significa che qui la mascherina si potrà togliere, anche se nei luoghi pubblici o aperti al pubblico, al chiuso, resta la raccomandazione ad utilizzarla. In classe, invece, la mascherina resta obbligatoria fino alla fine dell’anno scolastico, come prevede la legge già in vigore. Gli studenti dai 6 anni in su dovranno continuare a indossarla fino a fine anno scolastico, nonostante il pressing per toglierle sia continuato negli ultimi giorni.

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Al lavoro protocollo imprese sindacati su mascherine

Nei luoghi di lavoro privati valgono i protocolli tra imprese e sindacato. Quello attuale anti-Covid sottoscritto ad aprile 2020 e rinnovato un anno fa, prevede l’obbligo di mascherina. Imprese e sindacati si rivedranno il 4 maggio per verificare se prorogare o modificare le attuali regole, che restano in vigore fino a quella data. L’obbligo potrebbe restare o ci si potrebbe limitare a una raccomandazione. Con la “libertà” lasciata poi alle singole aziende di passare dalla raccomandazione all’obbligo.

Nella Pa Ffp2 raccomandata in fila a mensa e in ascensore

Negli uffici pubblici e per tutta la Pa l’uso delle mascherine FFP2 «è raccomandato, in particolare, per il personale a contatto con il pubblico sprovvisto di idonee barriere protettive, per chi è in fila a mensa o in altri spazi comuni, per chi condivide la stanza con personale “fragile”, negli ascensori e nei casi in cui gli spazi non possano escludere affollamenti». Lo si legge nella circolare sull’uso della mascherina negli uffici pubblici emanata dal ministro della Pa Renato Brunetta dopo l’ordinanza del ministro Speranza.

Dal 1 maggio stop a modulo Plf per chi arriva dall’estero

Da segnalare anche che Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato l’ordinanza sui viaggi esteri in cui la novità riguarda il Passenger locator form (Plf) che dal 1° maggio non sarà più necessario per chi arriva dall’estero. Si tratta del modulo utilizzato dalle Autorità Sanitarie per i viaggi fuori dal territorio nazionale.

Verso il ritorno alla normalità

Con l’archiviazione di fatto del green pass e la limitazione dell’obbligo di mascherina al chiuso, dal primo maggio si allentano dunque le regole per la gestione della pandemia. La maggior parte delle norme previste dall’ultimo decreto anti-Covid del 24 marzo è in scadenza il 30 aprile. Quelle relative all’obbligo di green pass (nelle sue versioni “base” e “rafforzato”) non saranno prorogate dal governo. Il certificato verde non sarà più richiesto per nessuna attività, ad eccezione delle visite in ospedale.

Green pass non più richiesto dal 1° maggio

Il certificato verde non cessa di esistere. Nella sua forma “base” (vaccinazione, guarigione o tampone negativo) continuerà a essere necessario per i viaggi all’estero, ma non sarà più richiesto in Italia. Dal primo maggio, quindi, non servirà più il green pass rafforzato (ottenuto con vaccinazione o guarigione dal Covid) per frequentare palestre e piscine al chiuso, partecipare a feste e cerimonie, convegni e congressi, entrare in discoteche e sale da gioco, andare al cinema e a teatro. L’unica eccezione sono le visite in ospedale e Rsa, dove sarà necessario esibire il super green pass fino al 31 dicembre. Dal 1° maggio decade anche l’obbligo di green pass base per accedere al luogo di lavoro, consumare in bar e ristoranti al chiuso, salire su aerei, treni, traghetti e pullman intra-regionali, partecipare a concorsi pubblici, accedere alle mense, andare allo stadio e assistere a spettacoli teatrali e concerti all'aperto. In tutti questi luoghi l’accesso diventa libero.

Obbligo vaccino fino al 15 giugno per over 50

L'obbligo di vaccinazione resterà in vigore fino al 15 giugno per insegnanti e personale scolastico, forze dell’ordine e in generale tutti i cittadini dai 50 anni in su (pena multa di 100 euro). Anche per queste categorie cessa ad ogni modo dal 1° maggio l’obbligo di green pass base (in vigore fino al 30 aprile) per lavorare. Il vaccino continuerà a essere obbligatorio fino al 31 dicembre soltanto per i medici, infermieri, personale sanitario e delle Rsa. E solo per loro la vaccinazione costituirà fino ad allora requisito essenziale per lo svolgimento delle attività lavorative.

Smart working semplificato fino al 30 giugno

Fino al 30 giugno, nel settore privato, è possibile l'uso della procedura semplificata di comunicazione del lavoro agile, ossia senza l’accordo individuale tra datore e lavoratore. Sono state prorogate fino al 30 giugno anche le misure in tema di sorveglianza sanitaria dei lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio.

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