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Covid, Omicron non è come un’influenza: in 5 mesi ha fatto il triplo delle vittime

Casi in ascesa e decessi che triplicano quelli di una stagione influenzale. Ora serve un indirizzo chiaro, dall’isolamento alle vaccinazioni

di Marzio Bartoloni

Omicron, la sottovariante BA.5 piu' contagiosa delle sue sorelle

3' di lettura

Considerare il Covid come se fosse diventato una influenza. Questo l’errore da non commettere ora che i contagi corrono in questa ondata estiva, ma soprattutto in vista dell’autunno quando la circolazione del virus sarà più alta e anche se meno patogeno il Covid colpirà ancora di più fragili e anziani aumentando la pressione sugli ospedali.

Che non sia un’influenza lo dicono, del resto, anche i numeri dell’ondata Omicron, la variante che domina la scena dal 31 gennaio scorso con le sue sottovarianti come l'ultima – la contagiosissima Ba5 –, che in meno di 5 mesi ha fatto quasi 22mila vittime, meno delle ondate precedenti ma comunque il triplo dei morti che fa una intera stagione influenzale.

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Manca un piano sull’autunno

Ecco perché è fondamentale prepararsi in tempo per un nuovo autunno, il terzo, in compagnia del virus. Al momento manca però ancora un piano da rodare già questa estate che faccia chiarezza su quattro fronti: più cure a casa a partire da un uso migliore degli antivirali oggi a disposizione e finora sfruttati pochissimo; il disegno di una nuova campagna vaccinale di massa con un vaccino adattato a Omicron che coinvolgerà quantomeno gli over 50 e che potrebbe finalmente rinunciare ai grandi hub, puntando su farmacie e medici di famiglia; la necessità di studiare modelli flessibili nei reparti degli ospedali dove ci saranno tanti positivi, magari asintomatici, per evitare di bloccare tutte le altre cure allungando ancora di più le liste d'attesa; infine un piano ad hoc per potenziare i trasporti quando gli uffici si riempiranno molto più di oggi e nuove misure per le scuole, dove a esempio sembra definitivamente archiviata l’ipotesi di introdurre sistemi di areazione come stanno facendo altri Paesi.

Da chiarire le regole sull’isolamento

Con una postilla importante: andranno chiarite per tempo le regole sull’isolamento dei positivi aprendo se sarà possibile all'ipotesi di abolire la quarantena per chi è contagiato ma non ha sintomi. L’alternativa è ritrovarsi con servizi pubblici e uffici con gravi carenze di personale visto che lo scenario di 100mila positivi al giorno in autunno, con conseguenti quarantene, non è affatto da escludere.

Del resto il campanello d'allarme che sta suonando in questi giorni è chiaro: con Omicron 5 il virus corre - l’Rt a 1,07 è sopra la soglia epidemica - e infetta anche chi è vaccinato con terza e addirittura quarta dose. Da qui la necessità di pensare subito una nuova campagna vaccinale di massa con il nuovo vaccino adattato proprio ad Omircon: proprio ieri il ministro della Salute tedesco, Karl Lauterbach ha annunciato che la nuova campagna coinvolgerà 40 milioni di tedeschi entro l’inverno.

Le ipotesi su una nuova campagna vaccinale

E in Italia? Il ministero della Salute ci sta ragionando, ma ancora non si conoscono i numeri e se a esempio si punterà di nuovo sull’obbligo per gli over 50. Ma soprattutto non è chiaro se si ricorrerà ancora ai mega hub vaccinali che hanno comunque un costo importante. Se invece si decidesse di puntare sui 35mila farmacisti vaccinatori e i 40mila medici di famiglia sarebbe necessario muoversi quanto prima.

C’è poi il nodo degli ospedali che non possono più isolare tutti i positivi, magari ricoverati per altri motivi. Servono percorsi flessibili, peraltro già sperimentati. Infine sarà fondamentale l’apporto dei medici di famiglia che dopo due anni conoscono meglio il Covid, ma non ancora i benefici dei nuovi antivirali.

In particolare il Paxlovid, prescrivibile ora anche a tutti gli over 65: questa combinazione di due pillole evita il ricovero all'80%, ma nonostante le semplificazioni – basta la ricetta Ssn e si può ritirare in farmacia – in quasi due mesi è stata prescritta così solo a 4mila italiani, a fronte delle 600mila dosi disponibili.

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