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Crescono le imprese della nautica che fanno rete

Registrato un incremento del 15% nel 2022. Landi (Retimpresa): «Questa scelta accresce del 24% la reputazione delle aziende coinvolte»

di Raoul de Forcade

3' di lettura

Crescono le imprese della nautica che partecipano a contratti di rete. Rispetto alla precedente rilevazione annuale (agosto 2021), le imprese del settore che fanno rete sono aumentate, nel 2022, del 15% (+ 103 imprese e +60 contratti di rete). Inoltre, se si osservano gli utimi tre anni, l’incremente è del +60% e del +21% nel 2021 (più consistente rispetto al +13% del 2020).

È quanto emerge dal focus Le imprese della filiera nautica in rete, giunto quest’anno alla terza edizione e presentato, da Retimprese di Confindustria, al Salone nautico di Genova. Una rilevante novità dell’edizione 2022 è la sezione dedicata all’analisi della reputazione delle imprese in rete della filiera nautica, portata avanti utilizzando il metodo brevettato Reputation rating.

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Forte impatto reputazionale

«Abbiamo esaminato per la prima volta - spiega Fabrizio Landi, presidente di Retimpresa - l’impatto della collaborazione sulla reputazione delle imprese nautiche aderenti ai contratti di rete. Ne è emerso che fare rete nella filiera nautica accresce del 24% la reputazione delle aziende coinvolte rispetto a chi non è in rete».

Questo conferma, prosegue Landi, «i riscontri positivi sul piano delle performance, in termini di fatturato e occupazione, già evidenziati dai Report 2020 e 2021 dell’Osservatorio nazionale sulle reti d'impresa, costituito insieme a InfoCamere e all’Università Ca’ Foscari».

L’incremento «del 60%, nell’ultimo triennio, e del 21% nel 2021 delle imprese che partecipano ai contratti di rete - afferma ancora Landi - è in linea con la straordinaria crescita dell’intera filiera evidenziata dal presidente Cecchi di Confindustria nautica in apertura del 62° Salone di Genova».

Contratti di rete a quota 632

Scorrendo il focus si evince che, sulla base delle elaborazioni realizzate utilizzando Red – Reti e Dati, la piattaforma di data analysis di RetImpresa su dati InfoCamere, al 31 agosto 2022 si registrano 790 imprese della filiera nautica impegnate in 632 contratti di rete, in prevalenza reti-contratto senza soggettività giuridica (545, ossia l’86% del totale), conformemente a quanto avviene a livello nazionale (85% reti-contratto a fronte del 15% di reti-soggetto).

L’identikit dell’impresa nautica in rete descrive un’azienda più strutturata e organizzata rispetto al trend nazionale delle imprese retiste, trattandosi, per il 77% del totale, di società di capitali (a fronte del 52% nazionale) e di aziende di maggiori dimensioni: accanto a una consistente fetta di micro imprese (33,4%, a fronte del 53% di micro imprese in rete a livello nazionale), si riscontra un gran numero di piccole imprese (31,1% a fronte del 20% nazionale) e un’interessante presenza di medie (13,3% contro il 6% nazionale) e grandi imprese (5,3% a fronte dell’1,5% nazionale).

Lombardia al primo posto

A livello geografico, si tratta di imprese localizzate in prevalenza al Nord (54,3%), in particolare in Lombardia, Veneto e Liguria, per il 23,4% al Sud e nelle Isole, con i principali valori registrati in Sicilia, Campania e Puglia, e per il 22,3% al Centro, specie nel Lazio, Toscana ed Emilia-Romagna.

Rispetto al 2021, la Lombardia si conferma la prima regione italiana per imprese della nautica in rete (146), mentre in valori percentuali la crescita più interessante ha riguardato il Sud, che ha superato seppur di poco il Centro, grazie soprattutto al balzo delle imprese siciliane in rete (passate da 13 a 47).

Dall’analisi dei cinque comparti che compongono la filiera, rispetto al focus 2021 si rafforza la presenza in rete del turismo nautico (che passa dal 53% al 56% del totale), con 441 imprese che svolgono attività che vanno dal charter, al noleggio, al rimessaggio e agli altri servizi connessi alle attività diportistiche e alle marine.

A seguire le imprese che operano nel campo della manifattura e subfornitura (172), del commercio (66), dei servizi di manutenzione/riparazione/refit (59) e della produzione cantieristica (52, suddivise tra costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive e cantieri navali).

Valore della produzione a 7,3 miliardi

Per quanto riguarda gli indicatori economico-finanziari, si stima un valore della produzione complessivo delle imprese della filiera nautica in rete pari a oltre 7,3 miliardi di euro, con un aumento di oltre 100 milioni nell’ultimo anno, e un valore aggiunto complessivo pari a quasi 1,9 miliardi, che corrisponde al 15% del valore aggiunto prodotto dall’intera filiera nautica in Italia (poco meno di 12 miliardi).

La manifattura/subfornitura si conferma il comparto nautico trainante, producendo il maggior valore aggiunto della filiera in rete, pari al 48% (in aumento del 2% sul 2021), seppur coinvolga solo il 22% delle imprese retiste esaminate, seguito dal turismo nautico, che produce il 35% del valore aggiunto della filiera (era al 40% nel 2021) coinvolgendo il 56% del totale delle imprese nautiche in rete esaminate.

Infine, sul fronte occupazionale, gli addetti delle imprese nautiche in rete sono 36.777, in crescita del 10,4% rispetto al valore dello stesso periodo dell’anno precedente (33.321 addetti ad agosto 2021), e rappresenta oltre il 19% degli addetti totali che attiva la filiera nautica in Italia (oltre 189mila).

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