l’impegno della moda

Da Gucci una campagna digitale per una distribuzione equa del vaccino antiCovid

Il marchio del gruppo Kering ha donato 500mila dollari all’Unicef e raccoglierà altri fondi online. La sua strategia digitale premiata per il terzo anno consecutivo agli Altagamma Digital Award

Vaccinazioni in India ©UNICEF/ UNI343617/Panjwani

3' di lettura

I Paesi che hanno partecipato all’ultimo G20 si sono trovati d’accordo su un punto molto importante: garantire un equo accesso della popolazione mondiale al vaccino anti-Covid19: «Non risparmieremo sforzi per assicurare un accesso equo a tutti, coerente con gli impegni degli stati membri per incentivare l’innovazione. Riconosciamo il ruolo di un’immunizzazione estesa come un bene pubblico globale», è stato scritto nella nota finale della riunione. Una visione condivisa anche dall’Oms, preoccupata per l’equità della distribuzione dei vaccini.

È proprio su questo fronte che Gucci ha deciso di fare una importante donazione, parsi a 500mila dollari, a favore di Unicef Usa, «per assicurare un approvvigionamento e una distribuzione equa del futuro vaccino contro il Covid-19 nelle comunità più vulnerabili di tutto il mondo», si legge nella nota diffusa dal marchio che fa capo al gruppo Kering. Il suo impegno, però, non si ferma qui: Gucci ha anche lanciato una campagna, 21-day challenge, per raccogliere donazioni sul sito https://gucci.benevity.org/community, donazioni che saranno raddoppiate fino a un massimo di 100mila dollari. Una campagna estesa lungo 21 giorni, appunto, perché attiva dal 5 al 26 dicembre.

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«Nessuno è veramente libero se non siamo tutti liberi: questo comprende anche essere liberi dalle malattie - ha dichiarato Marco Bizzarri, presidente e ceo di Gucci -. Ora che un vaccino Covid-19 sembra essere pronto per essere lanciato, la vera sfida è assicurarci che sia prodotto e distribuito equamente. Per questo, nell'ambito della campagna “We Are All In This Together” che abbiamo lanciato a marzo scorso, oggi annunciamo una donazione di 500.000 dollari a favore di Unicef Usa per assicurare la distribuzione di vaccini contro il Covid-19 nelle comunità più vulnerabili di tutto il mondo. Nei prossimi 21 giorni tutti sono chiamati a dare il proprio contributo, piccolo o grande che sia. Per ciascuna donazione, Gucci risponderà con una di pari importo, fino ad un massimo di ulteriori 100mila dollari. È una lotta globale, uno sforzo globale e anche l'impegno deve essere globale».

I fondi raccolti da Gucci saranno impiegati in tutte le attività di Unicef volte all'erogazione di un vaccino sicuro, incluse le attività di logistica necessarie a soddisfare la domanda, la predisposizione di catene del freddo (catene di fornitura a temperatura controllata) e il pre-acquisto di prodotti correlati, ma anche la pianificazione delle campagne di immunizzazione.

Già a marzo, nel pieno della prima ondata della pandemia, Gucci aveva donato 2 milioni di euro alle campagne di crowdfunding a sostegno del Dipartimento della Protezione Civile in Italia e del Covid Solidarity Response Fund della Fondazione delle Nazioni Unite; a maggio, nell’ambito del programma per la difesa dei diritti delle donne “Chime for Change”, aveva lanciato la campagna #StandWithWomen, in collaborazione con la Fondazione Kering, per finanziare le organizzazioni no-profit impegnate nel contrasto all’aumento della violenza di genere durante la pandemia.

Un impegno che ha sfruttato le potenzialità di una forte community costruita intorno ai canali digitali di Gucci (che ha lanciato nelle scorse settimane la prima serie digitale in sette episodi firmata da Alessandro Michele e Gus Van Sant), una strategia che è valsa al marchio anche il primo posto (insieme a Burberry) nella quarta edizione degli Altagamma Digital Awards, riconoscimenti conferiti ai brand del lusso che si contraddistinguono per la leadership digitale in base alla Digital Competitive Map realizzata da Contactlab, che quest’anno ha misurato le performance di 44 marchi in base a 271 parametri. Un vittoria, quella di Gucci, ottenuta per il terzo anno consecutivo.

In termini di vendite, nel terzo trimestre 2020 Kering ha registrato un aumento del 101,9% di quelle digitali, soprattutto nelle aree di Nord America e Asia-Pacifico. L’e-commerce ha generato il 13% del fatturato del gruppo nello stesso periodo, un valore più che raddoppiato rispetto al 6% dello stesso periodo 2019. Lo stesso andamento registrato per le vendite digitali di Gucci. (C h.B.)


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