CONFAGRICOLTURA INNOVAZIONE

Dai robot nelle stalle al vertical farming, premiata l’agricoltura del futuro

Giansanti: innovazione vuol dire produrre cibo più sano e sicuro ma naturale, non sintetico

di Micaela Cappellini

2' di lettura

Dalle viti resistenti alle principali malattie ai sofisticati robot per la mungitura, fino alle erbe aromatiche coltivate in vertical farming. Sono tra le attività delle nove aziende agricole vincitrici della seconda edizione del Premio per l'innovazione di Confagricoltura. Sul podio sono saliti, tra gli altri: il Consorzio innovazione vite di Trento, che ha selezionato cinque varietà di vite resistenti alle principali fitopatie; la Tenuta Colle degli angeli di Bologna, che utilizza vinaccioli per la produzione di farine di semi di uva gluten free; la lombarda Planet farms Italia, che produce insalate ed erbe aromatiche in vertical farming; le cantine Arnaldo Caprai, che hanno realizzato molti progetti di precision farming; l’azienda agricola Davide Magni di Mantova, che ha introdotto due robot per la mungitura, un sistema di ventilazione e doccette rinfrescanti per il controllo della temperatura in stalla.

«La grande sfida dell’agricoltura del futuro è quella di coniugare la qualità del cibo con l'innovazione tecnologica - ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, intervenendo alla premiazione -. Il nostro compito è produrre cibo sicuro, sano, non sintetico e al giusto prezzo.L’innovazione in agricoltura non è il futuro, è il presente. Oggi solo il 4% della superficie agricola nazionale fa innovazione secondo i principi di Agricoltura 4.0: dobbiamo salire al 10%». Per questo il presidente della Confagricoltura ha voluto ringraziare l’attuale ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli, che nella sua precedente veste di ministro dello Sviluppo economico aveva fatto estendere al mondo agricolo i benefici fiscali di Innovazione 4.0.

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«La sfida dei prossimi anni - ha detto il ministro Patuanelli - sarà tra cibo naturale e cibo sitentico, e noi dobbiamo far sì che l'innovazione si concentri sul cibo naturale, e non su quello sintetico. Come ministero, stiamo lavorando per superare un parere della Commissione europa che impedisce la cumulabilità dei crediti 4.0 con i Psr, che ci lascia perplessi. Il processo di innovazione delle aziende agricole italiane deve avvenire in tempi rapidi e deve essere sostenuto da una crescente attenzione per la ricerca e sviluppo».


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