BERLUSCONI: «CINQUE STELLE DILETTANTI PERICOLOSISSIMI»

Dai vertici del Parlamento alla legittima difesa, quando FI e M5S sono sulla stessa linea

di Andrea Carli

Restyling simbolo Fi per europee, c'è nome Berlusconi ma no Ppe

2' di lettura

Silvio Berlusconi interviene dal palco del Palazzo dei Congressi dell’Eur, all’assemblea degli eletti di Forza Italia, e ricorre a quello che, negli ultimi tempi, è un suo cavallo di battaglia: l’attacco a M5S. Questa volta il Cavaliere punta l’indice contro «questi signori dei Cinque Stelle incompetenti, dilettanti e quindi pericolosissimi».

Il via libera definitivo alla legittima difesa
L’ennesimo attacco, in occasione di una kermesse pubblica, arriva a poche ore dall’approvazione definitiva da parte del Senato del disegno di legge sulla legittima difesa. Un’approvazione che, stando al resoconto delle cronache parlamentari, registra una convergenza tra Fi e Cinque Stelle. Entrambe le forze politiche dicono sì a quello che è considerato un cavallo di battaglia della Lega. Il semaforo verde scatta sulla base di motivazioni diverse. Per i pentatellati la riforma rientra nel contratto per il governo del cambiamento, che è alla base dell’esecutivo Conte. Per gli Azzurri, il tema della legittima difesa è uno di quelli alla base della coalizione di centrodestra. Tant’è che Salvini ringrazia «gli amici dei 5 Stelle» ma anche quelli di Forza Italia e Fratelli d’Italia che hanno votato dalla stessa parte. Per la cronaca, il provvedimento sarebbe passato anche senza i voti dei forzisti e del partito di Giorgia Meloni, sebbene “al pelo”. Nella maggioranza sono stati 51 i sì della Lega e 91 dei 5 stelle. La somma fa 142, esattamente il quorum necessario per la votazione rispetto al numero legale ( nel complesso i sì sono stati 201, 38 no e 6 astenuti). Se da una parte l’alleanza Lega-M5S regge, dall’altra rimane il fatto che i senatori di Forza Italia e quelli M5S, in quell’occasione, si trovano a sostenere una linea politica analoga: entrambi a favore del provvedimento.

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GUARDA IL VIDEO - La legittima difesa voluta da Salvini è legge

Lo stop all’autorizzazione a procedere per Salvini sul caso Diciotti
E non è la prima volta. Senza andare troppo indietro, la stessa situazione si verifica in occasione del voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini per il caso Diciotti, mercoledì 20 marzo. Ancora una volta Palazzo Madama fa da palcoscenico della inedita consonanza. L'Aula del Senato nega l’autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini. I voti a favore della relazione della giunta delle immunità (pervenuta alla conclusione che l’autorizzazione non andava concessa) sono 237, contrari 61 e nessun astenuto. Movimento 5 Stelle e Forza Italia votano contro l’autorizzazione: anche in quell’occasione, dunque, si trovano a navigare sulla stessa barca.

L’appoggio reciproco nell’elezione dei vertici di Camera e Senato
Andando un po’ più indietro, torna alla mente il via libera reciproco nei confronti dei vertici delle Camere: di Forza Italia a favore del candidato pentastellato alla Camera, Roberto Fico; dei Cinque Stelle a sostegno di quella azzurra alla presidenza del Senato, Elisabetta Casellati. Il tutto a coronamento di una trattativa in salita, caratterizzata anche da momenti di tensione tra il Movimento da una parte e le forze di centrodestra dall’altra. Il tavolo rischia di saltare. Il compromesso, alla fine, arriva.

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