L’Agenda 2030

Dal 28 settembre via al Festival dello sviluppo sostenibile

Diciassette giorni dedicati alle tematiche ambientali per sensibilizzare i cittadini sulla sostenibilità ambientale, economica e sociale

di N.Co.

Sviluppo sostenibile, il Covid frena i progressi

2' di lettura

«Sarà la più grande mobilitazione popolare sulle tematiche ambientali e dello sviluppo sostenibile quella che si svilupperà in tutta Italia dal 28 settembre al 14 ottobre». La presidente di Asvis Marcella Mallen presenta così il Festival dello sviluppo sostenibile, la più grande manifestazione nazionale sulla sostenibilità, organizzata dall'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile. Obiettivo sensibilizzare i cittadini sul tema della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Diciassette giorni di eventi dedicati agli obiettivi di sviluppo sostenibile

«Sarà un susseguirsi di convegni, appuntamenti culturali, manifestazioni di ogni tipo, a Roma ma anche in tantissime città più o meno grandi dal Nord al Sud del Paese - ha detto Marcella Mallen - per ben 17 giorni, tanti quanti sono gli Obiettivi fissati dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Abbiamo lanciato un appello e la risposta è andata oltre le più rosee aspettative. Le tematiche legate allo sviluppo sostenibile sono ormai patrimonio largamente diffuso. Si è capito, e sempre più si sta capendo che abbiamo solo questo mondo e dobbiamo tenercelo caro. La società civile vuole essere protagonista del proprio futuro».

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Partire dai comportamenti individuali per contenere gli effetti della crisi climatica

Oltre 500 eventi in tutta Italia, nel mondo e online arricchiscono il cartellone della manifestazione, un unicum a livello internazionale, che affronta i grandi temi al centro del dibattito culturale e politico, coinvolgendo le giovani generazioni. «Il quadro mondiale non induce certo all'ottimismo: la crisi pandemica in corso, le catastrofi naturali, le guerre, la fame, la siccità, le alluvioni, travolgono il mondo», ha sottolineato il presidente di Asvis Pierluigi Stefanini. «Ma non tutto è perduto. Ci sono e si stanno moltiplicando anche segni di speranza. Proprio per questo dobbiamo tutti reagire con forza coltivando e alimentando la speranza, per esempio cominciando già a livello di comportamenti individuali col fare ognuno tutto il possibile per contenere gli effetti negativi della crisi climatica, cominciando a ridurre drasticamente i consumi inquinanti, ma occorre anche una risposta pubblica e per questo dobbiamo chiamare la politica ad assumersi le proprie responsabilità davanti alle generazioni future, superando egoismi e mettendo in campo le risorse della scienza e della tecnologia».

La casa del festival sarà il palazzo delle Esposizioni

Durante il Festival saranno avanzate proposte elaborate grazie al lavoro di 800 esperti che hanno collaborato alla elaborazione del Rapporto. Quest'anno, la “casa” del Festival sarà il Palazzo delle Esposizioni di Roma, da dove verranno trasmessi gli eventi del segretariato e la maggior parte di quelli dedicati ai singoli Obiettivi di sviluppo sostenibile.


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