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Dal Recovery 330 milioni per il verde delle città

Il settore si sta rapidamente riprendendo dai danni causati dal lockdown valutati in 1,7 miliardi. Bene soprattutto l’export (+33 per cento)

di Micaela Cappellini

(ChiccoDodiFC - stock.adobe.com)

2' di lettura

L’uscita dalla pandemia sta restituendo una boccata d’ossigeno al settore florovivaistico, che a causa del divieto di cerimonie, fiere ed eventi pubblici durante il lockdown ha pagato un prezzo pesante all’emergenza Covid, con un crack da 1,7 miliardi di euro. «Il comparto - spiega il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini - è fra quelli che si sta riprendendo più rapidamente grazie anche a una forte domanda dall’estero, dove si registra un aumento record del 33% delle esportazioni di piante made in Italy nel primo trimestre del 2021».

Commesse dal Nord Europa

Le commesse provenienti dal resto d’Europa, soprattutto dal Nord, stanno in questo momento garantendo la ripresa dei vivai italiani. Ma a mettere ancora di più il turbo ai produttori di piante e fiori saranno i 330 milioni di euro che il Recovery Fund appena approvato destina in via esclusiva alla «tutela e valorizzazione del verde urbano ed extra-urbano», con l’obiettivo minimo di piantare almeno 6,6 milioni di alberi sui 6.600 ettari di foreste urbane.

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Il valore della produzione è a 2,7 miliardi

Quella attivata dal Pnrr sarà una straordinaria opportunità per il rilancio del florovivaismo nazionale, un comparto che garantisce 200mila posti di lavoro e che, tra fiori e piante, ha una produzione annuale che vale 2,7 miliardi di euro. Ma sarà anche un’occasione importante per le pubbliche amministrazioni, che potranno così ampliare gli spazi verdi delle città italiane. Nonostante infatti il nostro Paese possa contare su quasi 90 milioni di metri quadrati di parchi urbani nelle città capoluogo di provincia, secondo i dati resi noti dalla Coldiretti ogni abitante dispone oggi di appena 33,8 metri quadrati di parchi. Si va dai 15,2 metri quadrati di verde urbano per abitante di Messina ai 17,1 a Roma, dai 17,8 di Milano ai 22,2 di Firenze, dai 42,4 di Venezia ai 9,2 di Bari.

Il progetto “Bosco vivo”

Un esempio di quello che si potrebbe fare con i fondi del Recovery plan è il progetto “Bosco vivo e foreste urbane” di Coldiretti e Federforeste, grazie al quale è possibile piantare in Italia 50 milioni di alberi nell’arco dei prossimi cinque anni nelle aree rurali e in quelle metropolitane per far nascere foreste urbane con una connessione ecologica tra le città, i sistemi agricoli di pianura a elevata produttività e il patrimonio forestale presente nelle aree naturali.Oltre all’export, i dati dall’inizio dell’anno dicono che è ricominciata a crescere anche la domanda interna di fiori e piante: secondo la Coldiretti, quasi 7 italiani su 10 hanno fatto acquisti di verde per abbellire le proprie case e i giardini, ma anche per coltivare direttamente frutta e ortaggi da portare in tavola.

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