dopo la maxi emissione

Dal Social bond Ue un’occasione per la finanza d'impatto

La maxi emissione europea può fare da traino per la grande quantità di piccole iniziative che emergono dal mondo del sociale più dinamico

di Paola Pierri

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(REUTERS)

La maxi emissione europea può fare da traino per la grande quantità di piccole iniziative che emergono dal mondo del sociale più dinamico


2' di lettura

L’Unione Europea li chiama social bond. Il nome è già stato utilizzato in varie occasioni e da vari operatori per indicare strumenti diversi e non identifica quindi una fattispecie specifica di obbligazione. Ma non è importante: quello che interessa è che una grande istituzione come la Ue annunci, peraltro dandole grande rilievo, l'emissione di una prima tranche da 17 miliardi di euro di obbligazioni destinate a scopi sociali, chiarendo poi alcuni punti importanti.

Il primo: lo scopo sociale prescelto è “coprire i costi direttamente connessi al finanziamento di regimi nazionali di riduzione dell'orario lavorativo e di misure analoghe adottate in risposta alla pandemia”; inoltre, l'Unione Europea si dota di strumenti specifici per monitorare l'effettivo utilizzo dei fondi a questi fini, assicurando quindi gli investitori che il termine social associato al bond si traduca in realtà e, come ormai si dice, in impatto.Niente di rivoluzionario o straordinariamente innovativo, ma occasione importante per rilanciare il concetto più vasto e più profondo di finanza sociale; e per sperare che una iniziativa di tale rilevanza da parte della UE riesca a fare da traino e stimolo per la grande quantità di piccole iniziative che emergono dal mondo del sociale più dinamico, e che intendono sperimentare nuove modalità di finanziamento di attività sociali utili – spesso indispensabili – che non possono più contare solo su fondi pubblici, filantropia privata o spesa privata out of pocket.

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Questa è la finanza sociale nel suo significato più genuino: applicare in modo creativo e con i necessari aggiustamenti i meccanismi, il know how, l'esperienza del mondo della finanza a temi e iniziative sociali di interesse comune; così facendo, inoltre, si potranno mobilitare e convogliare su queste iniziative sociali innovative fondi aggiuntivi, denaro probabilmente non disponibile per donazioni, ma disposto, invece, a cimentarsi e rischiare nella sperimentazione di modelli di imprenditoria sociale, di welfare sostenibile, di protezione e utilizzo dei beni comuni, di risposta ai problemi sociali, sia quelli già noti che i tanti, purtroppo, emergenti.

Stiamo parlando di qualcosa di molto complesso, certamente più della semplice destinazione a fini sociali dei proventi di un bond; ma l'innovazione vera richiede fatica e ci sta che prenda forma – anche per tentativi ed errori – da iniziative pioneristiche, da esperimenti di sviluppo locale comunitario, da investitori visionari.La Ue con il suo social bond potrebbe però essere, almeno sul piano segnaletico e simbolico, la levatrice di una nuova generazione di iniziative sociali economicamente sostenibili e responsabili, che da tempo impegnano tante persone, tanta intelligenza, tanta creatività; e che sarà, prima o poi, anche il terreno di lavoro di una nuova generazione di operatori e imprenditori sociali espressione di una rinnovata cultura, sociale e imprenditoriale.

Possiamo, dunque, sperare che quando l'emergenza – sanitaria ed economica – sarà alle nostre spalle, questo fermento visibile tanto nell'emissione di oggi della Ue, che in mille diversi tentativi di finanza sociale dal basso avrà trovato spazio, legittimazione e fondi adeguati.

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