Olimpiadi

Dalla ginnastica al golf alla lotta, chi sarà l'ultimo tedoforo ad accendere il tripode olimpico di Tokyo?

di Dario Ricci

(AP)

2' di lettura

Sfregiata dalla pandemia, a ranghi ridotti (o meglio dire ridottissimi), non più nel segno della festa, ma in quello della solennità e della speranza. Così si annuncia la cerimonia inaugurale dei Giochi di Tokyo. Ma pur in queste condizioni estreme, come ogni cerimonia che si rispetti, anche quella dei Giochi nipponici non sfugge al rito dell'ultimo tedoforo: si moltiplicano infatti le voci su chi sarà ad accendere il sacro calderone di Olympia, e non c'è dubbio che quell'atleta entrerà nella Storia ancor più dei suoi predecessori, perché sarà colui o colei che proverà a illuminare il mondo proprio nella sua epoca più oscura. E allora eccolo, il ‘totonomina' che – messi da parte per qualche istante polemiche, rimpianti, dolori e malinconie – immaginiamo già rimpingui da qualche giorno il banco dei migliori allibratori.

Eroi moderni – La suggestione più forte? Scegliere un eroe moderno, emblema del Giappone di oggi, e soprattutto di quello di domani, immaginandolo magari già fuori dalla palude della pandemia grazie (anche) agli estri dei suoi campioni. Ecco allora la candidatura della tennista Naomi Osaka (vincitrice di due Us Open e altrettanti Australian Open) affiancata a quella di Hideki Matsuyama, l'uomo che ha messo il Giappone sulla cartina geografica del golf mondiale conquistando il Master di quest'anno. Unico problema: Matsuyama ha avuto la pessima idea di autocandidarsi, mossa che abitualmente allontata di un bel po’ la possibilità di essere selezionati.Emblemi della fatica – In corsa (e mai espressione potrebbe essere più appropriata…) per il prestigioso ruolo anche due vere fenomene della maratona, Naoko Takahashi e Mizuki Noguchi, trionfatrici olimpiche rispettivamente a Sydney 2000 e Atene 2004. Potrebbe venir scelta una delle due, o ancor più probabile che quel sacro fuoco possano accenderlo insieme. Casa base – Un posto speciale nel cuore dei giapponesi lo occupa – si sa – il baseball (oppure, nella sua versione femminile, il softball).

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Non stupisca allora la candidatura di Sadaharu Oh, mito del diamante nipponico, detentore del record mondiale di 868 per gli home run. Ma non ha mai partecipato alle Olimpiadi, e questo potrebbe creare qualche ostacolo rispetto alla sua scelta. In corsa anche la Nazionale di softball campione a Pechino nel 2008 (battendo in finale le statunitensi). Solo a Salt Lake City nel 2002 un'intera squadra (gli Stati Uniti vincitori dell'oro nell'hockey ghiaccio nel 1980) ebbe l'onore di accendere il tripode olimpico. Outsider di lusso – ecco poi i nomi meno battuti, tra i quali potrebbe però nascondersi proprio quello vincente: dal judoka Tadahiro Nomura, tre volte oro olimpico tra il 1996 e il 2004, al nuotatore Kitajima, doppio oro nei 100 e 200 rana ad Atene 2004 e Pechino 2008, fino ad arrivare a uno dei tanti miti della ginnastica nipponica e infine a lei, Kaori Icho, l'unica donna (gli altri quattro ad averlo fatto sono uomini) nella storia ad aver conquistato quattro ori olimpici di fila, specialità lotta, tra il 2004 e il 2016: un'impresa che in Giappone ne ha fatto un mito, che stasera potrebbe essere illuminato da una luce diversa, quella del sacro fuoco di Olympia.

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