piccolo schermo

Dalla terza stagione di «True Detective» a «Chernobyl», le migliori serie tv

Una panoramica sui prodotti per il piccolo schermo che si sono contraddistinti nella prima parte del 2019.

di Andrea Chimento


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2' di lettura

Sono ormai diversi anni che il mercato delle serie televisive sta crescendo sempre di più sia nella qualità dei prodotti che nella varietà dell'offerta. Non ha fatto eccezione la prima metà del 2019, annata che ci ha regalato numerosi lavori per il piccolo schermo davvero degni di nota.

Discreta partenza a inizio anno con la terza stagione di «True Detective», forse un po' troppo simile alla prima, inarrivabile stagione, ma comunque capace di coinvolgere e appassionare, anche grazie alla notevolissima performance di Mahershala Alì nei panni del protagonista.

Il Trono di Spade

Indubbiamente, però, la febbre da serie TV è cresciuta con l'ottava stagione de «Il trono di spade», conclusione in sei episodi della serie fantasy creata da David Benioff e D.B. Weiss, andata in onda tra aprile e maggio su Sky Atlantic, con diversi alti e bassi dal punto di vista formale e narrativo.

Un'attesa solo lontanamente paragonabile è quella che ha contraddistinto l'avvento delle terze stagioni de «La casa di carta» e di «Strangers Things», entrambe uscite a luglio, anche se si ha ormai la sensazione che il grosso delle idee originali di questi prodotti si siano esaurite con le puntate precedenti.

Strangers Things

Lo stesso commento può valere per «Black Mirror», arrivata alla quinta stagione, ma i capolavori delle prime due annate sembrano ormai irripetibili.

    Serie che invece sono cresciute nella seconda stagione sono la fantascientifica «The OA» di Brit Marling (ideatrice e attrice principale) e Zal Batmanglij e «Fleabag», irresistibile tragicommedia al femminile creata da Phoebe Waller-Bridge.

    Conferme importanti sono arrivate anche da «Big Little Lies», tratta dal romanzo omonimo di Liane Moriarty, che nella seconda, intensa stagione ha visto l'aggiunta nel cast di una certa Meryl Streep, che ha arricchito un parterre di attrici impressionante: Reese Witherspoon, Laura Dern, Shailene Woodley e Nicole Kidman.

    Per quanto riguarda l'Italia, invece, tra i “sequel” si sono confermate «Gomorra» con la quarta stagione e «Suburra» con la seconda.

    Tra le novità a stelle e strisce si può segnalare come una vera e propria sorpresa «Russian Doll», otto episodi (ideati da Natasha Lyonne, Amy Poehler e Leslye Headland) incentrati su una donna che finisce in un misterioso loop temporale.

    Grande attesa e discreta resa per «Good Omens», miniserie ispirata al romanzo di Terry Pratchett e Neil Gaiman, con protagonisti David Tennant, Michael Sheen e Frances McDormand.

    Too old to die young

    Indubbiamente curiosa e affascinante è anche «Too Old To Die Young», la serie firmata da Nicolas Winding Refn per Amazon. Il regista danese (autore di film cult come «Drive», «Solo Dio perdona» e «The Neon Demon») non è sceso a compromessi e ha diretto dieci episodi con il suo stile astratto, respingente e magnetico allo stesso tempo.

    When they see us

    Una menzione speciale conclusiva la meritano poi due prodotti ispirati a storie vere: il primo è «When They See Us» di Ava DuVernay, sull'aggressione e lo stupro di una donna a Central Park nel 1989; il secondo è «Chernobyl», miniserie incentrata sul disastro avvenuto nel 1986, che è diventata uno dei casi televisivi più significativi degli ultimi anni. Due serie, queste ultime, che mostrano tutte le potenzialità del mezzo televisivo e confermano quanto ancora si possa creare di importante in questo campo.

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