ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’accordo va trovato entro il 24 maggio

Ddl concorrenza in bilico: senza intesa si va alla fiducia sul testo base

Se alla fine il Governo decidesse di porre la fiducia, lo farebbe sul testo base, quindi salterebbero le riformulazioni concordate da governo e maggioranza su una decina di altri articoli su servizi locali, l’idroelettrico, concessioni portuali, distribuzione del gas, farmaci e poteri dell’Antitrust

Ddl Concorrenza, Berlusconi: "Volevo più tempo ma si troverà accordo"

4' di lettura

È una riforma strategica in chiave Pnrr, bloccata in commissione Industria al Senato per il nodo delle concessioni balneari e che, a causa delle dinamiche governo-maggioranza, tiene in stand-by anche la delega fiscale. Ma quel braccio di ferro sul disegno di legge sulla Concorrenza che vede schierati da una parte il Governo, dall’altra Lega e Forza Italia (forze politiche che fanno parte della larga coalizione che sostiene l’esecutivo), dovrà a stretto, strettissimo giro partorire un’intesa.

Tempi strettissimi per trovare un’intesa

Il conto alla rovescia per trovare un accordo è iniziato: dovrà essere formalizzato entro martedì 24 maggio, quando l’esecutivo chiederà alla capigruppo del Senato la calendarizzazione in Aula in modo da votare il provvedimento entro il 31 maggio. Al momento, spiegano fonti di Governo, non risultano e non sono in programma a Palazzo Chigi riunioni in agenda per oggi, lunedì 23 maggio, sul tema balneari. Il 24 maggio, alle 15,30, si riunirà la Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama.

Loading...

Nella tabella di marcia originaria si puntava ad approvare il testo in commissione Industria già entro Pasqua, primo passo per arrivare al via libera definitivo del provvedimento entro la prima settimana di luglio.

Incombe il ricorso alla fiducia

Se in questo breve arco di tempo l’intesa non dovesse essere raggiunta, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha chiarito in occasione di una riunione del Consiglio dei ministri convocata d’urgenza giovedì scorso, che l’esecutivo non esiterà a porre la questione di fiducia sul provvedimento. Un messaggio analogo è stato affidato a una lettera inviata alla presidente del Senato, Elisabetta Casellati: il testo, ha messo in evidenza Draghi, è stato presentato a Palazzo Madama il 3 dicembre del 2021, ed entro dicembre tutti i decreti attuativi dovranno ottenere il via libera. Insomma, bisogna correre. «La riforma della concorrenza - ha sottolineato il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni a margine delle raccomandazioni del pacchetto di primavera del semestre europeo - è una delle riforme che sono proposte dal governo italiano e presenti nel piano italiano. Quindi la Commissione, come per tutti gli altri Paesi, lavora affinché gli impegni vengano rispettati».

A rischio le soluzioni concordate fino a oggi

Il dettaglio, politicamente tutt’altro che insignificante, è che se alla fine il Governo decidesse di porre la fiducia, lo farebbe sul testo base, quindi salterebbero le riformulazioni concordate fino a oggi da governo e maggioranza su una decina di altri articoli su servizi locali, l’idroelettrico, concessioni portuali, distribuzione del gas, farmaci e poteri dell’Antitrust. Lo scoglio dell’articolo 2, ovvero quello sulle concessioni balneari, potrebbe far saltare il banco su tutti gli altri temi al centro del ddl.

Dighe, servizi locali e rifiuti

Sulle concessioni idroelettriche l’intesa raggiunta prevede che si vada avanti con le gare regionali e che salti la priorità che le Regioni avrebbero dovuto concedere al sistema del project financing. Con contestuale compromesso tra governo e maggioranza su una norma interpretativa per il «golden power» su tutte le concessioni. Dal confronto tra esecutivo e maggioranza esce ridimensionata la delega per la riforma dei servizi pubblici locali, che perde uno dei suoi punti qualificanti cioè l’obbligo per gli enti locali che rinunciano al mercato e scelgono l’affidamento in-house di darne motivazione, non solo ex post, ma anche in anticipo con trasmissione all’Antitrust. Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, l’indicazione finale sarebbe quella di bocciare l’emendamento, fortemente criticato dall’Anci e dai sindacati, che punta a eliminare la privativa degli enti locali dal ciclo integrato dei rifiuti con spacchettamento del servizio di raccolta da quelli di smaltimento e recupero.

Gas e porti

In questo caso l’accordo prevede che per la predisposizione delle gare per la distribuzione del gas, i gestori uscenti abbiano più tempo (60 giorni e non più 30) per fornire all’ente locale le informazioni necessarie a redigere il bando. Inoltre si prevede che entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge un decreto dei ministri della Transizione ecologica e degli Affari regionali, sentita l’Authority per l’energia e le reti, aggiorni i criteri di gara previsti dal decreto 226 del 2011, in particolare sulla valutazione degli interventi di innovazione tecnologica. Per i porti riconquista competenze il ministero delle Infrastrutture (Mims). Dovrebbe spettare alle Autorità portuali il compito di affidare le concessioni in seguito a pubblicazione, anche su istanza di parte, di un avviso pubblico ma il Mims emanerà un decreto con criteri di assegnazione, durata, modalità di rinnovo, limiti dei canoni. Ma non solo: c’è un’alternativa all’affidamento pubblico ed è il ricorso da parte dell'Autorità portuale agli accordi privati previsti dalla legge 241 del ’90. La stessa Autorità è chiamata poi a valutare il rilascio di nuove concessioni, in relazione a possibile abuso di posizione dominante, nel caso di richieste di cumulo presentate dallo stesso operatore nei grandi porti.

Sanità e farmaci

L’accordo sull’articolo 13 riguarda l’accreditamento e il convenzionamento delle cliniche private, con l’integrazione tra i criteri di valutazione anche dei dati che saranno forniti per alimentare il fascicolo sanitario elettronico.

Ispezioni dell’Antitrust

Per quanto riguarda infine l’articolo 31 sui poteri istruttori dell’Antitrust, l’Authority potrà richiedere documenti anche in fase pre-istruttoria ma le imprese avranno un tempo di 60 giorni per fornirli. Si specifica poi che queste richieste non obbligano automaticamente gli imprenditori ad “autoincriminarsi” ammettendo la violazione delle regole Ue sulla concorrenza.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti