Via libera del Cdm

Ok al decreto fiscale ma è scontro sulle coperture del Reddito di cittadinanza

Arrivano 65 milioni tra elettrico e ibrido plug-in. Lunedì 18 ottobre è invece atteso sul tavolo del Governo il Documento programmatico di bilancio, che costituisce l’ossatura della manovra

Via alla riforma fiscale: le novità su catasto, Iva e taglio dell'Irpef

6' di lettura

Via libera del governo al decreto fisco - lavoro, con uno scontro in Cdm tra Pd e M5s che avrebbero chiesto il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, e la Lega a contestare le coperture. Alla fine, la decisione di rifinanziare la misura di sostegno. «A fronte dell’andamento delle richieste - ha reso noto il Governo nel comunicato diffuso al termine del Consiglio dei ministri -, sono stanziati, per il 2021, 200 milioni di euro per il Reddito di Cittadinanza».

La riunione del Consiglio dei ministri a Palazzo Chigi è iniziata dopo quasi due ore e un quarto di ritardo. Uno slittamento dovuto, stando a quanto hanno spiegato fonti di governo, a un confronto con le Regioni sulle misure relative alla sicurezza sul lavoro, ovvero le norme per arginare infortuni e morti bianche. In particolare, si sarebbe discusso del ruolo dell’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) rispetto alle Asl.

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La bozza del decreto fiscale

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Un provvedimento (“Misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”) quello approdato sul tavolo del Consiglio dei ministri che ha in pancia le nuove norme sulla sicurezza del lavoro e sul fisco. Una soluzione che consente di agevolare i lavori parlamentari di esame e conversione del provvedimento, considerato anche l’imbuto che rischia di delinearsi alla Camera e al Senato con la sessione di bilancio e le riforme in ambito Piano nazionale di ripresa e resilienza. Lunedì 18 ottobre è invece atteso sul tavolo del Governo il Documento programmatico di bilancio, che costituisce l’ossatura della manovra. È possibile che il braccio di ferro nella maggioranza che si è sviluppato sul reddito di cittadinanza possa avere delle ripercussioni anche in quella sede (lunedì sarà anche il giorno dei ballottaggi delle elezioni amministrative).

Ecobonus automotive: rifinanziato il fondo con 100 milioni

Nell’ambito del provvedimento è stato rifinanziato per il 2021 con 100 milioni di euro (una cifra inferiore rispetto a quella indicata nelle bozze precedenti del decreto, con stime che in quel caso variavano da 200 a 300 milioni) il fondo ecobonus per l'acquisto di veicoli a basse emissioni. In particolare, le nuove risorse vengono ripartite destinando 65 milioni di euro per incentivare l'acquisto di veicoli M1 compresi nella fascia di emissione 0-60 g/km CO2, 20 milioni per l'acquisto di veicoli commerciali di categoria N1 o M1 speciali, di cui euro 15 milioni riservati ai veicoli esclusivamente elettrici. Per i veicoli M1 compresi nella fascia 61-135 g/km CO2 sono invece stanziati 10 milioni di euro. Infine 5 milioni di euro sono destinati all'acquisto di veicoli di categoria M1 usati con emissioni comprese tra 0-160 g/km CO2.

Provvedimento omnibus

Il risultato è che il decreto che ha registrato il semaforo verde dell’esecutivo ha dunque la sostanza di un “omnibus” (si veda anche Il Sole 24 Ore del 15 ottobre). Il provvedimento ha infatti in pancia le nuove misure sulla sicurezza del lavoro, a cominciare da un potenziamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro e da un rafforzamento delle sanzioni, per passare alla proroga di altre 13 settimane della Cig Covid (fino al 31 dicembre), alla quarantena equiparata a malattia ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento per tutto il 2021. Nella bozza del provvedimento approdato sul tavolo del Cdm c’è anche il rifinanziamento del fondo per coprire la Cig Alitalia e quello del Reddito di cittadinanza.

Rdc: braccio ferro in Cdm, richiesta modifica ma muro M5S-Pd con sostegno Draghi

Ed è proprio su quest’ultimo punto che si è acceso il dibattito in Cdm. I ministri Giancarlo Giorgetti (Lega), Renato Brunetta (Fi) e Elena Bonetti (Iv), avrebbero chiesto di modificare profondamente il testo, cavallo di battaglia del M5S. Il ministro grillino Stefano Patuanelli avrebbe difeso a spada tratta la misura, trovando l’appoggio del ministro dem Andrea Orlando ma anche del premier Mario Draghi. Alla fine, hanno riferito fonti presenti al Cdm, l’impianto del reddito di cittadinanza non è stato modificato.

Giorgetti: su Rdc coperture inaccettabili

«Sì al finanziamento ma quello che alla Lega è sembrato inaccettabile è che la copertura finanziaria della norma sul finanziamento degli ultimi tre mesi del reddito di cittadinanza era sbagliata. Auspico che la versione finale del decreto legge non contenga questa norma con 40 milioni di euro inutilizzati per i pensionamenti dei lavoratori precoci e cioè le persone che hanno iniziato a lavorare a 15 anni. Con 40 milioni dei lavori usuranti». Così il ministro per lo Sviluppo, Giancarlo Giorgetti a Varese. «Ho fatto notare che utilizzare queste risorse per il Rdc era provocatorio. Le prendano da qualche altra parte, non da lì».

Fonti Lega, Reddito finanziato con fondi lavoratori

Al termine del Cdm fonti di governo della Lega hanno spiegato che nel decreto fiscale «hanno rifinanziato il Reddito di cittadinanza levando risorse al reddito di emergenza (90 milioni), all’accesso anticipato al pensionamento per lavori faticosi e pesanti (30 milioni), accesso al pensionamento dei lavoratori precoci (40 milioni) e ai congedi parentali (30 milioni)».

Saldo e stralcio, versamenti entro il 30 novembre

Quanto alle soluzioni fiscali contenute nel decreto, secondo quanto chiarisce la nota di Palazzo Chigi sono adottate alcune norme volte a tutelare i contribuenti maggiormente in difficoltà. In particolare è previsto il differimento del versamento delle rate delle definizioni agevolate dei carichi affidati alla riscossione (cosiddetti “rottamazione-ter” e “saldo e stralcio”) originariamente in scadenza a decorrere dal 2020. In particolare, potranno essere versate entro il 30 novembre 2021 le rate in scadenza nel 2020 e in scadenza dal 28 febbraio al 31 luglio 2021. Viene poi prolungato a 150 giorni dalla notifica, in luogo di 60, il termine per l'adempimento spontaneo delle cartelle di pagamento notificate dal primo settembre al 31 dicembre 2021. Fino allo scadere del termine dei 150 giorni non saranno dovuti interessi di mora e l'agente della riscossione non potrà agire per il recupero del debito. Quanto ai piani di rateizzazione già in essere prima dell'inizio del periodo di sospensione della riscossione, viene esteso da 10 a 18 il numero delle rate che, se non pagate, determinano la decadenza dalla rateizzazione concessa. Sono previsti infine alcuni correttivi alla disciplina al credito di imposta in Ricerca e Sviluppo al fine di superare alcune incertezze interpretative connesse all'originaria formulazione della misura. Inoltre sono previste semplificazioni della disciplina della patent box.

Lavoro nero, più bassa la soglia per la sospensione dell'attività imprenditoriale

Per quanto riguarda le nuove misure sulla sicurezza del lavoro, secondo le indicazioni fornite da Palazzo Chigi nel comunicato pubblicato al termine del Cdm cambiano le condizioni necessarie per l'adozione del provvedimento cautelare della sospensione dell'attività imprenditoriale interessata dalle violazioni: 10% e non più 20% del personale “in nero” presente sul luogo di lavoro. Non è più richiesta alcuna “recidiva” ai fini della adozione del provvedimento che scatterà subito a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche. La nuova disciplina del provvedimento cautelare prevede altresì l'impossibilità, per l'impresa destinataria del provvedimento, di contrattare con la pubblica amministrazione per tutto il periodo di sospensione.

Violazione norme sicurezza, al via l'inasprimento delle sanzioni

Non solo. Nel caso in cui vengano accertate gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, è prevista la sospensione dell'attività, anche senza la necessità di una reiterazione degli illeciti. Per poter riprendere l'attività produttiva è necessario non soltanto il ripristino delle regolari condizioni di lavoro, ma anche il pagamento di una somma aggiuntiva di importo variabile a seconda delle fattispecie di violazione. L'importo è raddoppiato se, nei cinque anni precedenti, la stessa impresa ha già avuto un provvedimento di sospensione.

A disposizione di Rfi 1,3 miliardi i più nel 2021 per accelerare interventi Pnrr

Nel provvedimento approvato dal Governo vengono messi a disposizione 1,3 miliardi in più per il 2021 a Rete Ferroviaria Italiana per accelerare la realizzazione delle opere infrastrutturali. Le risorse, che dovranno essere utilizzate entro l’anno, serviranno - spiega il Mims - per erogare alle imprese appaltatrici anticipazioni fino al 30% del valore delle opere, per velocizzare gli interventi sulla rete ferroviaria. I progetti che saranno interessati dall’aumento della spesa per anticipazioni nel 2021 rientrano nel Pnrr. Figurano, tra gli altri, gli appalti ferroviari per la realizzazione delle tratte ad alta velocità Napoli-Bari e Palermo-Catania, dell’elettrificazione delle linee nel Sud, del Nodo di Genova e Terzo Valico dei Giovi, dell’alta velocità/alta capacità sulla linea Brescia-Verona-Padova, delle tratte di accesso al tunnel del Brennero e degli interventi tecnologici per l’implementazione del sistema europeo ferroviario ERTMS destinato ad aumentare la sicurezza, la velocità e la capacità delle infrastrutture. Ad esclusione di quest’ultimo, gli altri interventi sono anche commissariati. Con lo stesso decreto legge viene incrementata di 20 milioni di euro per il 2021 l’autorizzazione di spesa per il potenziamento della componente aeronavale del Corpo delle capitanerie di porto, consentendo così di anticipare gli interventi previsti. Le risorse in più erogate per l’anno in corso verranno recuperate nel biennio successivo.

Giustizia: ok Cdm a organizzazione Uffici Avvocatura Stato

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Mario Draghi e del Ministro per la pubblica amministrazione Renato Brunetta, ha approvato, in esame definitivo, un regolamento, da adottarsi con decreto del Presidente della Repubblica, che introduce norme per l’organizzazione e il funzionamento degli Uffici dell’Avvocatura dello Stato. Lo rende noto il comunicato del Cdm. Il nuovo regolamento delinea poteri e funzioni di tale nuova figura, prevedendo sei uffici dirigenziali non generali. Tra le altre novità, si prevede che la dotazione organica del personale amministrativo dell’Avvocatura dello Stato venga definita tenendo conto anche del numero di affari contenziosi e consultivi aperti nell’ultimo triennio e di ulteriori parametri quali gli effettivi carichi di lavoro; per consentire all’Avvocatura dello Stato di dotarsi di una struttura che monitori l’evoluzione normativa e giurisprudenziale e fornisca agli avvocati e procuratori dello Stato gli strumenti necessari a svolgere l’attività professionale, si istituisce il “Servizio studi e formazione professionale”. Infine, viene disciplinata la figura del responsabile per la transizione digitale e si introducono la figura del responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza e quella del responsabile della protezione dei dati personali. Il testo tiene conto del parere espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato.

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