Giovani di Confindustria

Di Stefano: «La priorità è avviare una Fase giovani»

Il nuovo presidente dei Giovani di Confindustria: «Bisogna dare attenzione alle giovani generazioni, che hanno la responsabilità del rilancio del Paese»

di Nicoletta Picchio

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Il nuovo presidente dei Giovani di Confindustria: «Bisogna dare attenzione alle giovani generazioni, che hanno la responsabilità del rilancio del Paese»


3' di lettura

Taglio al cuneo fiscale, più produttività, lotta alla burocrazia. E poi grande attenzione alla scuola, alla formazione, alle politiche attive del lavoro.

Saranno questi i cardini dell’azione di Riccardo Di Stefano, l’imprenditore siciliano eletto nuovo presidente dei Giovani di Confindustria, per il mandato 2020-2023, 34 anni compiuti pochi giorni fa (è nato nel 1986). Con 143 preferenze, su 209 votanti, ha avuto il via libera dal Consiglio nazionale, superando Eugenio Calearo Ciman, e prendendo il testimone di Alessio Rossi. Di conseguenza entra di diritto nella squadra di Carlo Bonomi, come vice presidente di Confindustria. L’Italia deve essere ricostruita, dopo il crollo causato dal virus.

La «Fase giovani»

E Di Stefano lancia l’idea di una «fase giovani» dopo la fase uno, due e tre che hanno caratterizzato la reazione alla pandemia: «bisogna dare attenzione alle giovani generazioni, che hanno la responsabilità del rilancio del Paese. Ora come non mai noi imprenditori dobbiamo essere collettori delle migliori energie del paese, interpreti del cambiamento per rendere l’Italia moderna, innovativa, sostenibile e inclusiva», ha detto Di Stefano subito dopo il voto, aggiungendo che «il Movimento dei Giovani imprenditori di Confindustria si fonda sull’idea di promuovere un’Italia visionaria e internazionale, come le sue imprese».

Un ruolo sottolineato anche dal numero uno della Confederazione, che ieri ha telefonato per un saluto al termine del Consiglio nazionale: «i Giovani imprenditori rappresentano da sempre un laboratorio di innovazione, di proposta e di impegno», è il messaggio di Bonomi, che al neo presidente Di Stefano e alla sua squadra ha augurato di «essere sempre coraggiosi nelle proposte e nelle azioni, per garantire e rafforzare quell’importante contributo di visione e di concretezza che serve alle nostre imprese. Un grande paese ha bisogno di grande coraggio».

Di Stefano è laureato in Giurisprudenza e ha un dottorato di ricerca in Economia civile, conseguito presso l’università Lumsa. Ha iniziato il suo percorso in Confindustria nel Gruppo giovani della territoriale di Palermo. Nel 2017 è entrato nella squadra Rossi come vice presidente nazionale, con delega all’education, capitale umano e formazione interna, sviluppando progetti di formazione come GI Academy una vera e propria scuola di managerialità, e AltaScuola per Giovani imprenditori, dedicata alla valorizzazione di giovani talenti imprenditoriali.

Otto vicepresidenti

Nella sua presidenza sarà affiancato da otto vice: Licia Angeli(Confindustria Romagna), Maria Anghileri (Confindustria Lecco Sondrio), Eleonora Anselmi (Confindustria Toscana Sud Arezzo), Mario Aprile (Confindustria Bari BAT), Francesco Fumagalli (Confindustria Toscana Sud Arezzo), Andrea Marangione (Unione Industriale Torino), Pasquale Sessa (Confindustria Salerno), Alessandro Somaschini (Confindustria Bergamo). Di Stefano è imprenditore nel settore dell’impiantistica civile e industriale, con la Lodato, azienda di famiglia nata nel 1957. Ha creato anche una sua attività, Meditermica srl, impresa che opera nelle fornitore all’ingrosso di materiale termoidraulico per aziende e operatori del settore. «Giovani imprenditori si resta tutta la vita, come il nostro presidente Bonomi», ha detto l’ex numero uno Alessio Rossi, nell’intervento in cui ha riassunto la sua attività di presidente. «Siamo la crescita – ha aggiunto - siamo la ricerca e lo sviluppo, siamo la coesione sociale, ma siamo soprattutto persone che credono in chi ci circonda e per questo crediamo nel Movimento».

Giovani al centro dell’agenda

Bisogna rimettere i giovani al centro dell’agenda politica: «la nostra generazione in questa fase è stata dimenticata, bisogna riportare al centro il tema non solo di creare lavoro, ma di stimolare le start up e la nascita di nuove imprese», sostiene Di Stefano. Che avvierà immediatamente le sue battaglie: pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese, lotta alla burocrazia, infrastrutture.

Con un occhio particolarmente attento al Mezzogiorno: «occorre utilizzare i fondi del Recovery Plan, non si può sviluppare questa area del Paese senza risolvere il problema della mobilità e delle infrastrutture». E se non riparte il Mezzogiorno non ci potrà essere, per Di Stefano, un vero sviluppo di tutto il paese.

«Bisogna puntare sull’alta velocità, stimolare l’economia del mare, e poi spingere su ricerca e innovazione», continua il neo presidente dei Giovani imprenditori. Che sottolinea anche il momento particolarmente difficile che l’Italia sta vivendo: «dobbiamo ricostruire l’economia del paese, essere più competitivi, creare le condizioni per una crescita futura».

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