il graffio del lunedì

Diavolo Milan allegro e disinvolto, il Napoli passeggia sul Crotone

Battendo la Samp, il Milan di Pioli prosegue la sua marcia anche senza Ibra e raggiunge quota 26 punti a più 5 dall’Inter. Il Napoli passeggia sul Crotone. Il ritorno di Balotelli

di Dario Ceccarelli

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(AFP)

3' di lettura

Buona anche la decima. Più forte dei gufi e degli scettici, e di una certa aria di restaurazione per il risveglio dell'Inter e delle altre grandi, il Milan di Pioli prosegue la sua marcia anche senza Ibra raggiungendo quota 26 punti. La Sampdoria, battuta per due a uno (Kessiè e Castillejo), è tenera come un grissino ma colpisce la facilità con cui i rossoneri si sbarazzano di un ostacolo che, in altri frangenti, sarebbe potuto diventare l'ennesimo esame di maturità. Ma il Milan di Pioli, nonostante l'assenza di 4 titolari, non ha problemi di pressione. E' un Diavolo allegro e disinvolto cui non serve lo psicologo.

Senza brillare, passa con facilità riportandosi a + 5 dall'Inter, seconda in classifica dopo il convincente successo sul Bologna nell'anticipo. Un punto sotto, a quota 20, spuntano Napoli e Juventus.

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Con il Milan che accumula record, e con Pioli leader sempre più amato dalla squadra (ogni occasione è buona per abbracciarsi), l'unica vera novità di questo week end calcistico è la spavalderia con cui il Napoli passeggia (4-0) sul povero Crotone. Un bel poker come quello inflitto alla Roma la settimana scorsa. Ancora una volta con Insigne nel ruolo di mattatore. La maglia a strisce in memoria di Maradona gli fa bene. Sembra cresciuto, il capitano: finalmente leader di una squadra - il Napoli - che sembra aver ritrovato la rotta giusta.

Ma in una domenica con poche novità, è il ritorno di Balotelli la notizia che attizza di più. “Balo is back”. Questa volta, dopo il traumatico divorzio col Brescia, il nuovo tentativo di ripescaggio di SuperMario, 124 gol da professionista, arriva dal Monza di Berlusconi e Galliani, cioè dal Gatto e la Volpe del mondo del calcio e di tutto quanto sappiamo.

Per Balo, 30 anni, ormai costretto ad allenarsi con i dilettanti del Francia corta, è quasi un affare: per mezzo milione e vari bonus (il primo se giocherà metà delle gare ancora in programma) avrà modo di tornare in una squadra che aspira alla serie A. Chiaramente, dopo tutto quello che gli capitato, nessuno si fida più di lui. È un talento, pochi lo discutono. Ma quando ti bruci, il mondo calcio non ti perdona. Soprattuto se lo sfidi con quelle che sappiamo sono state le “ballottate”, un vero format che ormai suona così: “la sai l'ultima di Balo?

Difficile capire dove stiano i torti suoi e quelli di chi lo allenato o lungamente aspettato come Mancini, però è andata così. Un peccato, certo. Perchè con quel fisicaccio e quei colpi avrebbe potuto arrivare dovunque. Avrebbe, appunto.

Queste cose Berlusconi e Galliani, navigati bucanieri di un calcio che ha conosciuto tempi migliori, le sanno meglio di tutti. Ed è per questo che scommettono su Balotelli. Come due allegri pensionati che svernano a Miami, adesso col Monza vogliono divertirsi. Inventarsi qualcosa, richiamare i vecchi ragazzi irresistibili come Boateng e SuperMario. Non torna sul ring Mike Tyson a 55 anni? E allora perchè non ridare una chance a due talentoni spericolati come Balo e Boateng, che quando vogliono sono ancora capaci di lasciarti a bocca aperta?

Quando erano assieme al Milan, nel 2103, l'anno in cui Balotelli fece 18 gol, un giorno si presentarono a Milanello tutti e due ossigenati, uno con la cresta l'altro col pizzo nero. Eccoci qua, facciamoci due risate, dissero ai fotografi ben contenti di immortalarli nel nuovo look, che poi era ben poca cosa rispetto a quello che si è visto dopo.

Ecco perché il Berlusca e il vecchio zio Fester hanno richiamato il Balo. Perchè in questo nuovo cinepanettone qualcosa s'inventerà. Farà qualche numero e qualche ballottata in macchina o in tv. Potrebbe anche realizzare una decina di gol, perchè con SuperMario tutto è possibile al gran supermarket del calcio. Venghino, signori, venghino. C'è anche la donna barbuta e il giaguaro con due teste

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