Il decreto

Al lavoro con il green pass o addio stipendio. Tamponi calmierati

Il costo dei tamponi sarà di 8 euro per i minorenni, 15 euro per i maggiorenni. Test gratis solo per chi è esentato dal vaccino. Senza green pass stop allo stipendio per tutti subito.

di Andrea Carli e Andrea Gagliardi

Aggiornato il 21 settembre 2021, ore 23:21

Green pass esteso al mondo del lavoro pubblico e privato: ecco le nuove regole

6' di lettura

Via libera del Consiglio dei ministri all’unanimità al decreto legge green pass per tutti i lavoratori. Dal 15 ottobre scatterà l’obbligo del certificato verde per accedere a tutti i luoghi di lavoro,pubblici (interessato anche il personale di Autorità indipendenti, Consob, Covip, Banca d'Italia, enti pubblici economici e organi di rilevanza costituzionale) e privati (dagli uffici alle fabbriche, agli studi professionali). È quanto prevede il decreto legge (“Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l'estensione dell'ambito applicativo della certificazione verde Covid-19 e il rafforzamento del sistema di screening”), varato dal Consiglio dei ministri il 17 settembre e firmato il 21 settembre dal capo dello Stato. Quello per l’estensione dell’obbligo di Green pass in tutti i luoghi di lavoro è «un decreto per continuare ad aprire il Paese», ha sottolineato il presidente del Consiglio Mario Draghi, a quanto si apprende da fonti governative.

Tutti i lavoratori coinvolti

L’obbligo di Green pass per l’ingresso nei luoghi di lavoro vale per tutti i lavoratori privati, dunque sono inclusi gli autonomi e i collaboratori familiari (badanti, colf e baby sitter). E per tutte le amministrazioni pubbliche e delle Autorità amministrative indipendenti, «ivi comprese la Commissione nazionale per la società e la borsa e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, della Banca d'Italia, nonché degli enti pubblici economici e degli organi di rilievo costituzionale». Inoltre l'obbligo è esteso ai soggetti, anche esterni, che svolgono a qualsiasi titolo, la propria attività lavorativa (o formativa, come per esempio gli stagisti) presso le pubbliche amministrazioni. Sono esclusi solo «i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri definiti con circolare del Ministero della salute».

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Chi controlla

Sono i datori di lavoro ad essere tenuti a verificare il rispetto delle prescrizioni. Entro il 15 ottobre devono definire le modalità per l'organizzazione delle verifiche. I controlli saranno effettuati preferibilmente all'accesso ai luoghi di lavoro e, nel caso, anche a campione. I datori di lavoro inoltre individuano con atto formale i soggetti incaricati dell'accertamento e della contestazione delle eventuali violazioni. Le modalità di verifica vanno definite entro metà ottobre. Nel privato si potrebbe utilizzare la app «VerifiCa19» già impiegata per treni e ristoranti mentre nel pubblico si potrebbe impiegare la app già sviluppata per le verifiche nelle scuole.

Senza green pass subito stop stipendio

Il dipendente, sia pubblico che privato, che risulta privo di Green pass è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della certificazione e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2021. Non ci sono conseguenze disciplinari e si mantiene il diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata scatta lo stop allo stipendio. Nella versione finale del testo è stata eliminata la sospensione del rapporto di lavoro (a decorrere dal quinto giorno di assenza nel pubblico e subito nel privato).

In piccole imprese possibile sostituire il dipendente sospeso

Nelle imprese fino a 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di mancata presentazione della certificazione, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di sostituzione, comunque per un periodo non superiore a 10 giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il 31 dicembre 2021

Multe per lavoratori e datori di lavoro

Sul fronte multe, è prevista la sanzione pecuniaria da 600 a 1500 euro per i lavoratori che accedono al luogo di lavoro senza Green Pass. Per i datori di lavoro che non abbiano verificato il rispetto delle regole e che non abbiano predisposto le modalità di verifica è invece prevista una sanzione da 400 a 1.000 euro.

Tamponi a prezzo calmierato

Quanto ai tamponi per ottenere la certificazione verde saranno a carico dei lavoratori ma si va verso un obbligo generalizzato per le farmacie di praticare prezzi calmierati per i tamponi. Il costo fino al 31 dicembre sarà di 8 euro per i minorenni, 15 euro per i maggiorenni. L’obbligo, viene spiegato, porterà a un incremento del numero delle farmacie che praticano i prezzi calmierati. Ma non è stata accolta la richiesta dei sindacati di tamponi gratis per tutti. Azzerare il costo secondo il governo potrebbe annullare l’incentivo alla vaccinazione costituito dal green pass. Tamponi gratis solo per chi è esentato dalla vaccinazione con apposita certificazione medica. Alle farmacie che non praticano prezzi calmierati si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1000 a euro 10.000 e il Prefetto territorialmente competente, tenendo conto delle esigenze della continuità del servizio di assistenza farmaceutica, può disporre la chiusura dell'attività per una durata non superiore a cinque giorni.

Green pass subito a guariti dopo la dose di vaccino

Inoltre i guariti dal Covid non dovranno più attendere 15 giorni dalla dose di vaccino anti Covid per avere il green pass ma lo otterranno subito dopo la somministrazione. Inoltre, per chiunque si contagi 14 giorni dopo la somministrazione della prima dose o dopo la doppia iniezione è rilasciata la certificazione verde che avrà «una validità di dodici mesi a decorrere dall’avvenuta guarigione». Insomma di fatto un green pass nuovo di zecca valido per un ulteriore anno.

Green pass bis: ok a validità 72 ore per tamponi molecolari

Intanto arriva l’estensione della durata del tampone molecolare (anche salivare) ai fini del green pass: sarà infatti portato da 48 ore a 72 ore. La novità a cui il Governo ha dato il suo via libera non è entrata nel decreto ma in un emendamento approvato proprio ieri in commissione Affari costituzionali della Camera al secondo decreto sul green pass. Modifica che prevede appunto che il green pass rilasciato sulla base di un test ha una validità di 48 ore dall'esecuzione del test «antigenico rapido e di 72 ore dall'esecuzione del test molecolare»

Magistrati in tribunale solo con pass, esclusi avvocati

Tornando ai lavoratori interessati dalle misure approvate dal Consiglio dei ministri, l’obbligo di esibire il green pass varrà dal 15 ottobre anche per i magistrati, compresi quelli onorari e i componenti delle commissioni tributarie che devono accedere agli uffici giudiziari. L’accesso senza il pass, dice ancora il decreto rappresenta un “illecito disciplinare” e come tale sarà sanzionato. Le disposizioni non valgono invece per «avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei alle amministrazioni della giustizia, testimoni e parti del processo». Compresi gli avvocati dello Stato che nella versione inziale erano tenuti all’obbligo.

Governo chiede a Camere di adeguarsi a obbligo Green Pass

Non solo. Si va verso l’estensione dell’obbligo del Green Pass anche per gli organi costituzionali, includendo dunque il Quirinale e la Corte Costituzionale. L’obbligo, quindi, riguarderà anche le cariche elettive di Camera e Senato. È quanto sottolineano diverse fonti di governo al termine della cabina di regia a Palazzo Chigi, che si è svolta nella mattinata di giovedì 16 settembre. L’obbligo, per il principio dell’autodichia, non può applicarsi automaticamente agli organi costituzionali che, secondo quanto prevedrebbe il decreto sul “super Green Pass”, saranno chiamati a pronunciarsi entro il 15 ottobre.

Su discoteche e aumento capienza eventi si decide a ottobre

Il Consiglio dei ministri, in seguito dell'estensione dell'obbligo di Green Pass e in base all'andamento della campagna vaccinale, ha deciso inoltre che entro il 30 settembre il Comitato tecnico-scientifico esprimerà un parere in merito alle condizioni di distanziamento, capienza e protezione nei luoghi nei quali si svolgono attività culturali, sportive, sociali e ricreative. Il primo ottobre si valuterà anche l’apertura delle discoteche. Il tema è stato posto dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Attualmente in zona bianca, la capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata all’aperto e al 35 per cento al chiuso. In zona gialla invece la capienza consentita per gli spettacoli dal vivo non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata. Una percentuale che si dimezza al 25% per gli impianti sportivi. Ma in entrambi i casi c'è un (identico) limite fisso. Massimo 2.500 spettatori all’aperto e 1.000 al chiuso.


Green pass: 14 milioni di lavoratori già lo hanno

Sono circa 18 milioni i lavoratori pubblici e privati interessati dalle norme sul green pass: 13,9 milioni già lo hanno, mentre quelli senza sono 4,115 milioni. Sono dati diffusi dal Governo. I lavoratori dipendenti del settore privato con il certificato verde sono 11 milioni (80%), 3,7 milioni quelli senza. Dei dipendenti pubblici che già sarebbero obbligati alla vaccinazione, 2,3 milioni hanno il green pass, 115mila no. Mentre fra i dipendenti pubblici non obbligati, in 600mila hanno il lasciapassare e 300mila no. I dati riguardano anche la popolazione inattiva: 10,8 milioni col green pass e 2,7 milioni senza. I disoccupati: 1,8 milioni con e 500 mila senza. I pensionati: 12 milioni con e un milione senza. I ragazzi e le ragazze fra i 12 e i 19 anni: 3 milioni con e 1,5 milioni senza.

Obbligo esteso in più tappe

Il nuovo decreto fa dunque scattare l’ennesima estensione della certificazione verde. Il 6 agosto è stato previsto l’obbligo di Green pass per entrare in zona bianca e gialla in ristoranti e piscine al chiuso, musei, teatri, cinema palestre, sale giochi, fiere. Nonché per partecipare a spettacoli dal vivo, concorsi, sagre. Dal primo settembre è scattato per il personale scolastico e per viaggiare sui treni a lunga percorrenza, sulle navi e in aereo anche nelle tratte nazionali. Ancora un decreto approvato dal Governo il 9 settembre lo ha previsto per scuole (anche per i genitori che entrano negli istituti), università e Rsa (Residenze Sanitarie Assistenziali), in quest’ultimo caso dal 10 ottobre. Ora l’ennesima estensione dell’obbligo nei luoghi di lavoro pubblici e privati.

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