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Doppio scritto e orale: la maturità torna al pre-Covid

Le principali novità, che interesseranno i circa 480mila maturandi 2022, contenute nell’ordinanza firmata dal ministro Patrizio Bianchi

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

4' di lettura

L’esame di maturità prova ad archiviare lo stato di emergenza legato al Covid e si avvicina a quella che era la sua conformazione pre-pandemia. Archiviando le esperienze “light” delle precedenti due edizioni (solo colloquio nel giugno 2020, tesina più orale nel 2021). Stavolta tornano le due prove scritte: la prima, d’italiano, nazionale; la seconda, sulla materia d’indirizzo, elaborata direttamente dalle commissioni d’esame. Spazio poi al colloquio, che si aprirà con l’analisi di un materiale scelto dagli insegnanti (un testo, un documento, un problema, un progetto). In attesa di capire (lo scopriremo solo a luglio) se questo ennesimo schema d’esame riporterà anche i risultati finali ai livelli pre-Covid - considerato che nelle ultime due edizioni degli esami di Stato gli insegnanti sono stati particolarmente di manica larga con incrementi dei voti medi di 4 e 5 punti rispetto a prima della pandemia - vediamo le principali novità che interesseranno i circa 480mila maturandi 2022, contenute nell’ordinanza firmata da Patrizio Bianchi a metà marzo, rafforzata dall’inedito passaggio supplementare presso le competenti commissioni parlamentari, come previsto dall’ultima legge di bilancio.

I due scritti

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La maturità - in presenza - quest’anno scatterà il 22 giugno con la prova d’italiano (durerà sei ore). L’ammissione sarà decisa dal consiglio di classe (scuola-lavoro e Invalsi, anche quest’anno non costituiranno requisito per accedere all’esame). Il 15 maggio tutti i consigli di classe hanno elaborato il documento con il percorso formativo fatto dagli studenti, gli strumenti di valutazione utilizzati e gli obiettivi raggiunti, che costituirà la “base di lavoro” per le commissioni. Rinviando agli approfondimenti nelle pagine seguenti, in questa sede ci limitiamo a dire che la prova d’italiano consisterà in un elaborato da scegliere tra sette tracce in ambito artistico, letterario, filosofico, scientifico, storico, sociale, economico e tecnologico, sulla base di tre diverse tipologie: analisi e interpretazione del testo letterario, analisi e produzione di un testo argomentativo, riflessio ne critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.

Il tema

Il tema potrà essere strutturato in più parti, anche per consentire la verifica di competenze diverse, in particolare della comprensione degli aspetti linguistici, espressivi e logico-argomentativi, oltre che della riflessione critica da parte del candidato.

La novità

La novità dell’edizione 2022 riguarderà il secondo scritto sulla materia d’indirizzo, che sarà predisposta dalle singole commissioni d’esame. Cioè dagli stessi docenti dei ragazzi, visto che le commissioni, anche quest’anno, saranno composte esclusivamente da membri interni, tranne il presidente esterno, in modo da tenere conto di quanto effettivamente svolto, anche in considerazione dell’emergenza sanitaria. Al classico è stata indicata lingua e cultura latina, matematica allo scientifico, economia aziendale all’istituto tecnico, settore economico, Indirizzo «Amministrazione, finanza e marketing», igiene e cultura medico-sanitaria all’istituto professionale, Settore Servizi, Indirizzo «Servizi socio-sanitari», solo per fare qualche esempio (nell’ordinanza c’è l’elenco per tutti gli indirizzi di studio). Entro il 22 giugno i docenti che insegnano la disciplina oggetto del secondo scritto, e che fanno parte delle commissioni d’esame di ciascuna scuola, dovranno elaborare tre proposte di tracce. Lo faranno sulla base delle informazioni contenute nei documenti predisposti dai consigli di classe. Tra queste proposte sarà sorteggiata, il giorno della prova, la traccia che sarà svolta da tutte le classi coinvolte. Se nella scuola è presente una sola classe di un determinato indirizzo, le tre proposte di tracce saranno elaborate dalla sottocommissione, sulla base delle proposte del docente che insegna la disciplina oggetto della seconda prova.

Il colloquio

Per quanto riguarda il colloquio, si aprirà, come detto, con l’analisi di un materiale scelto dalla commissione da sottoporre al candidato. Nel corso del colloquio si accerteranno le competenze di educazione civica e si analizzerà l’esperienza di scuola-lavoro svolta. Nessuna novità sul voto di diploma che sarà in centesimi, basterà il 60 per essere maturi e per la lode servirà l’unanimità della commissione.

Il credito scolastico

Dopo il confronto con gli studenti è cambiato, rispetto al testo iniziale dell’ordinanza, il peso dell’esame di Stato. Dagli originali 60 punti si è scesi infatti a 50. Per quanto riguarda le prove scritte, a quella di italiano saranno attribuiti fino a 15 punti, alla seconda prova fino a 10, al colloquio fino a 25. I restanti 50 punti, che nella versione iniziale erano 40, saranno assegnati sulla base del percorso scolastico dell’intero triennio.

Le misure di prevenzione

Al momento in cui andiamo in stampa non sono ancora uscite indicazioni precise sulle misure sanitarie per studenti e docenti relative all’esame di Stato. A oggi sono in vigore le norme post emergenziali, che prevedono il mantenimento della mascherina, le mani pulite, il rispetto di un distanziamento tra i commissari e il ragazzo e l’aerazione costante degli ambienti. Una parte della maggioranza sta premendo per un generalizzato superamento di queste norme, a cominciare dalle mascherine così da toglierle definitivamente (esperti e un altro pezzo di governo sono contrari, e insistono per mantenere a scuola le regole di sicurezza vigenti).
Covid o non Covid, l’esame di Stato pensato per il 2022 difficilmente verrà replicato. A lasciarlo intendere è stato lo stesso il ministro Patrizio Bianchi che ha parlato di rivedere la maturità, all’interno della più complessiva riforma dei cicli ordinamentali, alla luce anche delle indicazioni arrivate dagli studenti. Se già dal 2023 o più avanti lo scopriremo nei prossimi mesi.

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