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Draghi: «Acceleriamo sulla transizione verde ma attenti ai costi sociali»

Al summit euromediterraneo di Atene, il premier ribadisce l’obiettivo di riduzione dei gas serra: «Ma il cambiamento non lo possono pagare i più poveri»

di Gerardo Pelosi

Clima, Draghi: "Effetti dei cambiamenti chiari, da Venezia alle Alpi"

3' di lettura

Dagli incendi di questa estate agli aumenti delle bollette. I cambiamenti climatici stanno cambiando la nostra vita. E non c’è più tempo da perdere. Occorre una risposta globale che veda uniti Paesi industrializzati ed economie in transizione. Il presidente americano, Joe Biden, con un vertice in videoconferenza nella giornata di venerdì 17 settembre ha messo il clima tra le priorità della sua amministrazione mentre ad Atene il vertice dei sette capi di Stato e di Governo dei Paesi europei del Mediterraneo (da quest’anno allargato anche a Croazia e Slovenia) riafferma gli obiettivi fissati negli accordi Parigi e sollecita una più stretta integrazione tra le politiche ambientali dei vari Paesi europei e un’ulteriore cooperazione nell’ambito del meccanismo Ue di risposta ai disastri.

Il ruolo dell’Italia nella copresidenza Cop 26

Dossier che l’Italia si trova a dovere gestire nella copresidenza con il Regno Unito della Cop 26 e nella presidenza del G20. Un pre-Cop26 è previsto già a fine mese a Milano con l’incontro ad alto livello delle Nazioni Unite dal 30 settembre al 2 ottobre preceduto dall’evento dedicato ai giovani «Youth4Climate: Driving Ambition». Quanto al G20, il ministro dell’Economia Daniele Franco ha spiegato che «noi, come presidenza italiana, quest’anno abbiamo lavorato molto per introdurre questo tema nei lavori del G20. Per la prima volta nei comunicati del G20 questo tema viene affrontato».

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L’obiettivo sui gas serra

Ma è soprattutto il premier Mario Draghi nel suo intervento ad Atene e nel messaggio al vertice di Biden ad affrontare il nodo della questione. A Biden che propone di lavorare con la Ue per impegnarsi a tagliare di quasi un terzo le emissioni di metano entro il 2030 Draghi offre il sostegno dell’Italia nel «Global Methane Pledge» perché, osserva, «dobbiamo raggiungere un’intesa comune sulla necessità di ridurre in modo significativo tutte le emissioni di gas a effetto sera, compreso il metano, nel prossimo decennio».

Il costo sociale della transizione green

Più in generale, al vertice di Atene Draghi spiega come «occorra considerare che una transizione così grande e rapida comporti costi sociali ed economici immensi; qui abbiamo una scelta, un programma che non è facile da conciliare. Da un lato siamo determinati a percorrere l’obiettivo della transizione ecologica con il massimo impegno, la massima determinazione; dall’altro siamo determinati a proteggere soprattutto i più deboli dai costi sociali che potrebbero essere, come stiamo vedendo ora dalle bollette, davvero significativi». Insomma, «dobbiamo sederci insieme e ragionare molto attentamente a livello europeo. Nessuno di noi è disposto ad aumentare il costo sociale di questa transizione, ma allo stesso tempo nessuno di noi è disposto a ignorare le conseguenze disastrose dei cambiamenti climatici»

La lezione degli incendi in Grecia e Turchia

In apertura del vertice EuroMed, Draghi esprime solidarietà al premier greco Kyriakos Mītsotakīs per i terribili incendi di questa estate. «Le esperienze che abbiamo vissuto, con incendi dalla Turchia al Portogallo – precisa Draghi - sono forse la lezione migliore per procedere con rapidità e determinazione nella lotta ai cambiamenti climatici. L’Italia sta fronteggiando l’innalzamento del livello del mare a Venezia e lo scioglimento dei ghiacciai sulle Alpi. Gravi carenze idriche e siccità sono fenomeni sempre più frequenti e colpiscono in maniera sproporzionata alcuni Paesi tra i più poveri del mondo, per esempio in Africa. Questa esperienza ci dice che non c’è tempo, non c’è possibilità di dilazionare o ritardare, perché i costi che i nostri Paesi e i nostri cittadini sarebbero immensi».

Il nodo della difesa unica europea

Ma, insieme agli altri leader europei alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen Draghi solleva anche la questione della difesa europea. «Gli eventi di questi ultimi mesi – dice - stanno portando a un profondo riesame delle nostre relazioni internazionali, occorre rafforzare la sovranità europea e uno di questi aspetti è la difesa europea, è iniziata una riflessione esplicita su aspetti organizzativi, siamo solo all’inizio ma sono certo che questa riflessione ci terrà occupati per gli anni a venire».

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