1960-2020

Morto Diego Maradona, il «pibe de oro» del calcio mondiale

Il fuoriclasse argentino è morto per un arresto cardio-respiratorio mentre si trovava nella casa di Tigres

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Diego Armando Maradona (Ansa)

Il fuoriclasse argentino è morto per un arresto cardio-respiratorio mentre si trovava nella casa di Tigres


3' di lettura

Diego Armando Maradona è morto per un arresto cardio-respiratorio mentre si trovava nella casa di Tigres, periferia di Buenos Aires, dove stava effettuando la convalescenza dopo un delicato intervento alla testa. Maradona aveva compiuto 60 anni lo scorso 30 ottobre. Sul posto sono sopraggiunte tre ambulanze. “E' successo l'inevitabile”, scrive il giornale argentino El Clarin, primo a dare la notizia.

Anche La Nacion, quotidiano vicino all'entourage di Diego Maradona, riporta la notizia della morte, precisando che sul posto, dopo che l'ex fuoriclasse si è sentito male in casa, sono accorse alla fine ben nove ambulanze ma che ogni tentativo di rianimarlo è stato inutile. Secondo quanto riporta Tyc Sports Maradona è morto alle 13.02 (ora argentina, le 17.02 in Italia).

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Il governo argentino ha decretato 3 giorni di lutto nazionale. Un minuto di silenzio sarà osservato oggi e domani prima degli incontri di Champions League e di Europa League.

Morto lo stesso giorno del suo idolo Fidel Castro

Maradona è morto nello stesso giorno, a quattro anni di distanza, di colui che considerava come un “secondo padre”, Fidel Castro. Con il leader cubano aveva un rapporto stretto, nel quale l'ammirazione era reciproca in uno strano intreccio tra passione politica e amore per lo sport. Era il 1987 quando El Pibe de Oro andò per la prima volta nell'isola, ospite di Fidel. Poi negli anni della dipendenza dalla cocaina fu a Cuba che l'asso argentino soggiornò per disintossicarsi e l'amicizia divenne sempre più stretta. “E' il più grande della storia”, disse Diego di Fidel. “Sei il Che Guevara dello sport”, ribatté il leader per il quale lo sport era un “diritto del popolo”. E Maradona lo prese in parola, facendosi tatuare sulla spalla e sul polpaccio l'immagine dei due eroi della rivoluzione del '59.

Altra coincidenza è quella con George Best: il campione nordirlandese del Manchester United morì infatti il 25 novembre di 15 anni fa a Londra.

Una carriera straordinaria

Diego Armando Maradona è stato uno dei più grandi calciatori della storia. È stato il capitano della nazionale argentina vincitrice del campionato del mondo 1986, soprannominato El Pibe de Oro (”il ragazzo d'oro”). In una carriera da professionista più che ventennale ha militato nell’Argentinos Juniors, nel Boca Juniors, nel Barcellona, nel Siviglia, nel Newell's Old Boys ma, soprattutto, nel Napoli con cui ha vinto due scudetti legando indissolubilmente il suo nome a quello della città e del popolo partenopeo. Con la nazionale argentina ha partecipato a quattro Mondiali (1982, 1986, 1990 e 1994) mentre condivide con Pelé il premio ufficiale FIFA come Miglior giocatore del XX secolo.

Le due sospensioni

Tra le figure più controverse della storia del calcio per la sua personalità eccentrica dentro e fuori il campo, fu sospeso due volte dal calcio giocato per differenti motivi: una volta per uso di cocaina nel 1991 e un'altra volta per positività ai test antidoping, al mondiale degli Stati Uniti 1994 (per uso di efedrina, sostanza non legale spesso usata per perdere peso).

CT dell'Argentina per un breve periodo alla fine degli anni duemila, dopo il suo ritiro ufficiale dal calcio nel 1997, Maradona ha subito un aumento eccessivo di peso e le conseguenze della dipendenza dalla cocaina, dalla quale si era liberato dopo lunghi soggiorni in centri di disintossicazione.

Le reazioni commosse in tutto il mondo

La foto di Diego Maradona che bacia la coppa del Monda e la scritta Eterno. La federcalcio argentina, sul suo profilo Twitter piange la scomparsa della sua “leggenda”. “L'Associazione di football argentino, attraverso il suo presidente, Claudio Tapia, manifesta il suo profondo dolore per la scomparsa della nostra leggenda, Diego Armando Maradona. Sarai sempre nei nostri cuori”, si legge nel post.

Addio a Maradona, genio del calcio mondiale

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Una foto di Maradona che esulta in maglia azzurra e la scritta “Per sempre” con un simbolo del cuore in azzurro. Così il Napoli reagisce su Twitter alla notizia. “Ciao Diego”, conclude il club. “Tutti si aspettano le nostre parole. Ma quali parole possiamo usare per un dolore come quello che stiamo vivendo? Ora è il momento delle lacrime. Poi ci sarà il momento delle parole. Diego nel cuore”.

Molti tifosi a Napoli si stanno raccogliendo davanti al murales di Maradona, nei Quartieri Spagnoli. Tifosi con la maglia azzurra, ma anche tante donne dei vicoli ricordano l'ex asso argentino in una città sconvolta dalla morte del calciatore che è rimasto il suo idolo in tutti questi anni. Il sindaco De Magistris ha proposto di intitolare lo stadio San Paolo al fuoriclasse argentino.

“Un giorno, spero, giocheremo insieme a calcio in cielo”. E' l'omaggio di Pelè. “Oggi una notizia triste - scrive O Rei sul suo profilo Instagram, commentando la morte del 'Pibe de Oro' - Io ho perso un caro amico, e il mondo ha perso una legggenda. C'e' molto di più da dire, ma per adesso possa Dio dare forza alla sua famiglia”.

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