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Enoturismo, Castello Meleto (Schuler) punta sulla ripresa con l’egida bio

Acquisiti venti nuovi ettari - Via alla ristrutturazione dei casali - Progetto per apicoltura ed olio

di Vincenzo Chierchia

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3' di lettura

Il Castello di Meleto (che fa capo come quota di riferimento alla storica famiglia svizzera Schuler insieme ad altri 1.700 soci) rilancia sull’enoturismo sotto l’egida del biologico. Sono stati acquisiti altri 20 ettari a gaiole in Chianti. È partita la ristrutturazione dei casali nelle vigne - oltre 160 ettari accanto ai 700 di boschi - a fini enoturistici con una spesa di 2 milioni. C’è grande attesa perchè nonostante la pandemia le prenotazioni fioccano. E comunque a Meleto c’è un clima di moderata fiducia, l’interesse per l’agriturismo toscano resta molto alto. Michele Contartese, general manager, si mostra assai soddisfatto nache perchè sta per arrivare in porto il progetto bio che farà del Castello di Meleto una delle più grandi aziende vinicole ed enoturistiche in Europa totalmente biologica.La ricettività conta 7 suites in Castello e 11 appartamenti nelle case dei fattori, con oltre 15mila visitatori che ogni anno visitano le sale del castello.

Nei suoi quasi mille anni di storia, la produzione del vino ha sempre accompagnato Castello di Meleto e oggi l'obiettivo è fare esprimere al meglio il “talento” di questo luogo. Ad attraversare le sue terre è il torrente Massellone, un tempo chiamato Clante, dal cui nome pare derivi la parola Chianti. I terreni aziendali raggiungono i 600 m slm, con altimetria media tra i 350 e i 450 metri, caratteristica che determina forti escursioni termiche tra giorno e notte, ideali per lo sviluppo degli aromi ed il mantenimento della freschezza. Mediamente, la composizione generale dei terreni è argilla (25-30%), sabbia (35-40%), limo (35-40%). Lo scheletro rappresenta tra il 5-10% del terreno, ed è principalmente costituito da galestro e alberese, rocce caratteristiche del Chianti Classico.
La Viticola Toscana possiede una delle più grandi superfici di vigneto a Gaiole, una responsabilità che ha portato l'azienda a intraprendere un percorso di grande evoluzione.
La proprietà si estende su 160 ettari di vigneto, di cui 142 in produzione, suddivisi in 5 aree diverse per composizione dei suoli, clima e altimetria. Grazie alla collaborazione con l'agronomo Ruggero Mazzilli, l'azienda ha raggiunto traguardi importanti come la certificazione biologica e introdotto pratiche sempre più in armonia con l'ambiente.

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Viticola Toscana è la realizzazione di un sogno di persone come tante che, mettendo assieme le forze e i propri risparmi, hanno realizzato qualcosa di straordinario. Per questo, più che in qualsiasi altro posto, si dà valore alle persone. «L'età media di chi lavora a Meleto è 45 anni, un'anomalia per un'azienda in un territorio tanto tradizionale» afferma il direttore. Un'anomalia che rappresenta una ricchezza: è anche grazie alla mentalità giovane e dinamica che si attuano tante scelte. A questa si unisce la capacità di dare valore alle persone. Ne è un esempio la presidente Lucia Pasquini, per una vita impiegata della Viticola Toscana e, poco tempo dopo essere andata in pensione, nominata presidente. Una presidenza conquistata per meriti, per passione e per capacità. Al centro dell'attenzione è anche il benessere di chi lavora. Per questo uno dei progetti futuri è la creazione di un agrinido, asilo all'interno del Castello, che sarà aperto non solo ai figli dei dipendenti ma anche a tutte le famiglie di Gaiole.

L’apicoltura ha poi un ruolo importante così come l’olivicoltura. Castello di Meleto ha avviato nel 2020 l'iniziativa Nel Nome dell'ape, che permette a chi condivide la filosofia dell'azienda di “adottare” un'arnia, con l'obiettivo di promuovere la ripopolazione delle api nel territorio. Grazie al successo del progetto l'allevamento, partito con 20 arnie, si è raddoppiato ed è cresciuto di altre 25 famiglie, per un totale di 600mila api all'anno, da cui si produce un ottimo miele biologico. Il progetto è stato ampliato con la realizzazione del Parco delle Api, un ettaro e mezzo di alberi e fiori destinati a diventare un vero e proprio paradiso per questi insetti, ma anche un luogo didattico per grandi e piccini. Nell'economia agricola si inserisce poi la coltivazione dell'olivo, da cui si produce olio extra vergine di oliva biologico.
A un'altitudine compresa tra i 300 e i 350 metri sopra il livello del mare, i circa 1600 olivi che circondano il Castello di Meleto delle tradizionali cultivar Leccino, Frantoio, Pendolino e Moraiolo. A Castello di Meleto si allevano infine allo stato brado maialini di Cinta Senese, la razza locale caratterizzata da ottime carni che diventano salumi preziosi.

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