FINANZIAMENTI EUROPEI

Europa Creativa 2019, dai risultati le indicazioni per superare l'emergenza

Con 1.375 progetti finanziati il programma ha speso il 100% del bilancio a disposizione per un totale di 190 milioni di euro investiti nel settore culturale e creativo

di Roberta Capozucca

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Con 1.375 progetti finanziati il programma ha speso il 100% del bilancio a disposizione per un totale di 190 milioni di euro investiti nel settore culturale e creativo


3' di lettura

Mentre a Bruxelles continuano le discussioni sul bilancio pluriennale 2021-2027 ( Multiannual Financial Framework ), che vede al centro delle negoziazioni anche il nuovo budget di Europa Creativa , la Commissione Europea ha pubblicato il report sull'analisi dei risultati raggiunti nel 2019 proprio da questo programma quadro.

Il report

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Un budget limitato
Europa Creativa è il principale strumento di sostegno al settore culturale e creativo dell'Unione Europea, nato dalla fusione dei tre precedenti (MEDIA, Cultura e MEDIA Mundus) con l'obiettivo di creare un unico programma per affrontare la frammentazione di questo mercato. Con un budget previsto di 1,64 miliardi di euro per il periodo 2021-27, che poco si scosta rispetto a quello del periodo 2014-2020 che era di 1,46 miliardi di euro, il programma continua ad avere una dimensione finanziaria molto limitata se paragonato ad altri programmi quadri europei. Nonostante la sua azione si integri direttamente ad altre finanziamenti nazionali, il report sottolinea innanzitutto come l'inadeguatezza dei fondi messi a disposizione non riesce ad avere un effetto strutturale sul settore. Anche nel 2019, infatti, Europa Creativa ha speso il 100% dei fondi a disposizione, dimostrando di poterne assorbire facilmente altri.

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TASSO DI SUCCESSO

TASSO DI SUCCESSO
BUDGET ANNUALE DI CREATIVE EUROPE
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I risultati
Nel 2019, il programma Europa Creativa ha sostenuto un totale di 1375 progetti (1156 progetti MEDIA e 219 progetti Cultura), per uno stanziamento totale di quasi 190 milioni di euro. Nel dettaglio, il sottoprogramma MEDIA, dedicato all'audiovisivo, ha sostenuto il 25% di tutte le produzioni cinematografiche dell'UE (storia di successo per la società di produzione romana di Flaminio Zadra Moliwood Films , che ha co-prodotto “Story of my Wife”, costo 10 milioni di euro, di cui circa 1,4 milioni finanziati da CDP / Intesa San Paolo), la formazione di oltre 2.200 professionisti, lo sviluppo di oltre 430 sceneggiature, la produzione di 44 serie televisive, la distribuzione di 290 film – per esempio “Il Traditore” è stato sostenuto con 674.275 euro per la sua distribuzione in tutta l'Ue – e la promozione di 75 festival. Nell'ambito del sottoprogramma Cultura , che invece promuove la cooperazione nei diversi settori creativi quali arti, spettacolo, editoria, design, sono stati finanziato 501 progetti, che hanno visto coinvolte oltre 3.100 organizzazioni europee con un importante focus sulla digitalizzazione del settore e sull'inclusione sociale. Un altro pacchetto di dati interessanti presentati dal report sono i risultati del Fondo di Garanzia per i settori culturali e creativi: lo strumento lanciato nel 2016 nell'ambito di Europa Creativa e gestito dal Fondo Europeo per gli Investimenti , che fornisce garanzie e controgaranzie sul finanziamento del debito alle banche al fine di migliorare accesso ai finanziamenti per le imprese del settore. Nel 2019, lo strumento ha permesso un totale di 15 operazioni in 11 paesi europee, che si prevede genereranno 1,3 miliardi di euro di finanziamento del debito. Data la forte domanda, sempre nel 2019, il Fondo Europeo ha mobilitato altri 60 milioni di euro, a cui nel 2020 si aggiungeranno 70 milioni di euro: un'integrazione che porta l'importo totale dei finanziamenti disponibili a 221 milioni di euro, oltre il doppio del budget originale.

LA DISTRIBUZIONE PER I MEDIA
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LA DISTRIBUZIONE PER LA CULTURA
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Quale strategia dopo la crisi?
Oltre ad analizzare i risultati raggiunti nell'anno passato, il report riflette anche sugli scenari futuri, sottolineando la necessità di guardare al settore culturale e creativo come una risorsa essenziale del Piano di ripresa per l'Europa nel post-pandemia. Il nuovo Europa Creativa (2021-2027) potrebbe svolgere infatti un ruolo chiave nell'orientare la ripartenza e lo sviluppo a lungo termine non solo del settore culturale, a patto che la qualità dei temi della programmazione continuino a supportare lo sviluppo di politiche specifiche attraverso la sperimentazione di nuove forme di ibridazione e di sostegno.

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