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Ex Ilva, pronti a smaltire 490mila tonnellate di fanghi

Intesa tra l’azienda, Prefettura, Provincia e le imprese interessate per i residui derivanti dalla lavorazione siderurgica

di Domenico Palmiotti

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Intesa tra l’azienda, Prefettura, Provincia e le imprese interessate per i residui derivanti dalla lavorazione siderurgica


2' di lettura

Il ministero dell’Ambiente proroga sino a fine novembre la messa a punto, con nuove tecnologie, del sistema di trattamento delle acque reflue di cokeria ed acciaieria dello stabilimento ArcelorMittal; un’intesa tra Ilva in amministrazione straordinaria, Prefettura, Provincia e aziende interessate, sblocca lo smaltimento dei fanghi derivanti dalla lavorazione siderurgica; infine, si rafforza il monitoraggio ambientale di Taranto, diviene integrato acqua-suolo e si avvale dell’apporto, oltreché del commissario di Governo alla bonifica, anche dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Ispra e dei nuclei Nas e Noe dei Carabinieri.

Nella giornata di ieri, il polo siderurgico e Taranto portano a compimento tre iniziative. Per il trattamento dei reflui (prescrizione UA11 dell'Autorizzazione integrata ambientale), ArcelorMittal avrebbe dovuto terminare i lavori a fine giugno ma il blocco dei cantieri causa Covid 19 ha reso impossibile rispettare l’impegno. Di qui la richiesta di proroga da parte di Ilva in amministrazione straordinaria, proprietaria degli impianti, che il ministro Sergio Costa ha ora autorizzato.

Previsto che il gestore ArcelorMittal, tramite i commissari Ilva, a luglio, agosto e settembre, relazioni sull'attività di cantiere. Nel provvedimento di Costa non c’è alcuna limitazione della produzione di acciaio autorizzata a Taranto che rimane quindi di 6 milioni di tonnellate all’anno, ma ArcelorMittal, per il combinato crisi e Covid, è ben sotto questa soglia.

Con altro decreto, il ministero ha anche differito a fine settembre una decisione in merito alla copertura dei nastri trasportatori dello stabilimento che doveva terminare a maggio. Qui i commissari Ilva hanno chiesto una proroga sino a fine 2021.

Per lo smaltimento fanghi, invece, attività in capo a Ilva in as, la Provincia di Taranto, per il procedimento IT020531 di Ecologica spa (10.000 tonnellate con destinazione Spagna), ha trasmesso il fascicolo all’Autorità di Destinazione in data 17 giugno, che è chiamata ora a esprimersi per l’autorizzazione. Mentre per il procedimento IT020532 di PH Facility (20.000 tonnellate con destinazione Belgio), il 29 giugno la Provincia ha ricevuto «le integrazioni richieste al fascicolo, che sono attualmente alla verifica per il successivo inoltro alla rispettiva Autorità di Destinazione». Sono in tutto 490mila le tonnellate di fanghi da smaltire. Saranno impiegati nell’attività, che si prevede di concludere a fine 2021, i cassintegrati di Ilva in amministrazione straordinaria.

Infine il monitoraggio integrato suolo-acqua si avvarrà di 592 stazioni di controllo tra area Sin Taranto (Sito di interesse nazionale) e area di crisi ambientale Taranto che comprende più Comuni. “Non dobbiamo capire solo lo stato di compromissione ma anche - spiega il commissario di Governo, Vera Corbelli - l'evoluzione degli scenari di contaminazione e quindi valutare se gli interventi efficienti, efficaci, oppure integrarli con misure struttutali o, ancora, se aiutare il sistema fisico all'autorigenerazione”.

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