Social network

Facebook, in rete i dati rubati di 533 milioni di utenti. L’azienda: «Caso vecchio e risolto»

Secondo Business Insider il furto include informazioni personali su utenti del Social network di ben 106 paesi. Facebook replica: «Caso del 2019 e già risolto»

aggiornato il 4 aprile 2021 alle ore 22,05

(Reuters)

2' di lettura

Ennesimo furto di dati personali degli utenti di Facebook. Stavolta sarebbero state coinvolte mezzo miliardo di persone, secondo quanto riporta Business Insider. Numeri di telefono, indirizzi, date di nascita, biografie e indirizzi e-mail sono apparsi free sulla rete.

Si tratterebbe in realtà dello stesso gruppo di dati “fuggiti” dal social network nella rete nel 2019. Tra gli utenti colpiti, 32 milioni sono negli Usa, 11 in Gran Bretagna e sei milioni in India.

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Già in quell’occasione Facebook cercò di correre ai ripari. Tanto che la portavoce Lily Sheperd ha così replicato all’articolo di Business Insider: “Sono vecchi dati il cui furto era stato già segnalato nel 2019” e “il problema è stato risolto nell'agosto di quell'anno”.

Nelle ultime ore i dati sono riaffiorati e una volta liberi secondo alcuni esperti non c’è molto che FB possa essere in grado di fare per impedirne la diffusione online. È stato Alon Gal, chief technology officer della società attiva contro il cybercrime, Hudson Rock, a scoprire la fuga di dati.

Lo stesso esperto ritiene che la ripubblicazione sia legata alla vendita di dati da parte di qualcuno. Ciò potrebbe nuocere al modello di business di Facebook che raccoglie un’enorme quantità di dati personali degli utenti per vendere spazi di pubblicità altamente mirati.

Secondo il report, per quanto riguarda l'Italia i dati carpiti dagli hacker appartengono a circa 37 milioni di persone. Tra le informazioni rubate risultano anche il nome completo della persona, la località dove vive e quelle che ha visitato, la data di nascita e l'evenutale relazione in corso.

Finora il caso più clamoroso e controverso di fuga di dati che ha coinvolto Facebook è stato quello legato a uno dei maggiori scandali politici avvenuti all’inizio del 2018: in quell’occasione fu rivelato che Cambridge Analytica aveva raccolto i dati personali di 87 milioni di account Facebook senza il loro consenso e li aveva usati per scopi di propaganda politica: in particolare, ma non solo, per influenzare l’opinione pubblica inglese a ridosso del referendum su Brexit.

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