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Fall season a Bressanone per un trekking sul Plose e molto altro

Non c’è solo la bellezza della natura che circonda la montagna madre a richiamare nella cittadina altotesina tra le novità da scoprire anche la nuova Biblioteca Civica e i tanti angoli dal design ecologico

di Luca Bergamin

Autunno sulla Plose la montagna sopra Bressanone

5' di lettura

L’autunno è la stagione ideale per avventurarsi lungo i sentieri che circondano il Plose, la montagna madre di Bressanone. C’è quello del WoodyWalk oppure quello che porta nel bosco di Forestis. Per chi non la conosce, la cittadina merita una visita anche per immergersi nel suo antico centro storico tra il Palazzo Vescovile e il Duomo e tra gli edifici più contemporanei come l'ex Mattatoio, la nuova Biblioteca Civica e le altre novità del design ecologico. Senza tralasciare un’incursione nei fortini intorno come il mirabolante Castello di Rodengo da secoli abbarbicato sulla gola della Rienza.

In cammino verso il Plose

Una lieve spruzzata di neve incanutisce leggermente il sentiero della WoodyWalk che si prende da Valcroce sulla cima della Plose, la montagna dal nome femminile che sta sopra Bressanone come un angelo custode. Lungo questo tracciato panoramico che si dipana tra abeti rossi e bianchi, pini mughi, larici e pini cembri, e poi percorrendo il Longgenring ci si disseta con l'acqua salubre delle fonti che sgorgano dal ventre della Plose, generosa come una madre che abbevera i propri figli. Si è circondati da cinciallegre festanti e ci si riposa sopra le panchine in legno sotto quelle opere religiose destinate ai viandanti che sono i crocifissi in legno scolpiti come in una Via Crucis d'altura. Tutt'intorno, ecco le baite dagli interni curati e decorati come a voler abbracciare più comodamente la spiritualità dei luoghi. Soprattutto, davanti, quasi in un'infinita passerella, sfilano in gruppo compatto le Odle, magnifiche con le loro guglie, i canaloni, le concrezioni rocciose. Ai piedi di tutto questo paradiso autunnale, riconoscibili e rintracciabili dal fumo del camino e dal vocio dei bambini, appaiono i rifugi e i personaggi che danno loro colore e musica: all'Halsllhütte, dopo avere mangiato il risotto al pino mugo, ad esempio, l'anziano tenero maestro elementare Hans Jocher condivide volentieri i suoi venti tre strumenti - li sa suonare proprio tutti - che risalgono anche ai secoli scorsi, tutti in legno, dal clarinetto e l'arpa sino al trombone e persino il lungo corno: una sua vecchia alunna lo riconosce, e chiede di abbracciarlo, suscitando tra le note di una fisarmonica decorata a mano l'emozione di tutto il Rifugio (karinkinigadner.com per una guida davvero preparata anche sulle proprietà botaniche del Sentiero delle Erbe)

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Nel bosco minimalista del Forestis

Circondati da pini, soggiornando Alle pendici della Plose, vive e prospera un bosco diventato design style da quando, in pratica pochi mesi fa, è iniziata veramente l'avventura di hosting del Forestis: immaginate uno chalet - agli inizi del secolo scorso era un sanatorio - che si sviluppa longitudinalmente e poi, accanto, tre torri che si innalzano appena dietro i pini. Intorno il silenzio, appunto, della foresta, spezzato soltanto, di tanto in tanto, dal suono delle segherie giù a valle. Dentro, camminando sopra pavimenti in pietra dolomitica, si accede, attraverso corridoi sviluppati come parallelepipedi e illuminati da giochi da geometrie di luci che passano sotto la collina, alle stanze: sono ricoperte da pannelli in betulla come cubi di legno scaldati dal sole che si adagia qui per dieci ore al giorno, e poi dalle stufe in maiolica dal rivestimento contemporaneo. A ogni passo, ti viene offerto sciroppo al cirmolo, a ogni sguardo dalle vetrate-finestre si è stanati e incantati dalle Odle che quasi nella loro interezza sono così vicine da sembrare parte dell'arredo. Si può fare meditazione, compiere percorsi a passo veloce nella pineta, rilassarsi nella spa un po' galleria e biblioteca d'arte sopra i lettini predisposti dentro autentiche teche, nuotare nella piscina interna o esterna riscaldata, scegliendo il legno col tatto e l'olfatto il legno per la cerimonia di massaggio personalizzata. E poi c'è la cena che si svolge in vetrina o a teatro a seconda dell'interpretazione che si voglia dare ai divanetti circolari a forma di disco, digradanti verso la grande vetrata con vista sulle Dolomiti, ma anche, guardando, riflessi nel vetro, coloro che mangiano appena dietro. Di sicuro persino il menù è un'esperienza di design food, soprattutto se si sceglie quello detox che permette allo chef Roland Lamprecht di sbizzarrirsi con gli ortaggi e le erbe del suo orto (forestis.it).

Lungo i sentieri della WoodyWalk si godono panorami sublimi sul gruppo delle Odle

Brixen così antica e contemporanea

Quando si scende giù, le viti dalle foglie diventate rosse e gialle, impellicciando le colline di Brixen, la città più antica del Tirolo. Il suo Duomo in stile barocco, innalzato tra il 1745 e il 1854, finemente affrescato da Paul Trogel che non si è risparmiato ricoprendo col suo estro 200 mq di pareti mentre l'altare maggiore è opera di Teodoro Benedetti, è il faro verso cui ci si muove, per poi entrare certamente nel suo bellissimo chiostro romanico dalle volte a crociera del XIV secolo: adesso gli è stata addossata la nuova Biblioteca Civica, inaugurata ufficialmente in questi giorni in una veste contemporanea assai avanguardista fatta di panoramici oblò sui tetti a scandole verdi della chiesa madre, stanze in legno, salotti angolari con sedute sopra pouf, lucernari geometrici, corridoi dai tagli architettonici arditi.

Un interno della nuova Biblioteca Civica di Bressanone

Il contrasto tra il senso della bellezza di ieri e quello che piace oggi è, del resto, la cifra di Bressanone: se il Palazzo Vescovile coi suoi tesori di arte medioevale, civica e religiosa, la collezione di presepi e porcellane va assolutamente visitato (sul portone di ingresso si notano i fori lasciati dai forconi dei contadini affamati che spingevano per entrare), poi ci sono luoghi profani davvero alla moda.

Le stanze del Forestis sono nidi cubici in legno di betulla all'interno di torri tra le palizzate di pini e abeti

Ad esempio il ristorante Decantei dalla porta dorata, ricavato nella vecchia dimora del decano, mentre Schlachthof era un mattatoio trasformato in un locale dall'atmosfera gradevole rispettando la pretendente struttura e ricavando sei stanze per dormire nella mansarda. Pur Südtirol rappresenta, invece, un mercato dei sapori e un laboratorio di design in cui, insieme al cibo bio locale, si possono acquistare, tra gli altri, prodotti in legno, zaini in carta realizzati da giovani creativi: il posto è davvero affascinante, tanto è vero che questo progetto dell'altoatesino Harry Thaler è stato premiato col German Design Award. Volendo, poi, si può partire per i castelli e i forti intorno a Brixen, raggiungendo il Forte di Fortezza dalla mastodontica architettura difensiva, il mirabolante Castello di Rodengo che sta da secoli abbarbicato sulla gola della Rienza e custodisce al suo interno un ciclo di affreschi dal tema avventuroso, mentre nel maniero di Valturno, sono gli arredi rinascimentali a testimoniare ancora una volta la ricchezza dei Principi Vescovi. Come gran finale, c'è l'Abbazia di Novacella: prima di entrare, bisogna passeggiare intorno al suo giardino segreto, visibile dall'alto, una meraviglia botanica le cui gemme più preziose adesso sono i Gingko biloba, maschio e femmina, dalle foglie oro e la sequoia dono imperiale. Le opere d'arte, la magnifica biblioteca, e le cantine inebriano come il vino prodotto dagli abati (brixen.org).

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