In Spagna

Febbraio a Madrid con Picasso, Kubrick e aperitivi in terrazza

L’artista di Malaga sarà in mostra alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando fino al 15 maggio

di Luca Bergamin

La Gran Via in inverno

3' di lettura

Ritrovarsi a Madrid in questo febbraio significa immergersi di nuovo nella corrente dell'arte che ha come protagonista ancora e sempre Pablo Picasso. Da un quarto di secolo non venivano esposte nella capitale spagnola tante delle sessanta opere ora in mostra alla Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, dove si ripete l'incanto di fronte alla Suite Volare e all'Obra maestra desconocida.

Dipinti, sculture, stampe e disegni sino al prossimo 15 maggio compongono il carnet espositivo di Picasso: rostros y figuras, evento molto atteso anche perché dà il via al programma di celebrazioni che culmineranno nel 2023 quando si compirà mezzo secolo dalla comparsa del geniale artista di Malaga. Intanto, in questa sede prestigiosa, si può seguire quella che è stata la sua fantasmagorica avventura nel XX secolo, percepirne la forza espressiva ed essere in un certo qual modo destinatari della sua incredibile fantasia creativa.

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E già che ci si trova alla Real Academia, non si perda l'occasione di visitare la collezione permanente, nella quale rivestono un ruolo di assoluta rilevanza l'Agnus Dei y los Frailes Mercedarios di Zurbarán, una María Magdalena dipinta da Ribera, l'unico Arcimboldo custodito in Spagna e soprattutto ben tredici dipinti di incomparabile bellezza firmati da Francisco de Goya y Lucientes.

Un'opera di Picasso in mostra

La Pinturas Negras e Annibale Carraci al Prado dopo il il suo lifting artistico

Goya nel nuovo allestimento del Prado

Chi è stato lontano da Madrid in questi due anni, sentirà il bisogno immediato di tornare al Museo del Prado, anche perché avrà modo di sperimentare il nuovo allestimento della collezione permanente, in particolare quello collocato adesso al piano terra nell'ala sud dell'Edificio Villanueva in cui ha trovato posto la collezione dedicata all'800 in cui spiccano le Pinturas negras proprio di Goya che lui realizzò prevalentemente di notte nella sua casa di Madrid e ci sarà modo di rincontrare Eduardo Rosales, Mariano Fortuny e Joaquín Sorolla, icone del XIX secolo. Anche lo spazio incentrato sull'arte del 700 ha tratto nuova linfa da questo lifting perché fa piacere ricercare e ritrovare ad esempio Anton Raphael Mengs così come Vincenzo Gemito. A proposito di nostri connazionali, comunque, dall'8 marzo sino al 12 giugno proprio il Prado dedicherà tanta attenzione ad Annibale Carracci e in particolare alla Capilla Herrera affrescata dall'artista bolognese.

Al Círculo de Bellas Artes si va dritto al cuore di Arancia Meccanica

Stanley Kubrick protagonista di un'ampia retrospettiva

Quella provata dalla capitale spagnola per il cinema è sempre stata una passione sconfinata, come dimostra l'epopea di Pedro Almodovar e delle sue icone Penelope Cruz e Antonio Banderas. Però questi sono i mesi di Stanley Kubrick al quale è dedicata presso il Círculo de Bellas Artes in Calle Alcalà una mostra davvero ricca come lo fu del resto l'universo di questo regista nelle cui opere fanno capolino la scienza, le arti plastiche, il teatro così come la filosofia. Quella che si compie lì costituisce, dunque, un'esperienza immersi completa sui set dell'autore di Arancia Meccanica, comprendente la possibilità di vedere da vicino oggetti usati nelle pellicole o appartenuti a Kubrick nella sua dimensione privata. Sino al prossimo 8 maggio si è insomma resi partecipi dei suoi artifizi tecnologici e trasportati in un universo iconografico che ha lasciato il segno dalle sue fotografie ai primi lungometraggi, da Il Bacio dell'assassino a Lolita e Odissea nello spazio.

Le passeggiate al Parque del Retiro sono già cominciate col nuovo romanzo di Marias

Aperitivi in terrazza

La primavera sembra già sbocciata al Parque del Retiro per questo c'è tanta gente che passeggia festante tra i suoi quindicimila alberi, che va a curiosare nella Rosaleda del Real Jardin Botanico per vedere se le rose sfoggiano i loro primi petali e anche sotto il cipresso calvo, antico di quattro secoli, non manca chi non riesce a staccarsi dalla lettura di Tomas Nevinson, l'ultimo conturbante romanzo di Javier Marias, appena pubblicato da Einaudi. Così come al Palacio de Cristal i ragazzi si scattano i selfie e le coppie pagaiano nell'Estanque grande tanto scoppiano dalla voglia di estate. Però il segnale più forte che la stagione sta cambiando in ogni senso viene dalle terrazze, che sono sempre il metronomo umorale di Madrid.

Il Ristorante Frida

Ecco, dunque, che non bisogna perdere l'occasione di salire su quella dell'NH Collection Casa Suecia perché si gode una vista splendida sul centro storico della capitale, si gustano cocktail colorati a base di frutta fresca, e poi, oltre a soggiornare nelle sue stanze dallo stile minimalista nordico, si rivive l'atmosfera degli anni in cui Ernest Hemingway veniva qui a bere. Anche al Ginkgo Restaurant & Sky Bar si può trascorrere una serata panoramica mangiando cibo fusion asiatico e spagnolo, ascoltando la musica dal vivo dei djset. Molto fresca e autentica è l'atmosfera che si incontra al Frida, un ristorante dalla cucina e frequentazione assai fluida anche perché si trova nel barrio di Chueca nella piccola piazza di Calle San Gregorio, una zona della città dove per tradizione e frequentazione la libertà dei pensieri e dei sessi è l'ingrediente principale del menù.

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