Caro-materie prime

Federalimentare: o aumentiamo i prezzi sugli scaffali o le aziende chiudono

Dito puntato contro la Gdo, che non riconosce alle imprese i maggiori costi di produzione legati a materie prime ed energia

di Micaela Cappellini

Materie prime: quanto durerà la corsa dei prezzi?

1' di lettura

«L’aumento dei prezzi delle materie prime che avevamo denunciato mesi fa è oggi uno dei problemi principali anche per l’industria alimentare. Vale a dire che l’aumento dei prezzi dei prodotti sarà inevitabile, pena la chiusura di tante nostre imprese». Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare, lo dice senza mezze misure: o si fa pagare di più i consumatori, oppure molte aziende non ci stanno più dentro ai costi.

«La situazione è diventata insostenibile - prosegue il presidente - questa mancanza di offerta della materia prima non credo sia una bolla, non terminerà a breve e non è dovuta solo alla troppa richiesta ma soprattutto alla mancanza di offerta, unita anche a uno smisurato aumento di costo di tutte le materie prime, degli imballaggi, del caro noli e del caro container che penalizzano il nostro settore». Il dito è puntato soprattutto sulla Gdo: la compressione dei prezzi sul mercato interno operata dalla grande distribuzione, a insufficiente e tardivo riconoscimento dei maggiori costi di produzione legati a materie prime ed energia, contribuisce - sostiene Federalimentare - a delineare un trend dei margini di contribuzione del settore pericolosamente in declino.

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Il rischio, dicono le aziende, è quello di prosciugare del tutto i vantaggi connessi alla fase di ripartenza ed espansione del Pil e dei mercati: «È inoltre auspicabile - dice Vacondio - che si intervenga per contenere la speculazione della finanza in un settore, come quello del food, così eticamente delicato».

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