I film del fine settimana

Emozioni forti con «Petite Maman», un grande film sull'infanzia

Nel weekend in sala spazio al nuovo, toccante lavoro di Céline Sciamma. Tra le novità anche «I giganti» e «Halloween Kills»

di Andrea Chimento

3' di lettura

Un grande film sull'infanzia è protagonista nelle sale: «Petite maman» di Céline Sciamma arriva nei nostri cinema dopo la presentazione in concorso all'ultimo Festival di Berlino ed è l'ennesima conferma dello straordinario talento della regista francese.
Fin dai suoi primi lavori (si pensi all'ottimo «Tomboy», la sua opera seconda), Sciamma ha sempre dimostrato una sensibilità notevolissima nel trattare il tema della giovinezza, attraverso un tocco tanto delicato quanto potente.

Arrivata al suo quinto lungometraggio, l'autrice racconta la storia di Nelly, una bambina di otto anni che ha appena perso la nonna materna. Mentre si trova nella casa d'infanzia di sua madre, Nelly decide di andare a esplorare il bosco circostante, dove incontrerà una coetanea con cui iniziare a giocare.

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Dopo il successo di «Ritratto della giovane in fiamme» di due anni fa, Céline Sciamma firma un'altra pellicola stratificata e complessa, capace di ragionare ancora una volta sul tema dell'identità, da sempre uno degli argomenti più significativi del suo cinema.Dando vita a un anticonvenzionale racconto di formazione, la regista offre uno sguardo di forte empatia con le vicende raccontate, regalando anche un sorprendente colpo di scena che lo spettatore scoprirà durante la visione.

Un film ad altezza di bambina

«Petite maman» è un film ad altezza di bambina, che porta il pubblico a vivere un percorso di esplorazione insieme alla giovanissima protagonista.Nonostante la breve durata (circa 70 minuti) questo film – piccolo solo in apparenza – offre una serie di spunti di grande profondità e capaci di far riflettere a lungo dopo la conclusione.Alla base c'è un'idea narrativa legata all'elaborazione di un lutto come chiave per avvicinarci maggiormente alle persone che abbiamo vicino: un concetto semplice eppure fondamentale, esattamente come questo film.Tra le tante scene da ricordare una menzione speciale va alla bellissima sequenza iniziale, efficace nel mostrare già in pochi minuti tutta la poesia che poi si ritroverà nel prosieguo della narrazione.

«Petite Maman» e gli altri film del fine settimana

«Petite Maman» e gli altri film del fine settimana

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France

Dal cinema transalpino arriva anche «France», il nuovo film di Bruno Dumont.Protagonista è Léa Seydoux nei panni di una giornalista televisiva molto nota, con un'importante carriera alle spalle e una tormentata vita privata. La donna, però, si ritroverà coinvolta in un incidente stradale che sconvolgerà profondamente la sua vita, tanto da provocarle una crisi che potrebbe portarla alla rovina.

Presentato in concorso all'ultimo Festival di Cannes, «France» è un film che mostra solo in parte l'eccentricità e la personalità dello stile di Dumont: non mancano guizzi stilistici degni di nota, ma la riflessione sul giornalismo e la critica ai media sa troppo di già visto e non riesce a raccontare molto di più di quello che ci si potrebbe aspettare.Ciò che Dumont vuole dire risulta fin troppo chiaro e didascalico, distante dal simbolismo che il bravo autore francese aveva mostrato in titoli come «L’età inquieta», «Ma Loute» o nella folle e bellissima miniserie «P’tit Quinquin».

I giganti

Un simbolismo molto più interessante e sorprendente è quello de «I giganti» di Bonifacio Angius, presentato in concorso all'ultimo Festival di Locarno.Alla base della storia c'è una rimpatriata tra vecchi amici in una casa sperduta in una valle dimenticata dal mondo, ma non si può aggiungere molto altro alla descrizione della trama per poter lasciare allo spettatore la sorpresa del film che si troverà davanti.

Angius firma il suo lungometraggio migliore e lo fa seguendo traiettorie narrative e stilistiche davvero interessanti e del tutto distanti da quelle a cui siamo abituati, nel cinema italiano e non solo.A livello di ritmo, però, il film fatica non poco a carburare, ma cresce alla distanza e, anche grazie a un gruppo di personaggi ben scritti e ben interpretati, riesce a scuotere a dovere.


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