Il caso

Fiorentini riconverte la flotta all’elettrico

di Ge.Spe.

2' di lettura

Più attenzione ai temi della sostenibilità, contenimento dei costi ambientali, rientro degli investimenti “green” in poco più di un anno e mezzo. Sono questi i principali fattori sulla base dei quali la Pietro Fiorentini, azienda leader nel settore dell’energia con sede principale ad Arcugnano (Vicenza), ha deciso di convertire all’elettrico la propria flotta di automezzi. Un caso interessante, quello dell’azienda vicentina, che evidenzia come l’auto elettrica possa essere oggi una possibilità concreta e sostenibile per le imprese.

La Pietro Fiorentini ha scelto la partnership con Volkswagen mettendo nel mirino il modello ID.3 della casa tedesca, in quanto, come spiega il fleet manager dell’azienda Lorenzo Groppo, «siamo riusciti finalmente a trovare un’auto che realizzasse la percorrenza promessa e che fosse funzionale alla maggior parte degli spostamenti dei colleghi, oltre a essere in perfetta sintonia con la mission della nostra impresa, per la quale i temi della sostenibilità ambientale sono ogni giorno sempre più fondamentali».

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La flotta aziendale a supporto dei dipendenti è composta da 300 vetture che sono utilizzate da circa 1.000 persone in Italia. La rivoluzione elettrica riguarderà in particolare le 23 auto di pooling, tutte ID.3 Volkswagen, mezzi per i quali l’azienda ha potuto verificare, testandole per spostamenti tra le proprie sedi, l’autonomia reale delle batterie. Queste auto saranno in strada già a giugno di quest’anno, nel frattempo sono in corso di installazione le colonnine private di ricarica nelle sedi interessate sul territorio nazionale. «Il punto fondamentale – prosegue Lorenzo Groppo – è stato quello di reperire sul mercato un modello che soddisfacesse realmente i nostri bisogni. La collaborazione diretta con Volkswagen Germania è stata fondamentale, ma in car list al momento abbiamo anche modelli di altre case e siamo aperti a collaborazioni con altri produttori».

Per la Pietro Fiorentini, l’elettrico diventerà una scelta importante anche per le auto non di servizio. Il prossimo passo, infatti, sarà quello di convertire all’elettrico o all’ibrido anche i veicoli che vengono assegnati ai dipendenti, non appena saranno disponibili sul mercato più modelli rispetto a quelli disponibili al momento.

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