Restauro

Firenze, palazzo Portinari Salviati riapre alla città

Nelson Chang ha cominciato a investire nel real estate e nell’hotellerie italiana con la sua Ldc Hotels & Resorts, che, oltre a questa dimora storica, sta restaurando anche palazzo Serristori. E non intende fermarsi, guardando con interesse anche a Milano

di Silvia Pieraccini

3' di lettura

È appassionato di storia, cultura e luoghi italiani, tanto che dal 2013 Nelson Chang, 70 anni, imprenditore taiwanese che in patria guida il gruppo del cemento Taiwan Cement Corporation, ha cominciato a investire nel real estate e nell’hotellerie italiana con la sua Ldc Hotels & Resorts. Ora, dopo cinque anni di restauro, apre a Firenze la “perla” del gruppo, il quattrocentesco (ma con un nucleo del Duecento) Palazzo Portinari Salviati, 12mila metri quadrati ex sede della Banca Toscana, a due passi dal Duomo e dagli Uffizi, scrigno di storia e di fascino per essere stata la residenza di Beatrice, musa di Dante, e aver accolto il lavoro di architetti e artisti del tempo, come Michelozzo e Giuliano da Sangallo.

Palazzo Portinari Salviati

Adesso il palazzo rinascimentale ospita una residenza d’epoca con 13 suite al piano nobile; 25 appartamenti messi sul mercato a 16mila euro il metro quadrato (per due terzi già venduti) ai piani superiori; e un bar-bistrot e ristorante affidati al gruppo Mine & Yours al piano terra. L’investimento di Ldc si avvicina a 100 milioni di euro, di cui 32 spesi per l’acquisto del palazzo, nel 2016, da Sansedoni Siena spa.
«Se avessi guardato solo all’aspetto economico, non avrei mai fatto questa operazione – spiega Nelson Chang al Sole 24 Ore –. A guidarmi è la passione per l’Italia e il desiderio di riportare la bellezza e lo spirito del Rinascimento nel 21esimo secolo». È in quest’ottica di recupero storico-artistico che Ldc ha investito in alberghi e dimore a quattro e cinque stelle a Venezia (il 400esco Palazzo Venart sul Canal Grande), in Piemonte (il relais Sant’Uffizio in un monastero del 500), in Umbria (relais Villa Monte Solare sul lago Trasimeno), in Toscana (la medicea Villa Ortaglia sulle colline fiorentine) e a Roma, dove possiede l’unico edificio moderno (A.Roma Lifestyle hotel) e dove sta avviando una nuova operazione: «Ristruttureremo la storica Villa York, inserita nella riserva naturale Valle dei Casali, che è vicina al nostro albergo romano e potrà aggiungere valore», annuncia Chang.

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Riapre Palazzo Portinari Salviati

Riapre Palazzo Portinari Salviati

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Palazzo Serristori

A Firenze invece, dopo Palazzo Portinari, è in corso la ristrutturazione di Palazzo Serristori, altro edificio rinascimentale affacciato sull’Arno vicino al Ponte Vecchio, acquisito nel 2020 per 24 milioni e in via di trasformazione (l’investimento è di altri 25 milioni) in 12 appartamenti con spa e giardino da 20mila euro al mq. Immobiliare e hotellerie sono uno dei settori d’investimento dell’imprenditore taiwanese (il gruppo Ldc in Italia ha fatturato 25 milioni di euro nel 2019, prima della pandemia, mentre Ldc in Taiwan ha toccato i 120 milioni di euro con una decina di alberghi), che lo scorso ottobre ha ricevuto dalla presidenza della Repubblica il titolo di Grande ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia, in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante, per il suo impegno in Italia.

Business che si integrano

«Dal luglio 2021 sono presidente della società italiana di stoccaggio di energia Nhoa (la ex Engie Eps) – spiega Chang – che sta collaborando con Stellantis sul progetto Atlante, che prevede l’installazione in Italia, Francia, Spagna e Portogallo di cinquemila punti di ricarica rapida entro il 2025 con l’obiettivo di arrivare a oltre 35mila nel 2030». Il business si integra con quello alberghiero. «I trasporti sono uno dei fattori chiave del settore alberghiero e una delle principali fonti di emissione di anidride carbonica al mondo – sottolinea l’imprenditore – per promuovere un turismo sostenibile l’elettrificazione dei viaggi è indispensabile».
E Ldc Hotels Group da sempre crede nell’ecoturismo. Investirà ancora nell’immobiliare? «Sì, ma gli immobili devono avere un valore storico o artistico. Il nostro direttore generale in Italia, Marco Casarola, è responsabile dello sviluppo e sta trattando alcune possibili acquisizioni. Milano è una destinazione in cui vogliamo investire».


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