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Fisco, con il condono stop anche alle cartelle oltre i 5mila euro

L’agenzia delle Entrate: il limite è riferito al singolo carico nello stesso atto, possibile il cumulo

di Giovanni Parente e Marco Mobili

Fisco, Draghi: "Governo non ha intenzione di aumentare le tasse"

3' di lettura

Alla fine non sarà un condono solo per mini cartelle. O almeno non per tutti. Il limite dei 5mila euro oggetto della cancellazione automatica sarà valutato non in relazione al valore complessivo della cartella ma dei singoli carichi. Tanto per fare un esempio, se una cartella è composta da più partite relative rispettivamente a sanzioni per violazioni del Codice della strada (multe stradali) per 3.000 euro e contestazioni per imposte locali per 4.000 euro, potrebbe comunque scattare – in presenza degli altri requisiti – la cancellazione automatica anche se il valore complessivo è pari a 7.000 euro.

La platea degli interessati

È uno dei chiarimenti della circolare 11/E firmata venerdì 24 dal direttore delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, sullo stralcio dei debiti che, al 23 marzo 2021, avevano un importo residuo fino a 5mila euro, affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010. Una sanatoria prevista dal primo decreto Sostegni (articolo 4 del Dl 41/2021) e riservata ai contribuenti persone fisiche e non (società di capitali, società di persone, enti non commerciali) che hanno conseguito un reddito imponibile fino a 30mila euro nel 2019 (si vedano gli altri contributi in pagina).

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LE TAPPE DELLA CANCELLAZIONE AUTOMATICA
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Stralcio senza invio di comunicazioni

Il condono entra così nel vivo con la restituzione entro il 30 settembre da parte di agenzia Entrate a quella della Riscossione dei codici fiscali che non rientrano nei limiti di reddito, per poi procedere alla cancellazione entro il 31 ottobre. Stralcio automatico che, seguendo le ricostruzioni della relazione tecnica al decreto Sostegni, interessa una platea di 2,5 milioni di contribuenti. Per un controvalore di cartelle cancellate pari a quasi 16 milioni (stima del «Sole 24 Ore» del 21 marzo). Attenzione, però. Come precisa la circolare, la Riscossione «provvede in autonomia allo stralcio senza inviare alcuna comunicazione» al contribuente, che potrà scoprirlo consultando la propria situazione con le modalità messe a disposizione dal concessionario, a cominciare dalla propria area riservata sul sito.

Il percorso di riduzione del magazzino

Più in generale con lo stralcio automatico si cerca di dare avvio a un percorso di riduzione del magazzino di agenzia Entrate-Riscossione, che a fine dello scorso anno contava ancora quasi mille miliardi di crediti da recuperare. Con un problema forte di serialità nell’accumulo (e nel mancato pagamento) di ruoli se si pensa – come riportato mercoledì sul «Sole» – che ben 7,2 milioni di contribuenti sono debitori seriali.

Politica in pressing

Intanto continua il pressing della politica da un lato per un’ulteriore sospensione dei termini di notifica e di pagamento e dall’altro per una rottamazione quater – rilanciata ieri anche dalla viceministra all’Economia Laura Castelli (M5S) – o almeno una remissione in bonis di chi non ha pagato durante la pandemia. Nella maggioranza il Movimento 5 Stelle, con il capogruppo in commissione Finanze al Senato Emiliano Fenu, chiede al Governo di concedere 60 giorni in più ai contribuenti che entro il 30 settembre dovranno saldare il conto delle rate sospese durante la lunga sospensione a causa della pandemia (8 marzo 2020-31 agosto 2021).

La riforma della riscossione

Ma la prospettiva più ampia è quella di arrivare a una pulizia sistematica e strutturale degli importi inesigibili. Quest’ultimo intervento è possibile solo con la riforma della riscossione, i cui principi generali potrebbero essere inseriti nel disegno di legge di delega fiscale ma che poi potrebbe essere anticipata nella legge di Bilancio. E quella potrebbe essere anche la sede in cui trovare le risorse necessarie a superare il meccanismo dell’aggio.

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