Viaggi e cultura

Fra gusto, storie e mito, il progetto Levantina insegue l’Oriente

L’associazione Myth Euromed dà vita a un itinerario da Venezia ad Atene, con tappe lungo tutto il bacino Adriatico e Ionico, insieme a scrittori e chef per raccontare le identità della Magna Grecia contemporanea

di Donata Marrazzo

Otranto

3' di lettura

Da Venezia a Corfù, per scoprire tutta la grecità che ancora pervade luoghi e comunità. Un itinerario con tante tappe alla ricerca dell'identità meticcia che contraddistingue un lungo tratto di costa, che parte dalla Serenissima e arriva fino ai bastioni dell'isola greca, ai confini dello Jonio. Un ponte di storia, miti e leggende che avvicina le sponde del Mediterraneo, rintracciando il senso dell'accoglienza, della convivialità, del raccontare in sintonia con l'eredità omerica: «E dimmi la terra, il popolo tuo, la città», cantava il poeta dell'Odissea.

La Fortezza di Corfù

Levantina, idee di viaggio in terre mitiche

È proprio da questi versi che ha tratto ispirazione il laboratorio di progettazione internazionale “Myth euromed”, trasformando il viaggio in terre mitiche in un'esperienza contemporanea. Un'idea itinerante che sta prendendo forma in iniziative sparse tra l'Italia e la Grecia: “Levantina” il suo nome, come la trama di seta prodotta in Oriente. In tour, una chef, interprete della cucina greca, Marina Beska, e giornalisti e scrittori, come Giovanni Vale (autore di “Extinguished Countries - Guide agli Stati Scomparsi”, col primo volume dedicato alla Serenissima) e Patrizio Nissirio, responsabile di Ansamed, scrittore e saggista, in libreria con “D'inverno Venezia” (edizioni Ensemble), oltre che “Una ballata per il Mar Egeo” (edizioni L'Erudita) e “Atene cannella e cemento armato” (Giulio Perrone editore). Insieme a loro il manager culturale Alberto Cotrona, al timone di Myth euromed: con talk e degustazioni stanno portando in giro molto più di un itinerario, per fare del «Mediterraneo una destinazione, fonte inesauribile di fascinazioni e soprattutto il Mediterraneo come destino – spiega Cotrona, riprendendo il pensiero dello scrittore croato Predrag Matvejevic -. Levantina ridisegna la mappa del dialogo tra i popoli del mare, invitandoli a parlarsi, assaporarsi, aprirsi».

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Marina Beska e Andrea Marchesini alla Casa dei Carraresi a Treviso

La Taverna di Corfù, tra venezianità e grecità

Tutto è nato nella più occidentale delle isole greche, intorno a un tavolo all'ombra della Fortezza Nuova veneziana, che insieme al Vecchio Forte trapunta il centro storico di Corfù, patrimonio Unesco. Lì, la Taverna di Marina Beska, con i suoi piatti, fa allo stesso tempo da confine tra l'antico ghetto ebraico e il porto vecchio e da ponte tra venezianità e grecità profonda: in tavola, “bourdeto”, “sofrito” e “patsitsada” i cui nomi rimandano alla Serenissima, proprio come il busto di doge Morosini incastonato in quello che fu il Teatro San Giacomo, oggi sede del municipio di Corfù, o i bastioni fortificati, che portano il nome di antiche famiglie veneziane.

La Marina’s Tavern a Corfù

Tappa a Treviso, sull'isola della Pescheria

Affacciata sull'isola della Pescheria, a Treviso, in pieno centro storico, Casa dei Carraresi, di proprietà di Fondazione Cassamarca, tra le arcate dell'antico magazzino del baccalà, ha ospitato Marina Beska e il trevigiano Andrea Marchesini del ristorante “Ai Brittoni”. Insieme hanno costruito un menu a quattro mani che racconta secoli di scambi, rotte condivise e reciproche influenze, ibridate con brillante senso del contemporaneo: lo “tsigareli” di Corfù, un misto d'erbe di campo saltate con aglio e peperoncino, prende forma padana e realizzazione destrutturata, il “bourdeto”, piatto d'alto mare per antonomasia, si lascia avvolgere dalla pasta fresca per diventare farcia di ravioli fatti a mano. E il “TiramiFù” trasforma il totem della pasticceria trevigiana in un nuovo dessert arricchito con crema di yogurt greco e kumkat.

Isabella Teotochi Albrizzi ritratta da Élisabeth Vigée Le Brun nel 1792

Con Ugo Foscolo nel salotto di Isabella Teotochi

Ad animare la scena è stata la figura di Isabella Teotochi: letterata e saggista della Repubblica di Venezia, di origini greche di Corfù, agitatrice culturale d'avanguardia, la nobile lasciò i mari greci per stabilirsi nei possedimenti tra Venezia e l'entroterra, dove alla fine del ‘700 diede vita a un vivacissimo salotto presso la splendida Villa Albrizzi, frequentato dai maggiori intellettuali e poeti europei, tra cui Ugo Foscolo, che qui prese ispirazione per le Ultime lettere di Jacopo Ortis. Oggi, il ramo greco della famiglia di Isabella produce vini naturali e olio biologico nel nord di Corfù, dove sorge la tenuta Theotoky Estate Domain of Organig Farm.

Koper - Capodistria

Itinerari sostenibili a Capodistria e Otranto

Levantina toccherà nelle prossime settimane Sarmede, al confine nord della Marca Trevigiana, noto come “paese delle fiabe”, reso celebre dal genio di Štěpán Zavřel. Poi sarà la volta di Koper-Capodistria, sulla costa slovena, dove ebbe origine il casato di Kapodistrias e dove brilla come simbolo la Medusa. E il sole caldo nutre i filari di Malvasia. A fine estate Otranto sarà la tappa magno-greca per ritrovare, nella grecità più ancestrale, occasione di confronto sulle possibilità della cooperazione transnazionale, tra itinerari sostenibili, diplomazia culturale e nuovi collegamenti veloci tra sponda salentina e greca, in bilico tra gli approdi di Enea e lo smart tourism.

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