I piani per la ripresa

Francia e Germania svelano i Recovery plan. Da Berlino 90% di risorse a green e digitale

I ministri delle Finanze Le Maire e Scholz hanno presentato insieme i propri piani per la ripresa. Le Maire: ora correre sui fondi

di Alb.Ma.

Lisbona prima su Recovery, Ue attende gli altri piani

2' di lettura

I ministri delle Finanze di Francia e Germania, Bruno Le Maire e Olaf Scholz, hanno presentato in maniera congiunta i propri Recovery plan, i piani nazionali attesi da Bruxelles entro il 30 aprile per l’erogazione dei fondi di Next Generation Eu. La Francia dovrebbe avere accesso a circa 40 miliardi di euro, contro i circa 28 miliardi destinati alla Germania. «Oggi è un buon giorno per l’Europa. Germania e Francia presentano i propri piani per la ripresa - ha detto Scholz - Il piano per la ripresa Ue rende possibile per tutti gli stati membri adottare misure che ci facciano riemergere più forti dalla crisi». Il suo omologo francese, Le Maire, ha invitato la Ue a «fare in fretta» con l’erogazione dei fondi, per mantenere l’economia continentale al passo nella corsa alla ripresa con Usa e Cina.

Dalla Germania il 90% di fondi a green e digitale

Scholz, in particolare, ha svelato che il 90% delle risorse europee saranno concentrate su progetti legati a contrasto del cambiamento climatico e digitalizzazione, spingendosi ben oltre alle soglie minime di spesa fissate da Bruxelles per le due categorie (circa 37% e 20%). Il piano di Berlino, ha aggiunto, «manda un segnale chiaro in favore di azione climatica, digitalizzazione, crescita e lavoro». Nel dettaglio, Scholz ha dichiarato che Berlino spenderà circa 11,5 miliardi di euro in progetti green che vanno dall’uso dell’idrogeno come fonte di energia agli incentivi ad auto, bus e treni elettrici, passando per l’efficientamento energetico degli edifici. Sul fronte della mobilità, il ministero delle Finanze tedesco spiega che l’obiettivo è di sostenere mezzo milione di vetture elettriche e 400mila postazioni di ricarica installate sugli edifici, oltre a 50mila postazione di ricarica pubbliche e 2.800 bus «verdi».

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Altri 14 miliardi di euro andranno al cambiamento digitale, con obiettivi come la conversione dei processi produttivi sempre nell’automotive all’ammodernamento di istruzione, salute e Pa. Secondo le stime citate da Scholz, i fondi accordati da Bruxelles dovrebbero tradursi in un incremento del 2% del Pil e in un’occupazione più alta dello 0,5%. Il ministro è tornato anche sul disegno di un «cloud europeo», già sponsorizzato dall’asse Francia-Germania, oltre a sottolineare l’urgenza di produrre domesticamente processori chip di ultima generazione.

Le Maire: priorità è investire, ora correre per fondi entro fine estate

L’omologo francese di Scholz, Le Maire, ha insistito soprattutto sulla natura del maxi-piano della ripresa europeo: uno strumento per investimenti di lungo termine e non (solo) di stabilizzazione di economie travolte dalla crisi pandemica. Il piano francese sarà incardinato sui tre pilastri di ecologia, competitività, coesione sociale e territoriale, a propria volta suddivisi in nove missioni.  Anche Parigi calca la mano soprattutto sulla transizione ecologica, con quattro progetti di rinnovazione energetica, ecologia e biodiversità, infrastrutture e mobilità verde, energia e tecnologia verde. «Oggi la priorità è investire massicciamente, non consolidare le finanze pubbliche - ha detto Le Maire - Abbiamo imparato le lezioni del passato. Torneremo a finanze pubbliche solide non appena la crisi Covid sarà alle nostre spalle». Le Maire ha invitato tutti i paesi Ue a consegnare il piano entro il termine previsto per il 30 aprile, sollecitando anche la Commissione europea a «analizzarli il prima possibile in modo che vengano approvati dal Consiglio al più tardi a luglio. Questo consentirà al denaro di arrivare prima della fine dell'estate».

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