In sardegna

Gelato ipocalorico e probiotico, al via la sperimentazione con il latte di pecora

Nei laboratori dell'Agrisun al via un progetto per un gelato innovativo con pochi zuccheri e ricco di acidi grassi omega-3, fonte di proteine e di fibre

di Davide Madeddu

(AdobeStock)

2' di lettura

Dal latte di pecora il gelato a basso contenuto calorico. È il prodotto innovativo realizzato dai laboratori tecnologici dell'Agris, l'Agenzia regionale per la ricerca in agricoltura e alcune aziende casearie sarde. La sperimentazione, che rientra nell'ambito del progetto cluster “Contaminazioni: formaggi freschi al gusto di Sardegna”, ha riguardato la preparazione di un “gelato funzionale” a base di latte ovino. Nella formulazione studiata nei laboratori Agris di Bonassai «gli ingredienti proteici sono stati dosati incrementando il contenuto di sieroproteina».

Come edulcorante è stato utilizzato l’eritritolo, in sostituzione parziale dello zucchero, «che ha permesso di ridurre il valore energetico complessivo e il carico glicemico del prodotto». Si è ottenuto così un gelato meno calorico di quelli tradizionali presenti sul mercato (circa 140 kcal per 100 grammi) e meno glicemizzante. E un gelato probiotico «che soddisfa le indicazioni nutrizionali previste dai Regolamenti Ue». Ossia un alimento «ricco di acidi grassi omega-3, fonte di proteine e di fibre, caratteristiche si mantengono inalterate durante tutto il periodo di conservazione».

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«I ricercatori di Agris stanno ponendo grande attenzione allo studio di prodotti innovativi che contribuiscono al mantenimento della salute, i prodotti funzionali, che sono in genere rappresentati da yogurt e latti fermentati, ma sono realizzati prevalentemente con latte vaccino – dice Gabriella Murgia assessore regionale all'Agricoltura –. Quelli realizzati a partire dal latte ovino risultano invece poco o per niente diffusi, almeno sul mercato nazionale. Sarebbe strategico per le aziende sarde poter disporre di prodotti funzionali realizzati con latte di capra o pecora, che possono conquistare una fetta di mercato e soddisfare anche quella fascia di consumatori intolleranti ad alcune sostanze contenute nel latte vaccino».


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