ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLeader della sostenibilità 2022

Generali distribuisce azioni ai dipendenti legate agli obiettivi Esg

Si punta a 9,5 miliardi

di Federica Pezzatti

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

A Generali, gruppo leader presente nei principali indici di Esg (tra cui Dow Jones Sustainability, MSCI ESG leaders e nel FTSE4Good) la riduzione delle emissioni di gas serra legate alle operations entra anche nel piano di azionariato per i dipendenti collegato al raggiungimento degli obiettivi Esg.

Lo ha stabilito l’attesissima assemblea degli azionisti dello scorso 29 aprile, dove è stato riconfermato il group ceo Philippe Donnet che ha fortemente creduto, in questi anni, nell’implementazione e nell’integrazione dei progetti di sostenibilità del Leone. Proprio Donnet lo scorso luglio, al summit sul Clima del G20, ha presentato davanti ai grandi della Terra rinuniti a Venezia, l’impegno dell’industria assicurativa ad accelerare la transizione verso un’economia globale a zero emissioni nette, in rappresentanza della Net-Zero Insurance Alliance (NZIA).

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«L’iniziativa sul piano di azionariato è stata realizzata per promuovere una cultura di ownership ed empowerment e la partecipazione dei dipendenti alla creazione di valore sostenibile del gruppo», spiega Lucia Silva, group head of sustainability and social responsibility di Generali. Il piano, che sarà lanciato nel 2023 e durerà tre anni, prevede l’opportunità di acquistare azioni del gruppo a condizioni agevolate in caso di apprezzamento del valore del titolo e del raggiungimento dell’obiettivo Esg di decarbonizzazione. Una decisione che dimostra dunque come la sostenibilità sia sempre più integrata con le attività «core» e sia tra i main driver del nuovo piano non solo per i manager.

Tra gli obiettivi sul clima c’è la realizzazione entro il 2025 di ulteriori investimenti verdi sostenibili (fino a 9,5 miliardi di euro). Il nuovo target è in continuità con il precedente, superato in anticipo, di realizzare 4,5 miliardi di euro di investimenti verdi e sostenibili (tra il 2019 e il 2021).

Obiettivi che non sono stati rivisti dopo lo scoppio della guerra che ha portato a quella che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha definito “Pandemia energetica”. «Bisogna combattere la crisi climatica con occhio anche ai problemi urgenti e immediati e bilanciare breve e lungo periodo – spiega Silva –. Restano valide le parole del governatore della Banca d’Inghilterra, Mark Carney, ossia che bisogna affrontare l’oggi tenendo un occhio al domani e alle future generazioni».

Il gruppo sta operando in più direzioni: esclusione di nuovi investimenti e progressivo disinvestimento da società legate al settore carbonifero (individuate con criteri via via sempre più restrittivi), per arrivare a una completa interruzione degli investimenti nel settore carbone termico entro il 2030 per i paesi Ocse ed entro il 2040 nel resto del mondo. Oltre alla progressiva decarbonizzazione del portafoglio investimenti per renderlo neutrale per il clima entro il 2050. Giro di vite anche nel settore dell’ esplorazione ed estrazione di oil e gas dove Generali esclude ogni copertura assicurativa.

Il gruppo punta anche a incentivare le Pmi europee ad adottare modelli di business sostenibili con il premio SME EnterPRIZE. «L’iniziativa mira a dare visibilità, anche attraverso una piattaforma digitale, alle aziende che già si sono mosse in questa direzione e a fornire a tutto il settore uno spazio di confronto», spiega Silva.

Ci sono poi da considerare gli altri aspetti: il gruppo ha raccolto nel 2021 quasi 20 miliardi di premi su prodotti “sociali ambientali” e meno dello 0,1% del danni arriva da società operative in linee di business nei combustibili fossili.

Passi in avanti anche sul fronte definito “people”: pieno ricorso allo smart working, Con un tasso di inclusione delle lavoratrici molto elevato e una contenuta differenza media tra stipendi femminili e maschili dell’1.8%.

Senza dimenticare il profilo “comunità” con The Human Safety Net , la fondazione attiva in 23 Paesi e che ha la mission di liberare il potenziale delle persone che vivono in condizioni di vulnerabilità affinché possano migliorare le condizioni di vita delle loro famiglie e comunità .

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