Iniziative

Genova prepara il nuovo waterfront

Palasport, marina e altri servizi per un centro multifunzionale

di Paola Pierotti

4' di lettura

Sono passati più di dieci anni dall'Affresco e almeno tre anni dalla presentazione del Blueprint. Sotto la guida costante di Renzo Piano, a Genova, anche con i privati, sta prendendo forma la visione del Waterfront di Levante per riportare l'urbanità sul mare, affrontando il tema del porto a partire dalla città, riqualificando le aree dismesse della ex-fiera, sulla soglia tra terra e mare.

In questo contesto si inserisce l'iniziativa immobiliare promossa da CDS Holding e sviluppata dallo stesso studio RPBW con OBR, per un nuovo hub mixed use con funzioni urbane e portuali, pubbliche e private, che prevedono un grande parco urbano, una nuova darsena, residenze, uffici, studentato, retail, apart-hotels e il nuovo Palasport.

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«Sarà il Marina più bello e completo di tutto il Mediterraneo, daremo assistenza a barche dai 5 a 130 metri, ci saranno ormeggi e canali nuovi. Mix di funzioni, ma soprattutto riportiamo l'acqua alle mura della città, dando seguito al progetto di Renzo Piano, con il cui studio lavoriamo quotidianamente per risolvere tutti i vari dettagli».

Il sindaco di Genova Marco Bucci elenca i punti di forza urbani dell'operazione e cita l'ascensore che collegherà direttamente con il centro storico o la Casa della vela “che vogliamo sia lì: sarà una parte logistica fondamentale per gestire anche l'aspetto formativo di chi vuole imparare a veleggiare, sarà un luogo di caratura nazionale e internazionale”.

Cds holding ha firmato il 22 aprile l'acquisto degli altri lotti oltre a quello del Palasport. Si parla di un'operazione dell'ordine dei 240-260 milioni di euro. «Il Palasport ospiterà la massima serie di tutti gli sport indoor» ha raccontato il direttore generale del gruppo bresciano, Massimo Moretti, citando i quattro driver della società presieduta da Enzo Danesi: qualità architettonica, massimi livelli di sostenibilità, nuovi modelli urbani e immobiliari.

«Questo è lo spirito con cui lavoriamo a Genova, nella consapevolezza di cosa siano la fiera, il salone nautico e il mare per i genovesi. Non solo, gli investitori vogliono il top e a questo dobbiamo tendere».

«Un polo attrattivo del Mediterraneo nel cuore della città di Genova. Un centro europeo» aggiunge Bucci. Primo traguardo significativo: aprile 2022, quando il palasport sarà pronto e l'acqua nei canali consentirà gli ormeggi.

«A giugno 2023 gli edifici e quasi tutte le strutture saranno pronte, entro la fine dello stesso anno tutto sarà completato – assicura il sindaco – ascensori compresi».

Un laboratorio di partnership pubblico-privata «che da Boccadasse alla Lanterna punta a restituire ai cittadini un percorso dove poter fare attività ludico-turistica» aggiunge il primo cittadino. Un progetto che parte da lontano sotto la regia dello studio Piano, come racconta Luigi Priano, partner RPBW, che spiega come il “progetto del Waterfront di Levante non sia un episodio sporadico di urbanizzazione, bensì la rappresentazione fisica di uno studio approfondito che parte dall'Affresco e arriva fino al progetto odierno. È l'idea che la città possa trovare spazio verso mare, non escludendo il tessuto urbano che la precede, bensì rinforzandolo, come successo nel caso del Porto Antico».

I capisaldi della sostenibilità del progetto sono due: un parco di 16mila mq e la sostenibilità degli edifici, coperti da un manto fotovoltaico, studiati per produrre energia e garantire il fabbisogno energetico del comparto.

«Le nuove architetture saranno sollevate da terra, dove ci saranno funzioni permeabili se non addirittura pubbliche. L'altezza dei nuovi edifici non supererà quella della passeggiata, in modo tale che la città mantenga la sua vista sul mare. Previsto un solo elemento emergente in dialogo con la nuova Torre Piloti».

Un progetto che racconta per immagini il concetto di “rammendo urbano”, dove si riconnettono Levante e Ponente, Corso Italia e il Porto Antico, risolvendo la cesura tra città e acqua, causata dallo sviluppo portuale del dopoguerra.

«Il mare si riprende la sua rivincita – commenta Paolo Brescia, partner dello studio OBR - nel delicatissimo confine tra terra e mare, si toglie piuttosto che aggiungere, e si trasforma ciò che prima era il retro del porto in un nuovo fronte della città sul mare».

Il progetto del Waterfront di Levante prevede 5 lotti funzionali che insieme propongono una mixitè sociale e al contempo sostenibile per ilmercato, aggregando molteplici attività durante tutto l'arco dell'anno. Nel Lotto 1 sarà restituito alla città il Palasport (oggi inagibile) omologato CONI, come anticipato, per ospitare la serie A di tutti gli sport indoor e accogliere grandi eventi, spettacoli e concerti, con un distretto commerciale tematico al piano terra aperto alla città. Grazie ad un profondo consolidamento strutturale, il progetto recupera la struttura radiocentrica preesistente, riportandola alla sua originaria configurazione. Nel Lotto 2 è previsto lo studentato e residence-hotel (8.900 mq). Sviluppato in un corpo di fabbrica in linea parallelamente al Padiglione B e con orientamento est-ovest, presenta le estremità aperte verso Levante e Ponente.

Per ridurre l'impatto visivo dalla città, l'edificio ha un'altezza massima non superiore a 23 metri. Ancora, il Lotto 3 ospita le residenze con gli spazi comuni (15.500 mq) che sono articolate in due corpi di fabbrica paralleli con orientamento nord sud, i quali definiscono una corte interna aperta e passante, consentendo l'apertura della vista dal Parco urbano verso mare. L'altezza è contenuta sotto i 26 metri, definendo uno stretto rapporto con il mare, grazie ai generosi terrazzi panoramici, logge e spazi aperti prominenti sul nuovo canale animato dai posti barca prospicenti le abitazioni.

Il Lotto 4 prevede un edificio terziario (10.000 mq) con impianto in linea orientato nord-sud, con una piccola emergenza a mo' di periscopio. Infine, il Lotto 5 è caratterizzato da un boulevard alberato a quota +5.50, piantumato con alberi ad alto fusto di altezza12 metri ogni 8, con la funzione di mitigare il fronte nord del Padiglione B, mentre la banchina a quota +1.20 sarà animata da servizi e funzioni pubbliche o ad uso pubblico. Per consentire l'estensione in pianta del Padiglione S, si è reso necessario lo spostamento della Piazza del Vento, che sarà ricollocata sopra l'impalcato di copertura della foce del Bisagno, in accordo con l'autore (lo stesso OBR) e la Soprintendenza.

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