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Germania, Spd primo partito. Crollo Cdu. Duello Scholz-Laschet per la cancelleria

In base al primo conteggio ufficiale provvisorio di questa mattina, l’Spd ha vinto le elezioni con il 25,7% dei voti. Cdu-Csu crollano al peggiore risultato dal dopoguerra: 24,1%. Seguono i Verdi al 14,8% e i Liberali dell’Fdp all’11,5%, ultradestra peggio del previsto al 10,3%. Crolla l’estrema sinistra Die Linke al 4,9%. Saranno i verdi e i liberali insieme a decidere il prossimo governo?

di Isabella Bufacchi

Aggiornato il 26/09/2021 alle ore 05:30

Germania, vince Spd e crolla Cdu. Parte trattativa per il governo

5' di lettura

Il partito socialdemocratico Spd guidato dal vicecancelliere e ministro delle Finanze Olaf Scholz vince di misura le elezioni tedesche, aggiudicandosi il 25,7% dei voti. Questo esito lascia il Paese in bilico per la formazione del prossimo governo di coalizione. Cdu-Csu chiudono l’era Merkel con il peggiore risultato nella storia del partito, prendendo (per ora) il 24,1% dei voti. Al terzo posto i Verdi con il 14,8% e poi l’Fdp con l’11,5%.

Il risultato preliminare, annunciato stamattina dalla Commissione elettorale federale, lascia la Germania in sospeso perché non indica una chiara coalizione. In base a questo conteggio ufficiale preliminare, la grande coalizione GroKo potrebbe continuare e avrebbe oltre il 50% del Bundestag ma entrambi i partiti hanno detto che intendono cambiare pagina. Questo significa una coalizione a tre: semaforo con Spd, i liberali Fdp e i verdi oppure Giamaica con Cdu-Csu, Verdi e Fdp.

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Secondo i commentatori tedeschi, sulla sconfitta dell’Unione dei cristiano-democratici avrebbe pesato il brutto voto della Csu.

Per i due partiti della Grande Coalizione di centro è stata “una lunga notte elettorale” come hanno detto il leader della Cdu Armin Laschet e il candidato cancelliere Spd Olaf Scholz nei loro primi discorsi post-elettorali in cui entrambi hanno espresso la volontà di prendere il posto di Angela Merkel alla Cancelleria federale.

E lunga sarà la ricerca della coalizione di governo, soprattutto se sarà a tre partiti. Scholz ha detto nel corso della nottata che punterà a formare il governo per Natale, dunque prima del 2022.

Gli elettori, con un voto che i commentatori tedeschi hanno definito «un terremoto per la Cdu», hanno indicato chiaramente che sono stanchi dell’era Merkel, del dominio della Cdu durato 16 anni: i partiti che sono saliti, rispetto alle elezioni del 2017, rappresentano infatti la voglia di cambiamento dell’elettorato: Spd, Verdi e Fdp sono saliti rispetto alle ultime elezioni, mentre l’Unione Cdu-Csu ha toccato il fondo, il suo peggiore risultato e minimo storico. «So di avere la mia quota personale di partecipazione a questo risultato elettorale» ha detto Laschet in conferenza stampa a Berlino, dichiarandosi comunque pronto a intraprendere il dialogo per la coalizione Giamaica.

È andata male anche per i due partiti ai lati estremi del panorama politico tedesco: AfD e Die Linke. Un netto segnale che l’elettorato tedesco preferisce politiche democratiche di centro, verdi e attente al mondo dell’industria e del business.

Sebbene i Verdi siano saliti meno del previsto, e sebbene i liberali non siano riusciti a diventare (per ora) il terzo partito, i junior partners di una coalizione giamaica (nero. verde e giallo) e di una coalizione semaforo (rosso, verde, giallo) sono sembrati nella nottata delle elezioni intenzionati a parlarsi per trovare punti d’incontro e saldare un’alleanza per poi aprire il dialogo con i due partiti dominanti, Spd e Cdu-Csu,

Spd avanti di quasi il 2%

Il lieve vantaggio dell’Spd è stato confermato dal primo conteggio ufficiale delle 5:30 del mattino: Spd al 25,7% (+ 5,2% rispetto alle elezioni del 2017) Cdu-Csu al 24,1% (-8,9%), Verdi al 14,8% (+5,9%), Fdp all’11,5% (0,8%), AfD scende al 10,3% (-2,3%) e Die Linke al 4,9% (-4,3%).

Affluenza alta anche per queste elezioni: 76% contro il 76,2% delle elezioni federali del 2017.

Le coalizioni possibili

In base alle proiezioni ARD, le coalizioni possibili sono la Semaforo (Spd, Liberali e Verdi): quest’ultima vedrebbe la Cdu-Csu tornare all’opposizione. L’alternativa principale è la coalizione Giamaica (nero Cdu-Csu, Verdi e giallo dei liberali). Altra possibilità, che però è sulla carta e non piace ai partiti: una riedizione della GroKo (grande coalizione Cdu-Csu e Spd). Il leader della Cdu Armon Laschet ha detto in serata che gli elettori hanno bocciato la GroKo e chiedono un grande cambiamento, non più una grande coalizione.

A Berlino sorpasso dei Verdi

Quanto ai due voti regionali, l’Spd si conferma primo partito in Meclemburgo-Pomerania e, dopo proiezioni negative, alle 23:00 era tornato al primo posto anche nella città-Stato di Berlino.

Dopo un’ora dal primo exit poll, tutti i leader hanno parlato ai loro elettori tenendo un discorso nella sede del partito: per ultimo è uscito allo scoperto Olaf Scholz. Il candidato cancelliere socialdemocratico ha atteso la conferma di una vittoria su Cdu-Csu prima di parlare ai membri del partito e agli elettori.

Olaf Scholz, candidato cancelliere per la Spd (AFP)

Liberali ago della bilancia

Il vice presidente dell’Fdp, Wolfgang Kubicki, ha detto in un’intervista serale alla tv: «La nostra preferenza per la coalizione Giamaica (con Cdu-Csu e Verdi) è ovvia, ma il partito è aperto anche ad altri». A conferma che i liberali sono pronti al compromesso, pur di entrare nel governo federale.

L'Unione ha recuperato terreno, rispetto ai minimi al 20-21% dei sondaggi, mentre l'Spd ha consolidato quanto emerso negli ultimi sondaggi, posizionandosi sopra il 25%. Questo nelle proiezioni delle 23:00.

Verdi deludono rispetto ai sondaggi

I Verdi hanno deluso, rispetto alle grandi aspettative all’inizio della campagna elettorale: non riescono per ora a sfondare la soglia del 15%, molto lontana dal picco del 26% dei sondaggi.

I liberali della Fdp hanno tenuto un solido quarto posto all'11,5% (in base alle proiezioni delle 23:00) ma non sono riusciti come avrebbero voluto a prendere il terzo posto. L'estrema destra non ha conquistato terreno come temuto, rispetto dalle elezioni del 2017: l’AfD è al 10,4%, in netto calo calo rispetto a 4 anni fa. L’ascesa dell’estrema destra è stata fermata.

Crolla Die Linke

Il partito di estrema sinistra Die Linke, in base alle proiezioni che la danno al 5%, rischia di non entrare nel Bundestag (la soglia di sbarramento è proprio il 5%), facendo sfumare l’ipotesi della coalizione “rosso-rosso-verde”.

Nelle elezioni del Bundestag del 2017, la Cdu-Csu era stato il primo partito con il 32,9%, Spd era arrivata seconda con il 20,5%, AfD terza al 12,6% seguita da Fdp (10,7%), Die Linke (9,2%) e ultimi i Verdi con l’8,9 per cento. L’affluenza alle urne era stata del 76,2% quattro anni fa.

Armin Laschet, leader Cdu-Csu (AP)

Durante la campagna elettorale la Cdu-Csu, in difficoltà con il suo nuovo leader Armin Laschet apparso non sempre in grado di dare una chiara impronta al partito, era crollata poco sopra il 20% e si preparava al peggiore esito dal dopoguerra. Negli ultimi sondaggi aveva però rimontato 2-3 punti percentuali. Il voto resta il peggiore dal dopoguerra.

L'Spd avrebbe per ora messo a segno una rimonta senza precedenti: a lungo attorno al 14-16%, è salito nei sondaggi tra il 25% e il 26% grazie alla leadership del ministro delle Finanze e vicecancelliere uscente Olaf Scholz: una guida moderata, concreta e lungimirante ritenuta autorevole dalla maggioranza dei tedeschi.

Cina, pronti a collaborare per nuovo governo

Intanto, arrivano le prime aperture internazionali. Anche se «è stato annunciato il risultato preliminare» delle elezioni politiche in Germania, la Cina «è disposta a collaborare con il nuovo governo tedesco per mantenere le relazioni bilaterali, il dialogo e la cooperazione in uno spirito reciprocamente vantaggioso e di apertura». È il commento della portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying sul voto tedesco. «I fatti hanno dimostrato che finché Cina e Germania persistono nel consolidare e approfondire la fiducia reciproca trattandosi alla pari, le relazioni bilaterali possono raggiungere nuovi sviluppi» con «contributi attivi per gli scambi e la cooperazione Cina-Ue».

Riproduzione riservata ©

  • Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

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