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Giulia Molteni: il primato di Milano come capitale del design va difeso e rilanciato

Il Salone del Mobile rimane insostituibile ed è la bandiera della città. Il che non esclude la necessità di rafforzarlo e renderlo sempre più multichannel

di Alexis Paparo

Giulia Molteni, direttore marketing e comunicazione del gruppo fondato nel1934 dai nonni Angelo e Giuseppina Molteni, dagli anni Settanta articolato in quattro brand: Molteni&C (mobili per la casa), Dada (cucine), UniFor (soluzioni per gli ambienti di lavoro), Citterio (pareti divisorie e arredi per l'ufficio). Il Gruppo è presente in più di 90 Paesi con oltre 700 store, di cui 57 flagship store.

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«La capacità di guardare avanti, di innovare, ma dopo essersi ben voltati indietro. Ecco cosa viene richiesto alla mia generazione, la terza entrata nell'azienda fondata da mio nonni. Noi “giovani” abbiamo avviato processi di digitalizzazione e di coordinazione fra le aziende del gruppo alla ricerca di sinergie oggi rivelatesi fondamentali (Giulia Molteni è direttore marketing e comunicazione del Gruppo Molteni , ndr). La situazione internazionale è molto complessa, ma essere un'azienda familiare, una multinazionale tascabile con processi di governance veloci e flessibili, ci ha permesso di rispondere alle sfide del momento. Poi la famiglia unisce molto, è palpabile la passione, l'ottica di lungo periodo, la valorizzazione del nostro patrimonio che ci lega.

Il maestro Aldo Rossi - una figura a tutto tondo di cui sponsorizziamo la retrospettiva al MAXXI di Roma e che sarà al centro di un nostro progetto per il 2022 - era un sostenitore del ruolo sociale e culturale di design e architettura, intesi come evoluzione del vivere contemporaneo. Nell'ultimo anno la casa ha vissuto un momento di ripensamento importante: è un rifugio, un ufficio, uno spazio di socialità e servono arredi che permettano una grande permeabilità degli ambienti e delle funzioni. La cucina, per esempio, ha un ruolo aggregante per la vita sociale e familiare, ma è diventata anche un luogo di lavoro e di studio, deve essere tecnologicamente avanzata. Il Sistema XY di Francesco Meda per Dada, funzionale, modulare e flessibile grazie a un'architettura di binari, si può inserire in tutti i nostri modelli e integra accessori, cassetti a scomparsa, collegamenti wifi e postazioni di ricarica. Penso poi a Touch Down Unit (TDU), la postazione di lavoro autonoma di UniFor progettata da Studio Klass, che permette di stare seduti o in piedi e, oltre alle porte usb, può prevedere anche una presa elettrica e una batteria ricaricabile. Calore e personalità arrivano da nuovi grandi classici come la poltrona Round D.154.5, disegnata da Gio Ponti nel 1954, la novità del progetto di riedizioni Heritage Collection di Molteni&C, in collaborazione con i Gio Ponti Archives. Di forma arrotondata, “a saponetta”, è scomponibile in otto pezzi, è uno dei primi esempi di industrial design di cui Ponti è sempre andato molto fiero. Salvatore Licitra, responsabile dei Gio Ponti Archives, mi ha raccontato che, quando venne lanciata, non ebbe un grande successo: era così “avanti” che oggi, oltre 60 anni dopo, risulta perfettamente contemporanea.

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La poltrona Round D.154.5, design di Gio Ponti, rinata grazie al progetto di riedizioni Heritage Collection Molteni&C, in collaborazione coni Gio Ponti Archives.

Se essere consapevoli delle proprie radici aiuta a proiettarsi nel futuro, come azienda familiare sentiamo forte la responsabilità verso le nuove generazioni – io in particolare ho tre figli – declinando la sostenibilità ambientale e sociale attraverso i nostri prodotti e processi produttivi. Le linee guida del nostro piano strategico sono i 17 obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 dell'Onu. Un primo importate step è stata l'eliminazione del polistirolo dal packaging e l'introduzione di macchinari moderni che consentono di utilizzare solo cartone totalmente riciclabile. A queste si affiancano macchine per il taglio dei tessuti e delle pelli generazione 4.0, che hanno permesso di ridurre drasticamente gli scarti di lavorazione. Anche se i nostri arredi sono ideati per essere tramandati nel tempo, è importante pensare fin da subito al loro fine vita, progettarli facilmente disassemblabili e avviabili a riciclo. Per questo motivo abbiamo ragionato sulle cuscinature: per il sistema divani Paul abbiamo appena introdotto il poliestere PrimaLoft® BioTM, una fibra sintetica in poliestere riciclato progettata per biodegradarsi negli ambienti in cui si trova la maggior parte della plastica - discariche, acque reflue e acque oceaniche - e scomporsi più velocemente (per esempio, le fibre PrimaLoft® BioTM hanno biodegradato il 93,8 per cento a 646 giorni rispetto all'1,2 per cento della fibra riciclata standard). L'idea è di allargarne gradualmente l'uso a tutti i nostri imbottiti. Dialoga con questo impegno il nuovo tessuto Reflect, firmato da Patricia Urquiola in collaborazione con Kvadrat, un filato che proviene da bottigliette post consumo raccolte in Thailandia. Io stessa non pensavo fosse possibile raggiungere questo livello di qualità, resistenza, brillantezza, morbidezza con un materiale riciclato.

Per noi lo sviluppo sostenibile è una filosofia che va di pari passo con la digitalizzazione, è il suo fattore abilitante e di entrambi la pandemia ha solo accelerato la corsa. In questo senso, abbiamo lanciato il servizio Molteni@ Home, attraverso il quale si può prenotare una consulenza con il nostro team di interior designer e ricevere campioni a casa, e il nostro e-commerce, al momento solo negli Stati Uniti, che con virtual tour e software di configurazione permette di far conoscere la nostra collezione da remoto e intercettare le generazioni più giovani. Tutto questo in attesa del Salone del Mobile 2021, dal 5 al 10 settembre, che rimane insostituibile ed è la nostra bandiera. Tra le novità di questa edizione, una piattaforma digitale che affiancherà il salone fisico, per renderlo sempre più multichannel. Il primato di Milano come capitale del design rappresenta la più grande eredità lasciataci dai suoi fondatori (Angelo Molteni è uno di questi, ndr), e sta a tutti noi difenderlo e rilanciarlo».

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