Tempi stretti

Giustizia, concorrenza, fisco e lavoro: i dossier sul tavolo del governo prima della pausa estiva

Il Recovery Plan impone una tabella di marcia per la realizzazione delle riforme. Ogni ritardo potrebbe mettere a repentaglio l’arrivo dei fondi europei, a cominciare dal prefinanziamento da 25 miliardi

di Andrea Carli

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4' di lettura

Giustizia, concorrenza, riforma fiscale e riforma degli ammortizzatori sociali, con in più l’adozione di regole anti “Far West” nel lavoro. A scorrere l’elenco dei dossier che si impongono all’agenda di governo prima della pausa estiva c’è, se non da impallidire, di certo da rimanere colpiti. I capitoli sono complessi. Anche perché il Recovery Plan impone una tabella di marcia per la realizzazione delle riforme. Ogni ritardo potrebbe mettere a repentaglio l’arrivo dei fondi europei, a cominciare dal prefinanziamento da 25 miliardi, il 13% della quota italiana dei finanziamenti Ue.

Draghi intende rispettare alla lettera la “road map”, il cronoprogramma delle riforme indispensabili ad assicurare il successo del Pnrr, Il Piano nazionale di ripresa e resilienza. E intende farla rispettare a chi ha firmato il patto di governo. La riforma del processo penale alla Camera, quella del fisco e della concorrenza da varare a Palazzo Chigi: ecco i tre i macro-obiettivi da raggiungere prima della pausa estiva. A cui si aggiunge, sullo sfondo, il restyling del sistema degli ammortizzatori sociali. Tutti passaggi che il capo del governo ritiene imprescindibili per la ripartenza del Paese. Il tempo stringe: dal 2 agosto, con l’inizio del semestre bianco e le amministrative all’orizzonte, per Draghi gestire la maggioranza sarà più difficile.

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L’ombra della fiducia sulla riforma del processo penale

Il primo dossier caldo è quello della giustizia. Il nodo è la riforma del processo penale, e al suo interno il tema della prescrizione. L’ex premier Giuseppe Conte e leader in pectore dei Cinque Stelle ha incontrato a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio Mario Draghi. A centro del colloquio una riforma che il capo del Governo ritiene fondamentale in chiave Recovery e che vorrebbe chiudere prima della pausa estiva. L’incontro tra Draghi e Conte è stato convocato alla vigilia della scadenza dei termini per i subemendamenti al disegno di legge sul processo penale: quella riforma Cartabia indigesta a buona parte dei Cinque stelle, su cui però Draghi non sembra affatto intenzionato a fare retromarcia. Le dichiarazioni battagliere con le quali alla vigilia dell’incontro Conte ha lanciato il nuovo Statuto grillino fanno prevedere scintille ma l’avvocato del popolo in queste ore deve fare i conti con le fibrillazioni interne del Movimento e prendere le misure tra l’ala governista che non vuole lo scontro sulla riforma Cartabia e quella più battagliera che chiede a gran voce che la riforma Bonafede della prescrizione non sia stravolta. Le acque sono agitate a tal punto che dentro il Movimento in molti si interrogano già sul dopo e cioè cosa accadrebbe se il governo decidesse alla fine di mettere la fiducia sul provvedimento. «Con Draghi non abbiamo parlato di fiducia sulla riforma», ha sottolineato Conte al termine dell’incontro.

Conto alla rovescia per la prima legge annuale sulla concorrenza

Giustizia, ma non solo. Entro luglio dovrà essere presentata in parlamento la prima delle quattro leggi annuali per la concorrenza. Il traguardo è fissato dal Recovery Plan. È una riforma dirimente, che va toccare settori delicati come gli appalti, le infrastrutture o la farmaceutica. In ballo ci sono anche le proposte arrivate dall’Antitrust. L’obiettivo è portare il testo all'ultimo Consiglio dei ministri del mese. Il lavoro di stesura della bozza finale avrebbe subito rallentamenti proprio per rilievi posti da alcuni dicasteri su singoli temi.

Riforma fiscale nel rispetto dell’equilibrio del bilancio pubblico

Oltre a quella sulla concorrenza, il Governo si è impegnato a presentare al parlamento entro la fine di luglio un disegno di legge delega sulla riforma fiscale, con i relativi tempi di approvazione anche dei successivi decreti attuativi. Come ha chiarito Draghi, la riforma prenderà in considerazione le indicazioni fornite dalle commissioni Finanze di Camera e Senato. Se l’obiettivo è quello di un alleggerimento del prelievo, il ministro dell’Economia Daniele Franco ha messo in evidenza l’esigenza che «ogni riforma sia attuata in un contesto prospettico di equilibrio del bilancio pubblico».

Riforma degli ammortizzatori sociali in cerca di risorse

Un altro dossier è quello della riforma degli ammortizzatori sociali. Dopo lo sblocco dei licenziamenti, con i sindacati in pressing, il tema ha acquisito un ruolo di primo piano. Il ministro del Lavoro Andrea Orlando si è impegnato a portare una prima bozza di articolato in Consiglio dei ministri per luglio, ma rimane il problema dei costi connessi alla riforma che punta al superamento della cassa integrazione in deroga. Il tema centrale resta quello del finanziamento ovvero di chi paga e delle aliquote che saranno fissate, diverse a seconda del settore e della dimensione aziendale. Si guarda soprattutto alla legge di Bilancio che dovrà appostare i primi miliardi sul nuovo progetto. Ancora sul tema lavoro i casi Gkn, Embraco e Whirlpool hanno destato l’allarme di lavoratori e sindacati e mobilitato il Governo. Da oggi, lunedì 19 luglio, una serie di scioperi coinvolgeranno le varie aziende che hanno avviato procedure di licenziamento per migliaia di lavoratori. E mentre il governo punta a trovare regole che impediscano situazioni da “far west”, i sindacati dei metalmeccanici restano in pressing e si tengono pronti alla mobilitazione generale.


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